Schierarsi

Rileggendo qualche vecchio post del mio blog mi rendo conto che la situazione politica evolve molto rapidamente e che la mia memoria (forse quella di tutti) è sempre più breve come accade ai super vecchi. Ricordo tante cose del passato mentre cancello del tutto i fatti di pochi mesi fa. Su questo si basa attualmente la strategia mediatica di chi gestisce il potere e le opinioni degli elettori: buttarla in caciara tanto nessuno ricorda il perché certe cose sono successe. Per questo continuo a scrivere soprattutto per me, per ricordare e verificare se sono adeguato a capire e prevedere ciò che succederà.

Ora inizia un’altra competizione all’interno del PD per la scelta del segretario. Quanto tempo passerà prima che questi capiscano che non ha senso una procedura pubblica ed aperta per la scelta degli organi di gestione? Troverei del tutto democratico una sistema che riservasse ai soli iscritti le primarie interne. Altra cosa è forse un leader per una coalizione di partiti per il posto di sindaco o di presidente di regione. Ma le cose ora sono così e bisogna adattarsi.

Tra i quattro candidati uno è per me del tutto sconosciuto e spero di avere nei prossimi giorni qualcosa di più per capire, la mozione è insufficiente per effettuare una scelta.

Civati mi aveva quasi convinto, avevo letto un suo libretto, 10 cose di sinistra, e mi era sembrato un personaggio interessante, tanto che pensavo fosse un candidato ottimale per la regione Lombardia. Poi quando le elezioni lo hanno proiettato sulla scena nazionale mi ha profondamente deluso, il narcisismo di un bello colto e giovane è apparso evidente: ha pensato bene di non votare il governo Letta, non si sporcava le mani. Un segretario di un grande partito se vuol fare politica deve sapersi sporcare le mani come fa Henry conte di Read.

Di Renzi ho già detto tutto il male possibile il mio imprinting è legato a qualche anno fa. Ha già combinato molti guasti e danni. Insegue ora i voti grillini imitando nel suo programma la raccolta sistematica di buone idee di buon senso senza una visione generale coerente che si possa classificare come una linea di sinistra. E’ tenacemente proiettato verso la conquista del potere e del successo in modo personale e al fondo è sicuro anche lui d’essere l’unto del Signore. E’ il candidato della grande stampa e dei mass media sia perché è visto come la soluzione  al vuoto del berlusconismo sia perché il personaggio buca lo schermo, ha la battuta pronta, da l’idea di essere forte e vigoroso, giovane e gagliardo e molti potrebbero abboccare.

Mi rimane Cuperlo. Il 27 settembre sono andato al primo lancio pubblico della candidatura ad opera di Bersani. C’era anche Marini che ha chiesto la parola all’apertura perché poi se ne è dovuto andare. Detto per inciso. Che presidente della Repubblica ci siamo persi! Marini ha fatto un’analisi politica semplice ma efficace: la causa di tutti i nostri mali della politica è la personalizzazione. Leader individuali hanno costituito partiti personali di cui erano in qualche caso anche proprietari. Da Berlusconi a Grillo per passare per Monti o Casini o Fini. L’unico partito che ha conservato una struttura democratica senza leadership forti ed esclusive è il PD. Senza mai nominarlo allude al pericolo del renzismo come un virus possibile in grado di invadere anche il PD. Il candidato  che si presenta usando il ‘noi’ è Cuperlo, per questo decide di appoggiarlo dal primo momento senza alcun tatticismo. E’ seguito un dibattito a due tra Bersani e Cuperlo. Dal quel colloquio si capisce che Bersani stima Cuperlo e tra i due è evidente una amicizia sincera. Per un bersaniano come me questo sarebbe sufficiente. Tra i due c’è una abissale differenza nel linguaggio, semplice e minimalista quello di Bersani complesso e ricco quello di Cuperlo. Chiarisce che non ha ambizioni superiori alla segreteria del partito che cercherà di valorizzare attivando il contributo di tutti, renziani inclusi. E’ dialetticamente abile tanto da evitare polemiche dirette con gli altri candidati. Da quella assemblea pubblica sono uscito positivamente impressionato anche da altri giovani politici che sono intervenuti. Ho rivisto Cuperlo in qualche intervista televisiva e mi ha un po’ deluso, quando vuol convincere tende ad essere retorico ed enfatico ma l’essere disadatto al piccolo schermo è forse un pregio in questo momento.

Quindi sono per Cuperlo sia per esclusione degli altri sia perché mi sembra il personaggio che ha servito nell’apparato, che ne conosce forse il funzionamento, che può rappresentare un grande partito senza troppe velleità personali. Infatti se tutto va come tutti sperano, stabilità fino alla fine del semestre europeo e successive elezioni con una nuova legge elettorale, o Enrico Letta va a fare il commissario in Europa e si toglie di mezzo oppure sarebbe il naturale presidente del Consiglio di un centro sinistra vincente. La segreteria Renzi non potendo mettersi contro Letta nel 2015 farà di tutto per anticipare le elezioni sperando nel vantaggio del suo carisma in un momento ancora più difficile (stesso calcolo di tutti i leader attuali, Grillo in testa).

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