Scelta dei tempi

Bisogna ammettere, il nostro demiurgo è proprio bravo a scegliere i tempi, a gestire la regia di una sceneggiata che da teatrino sta diventando una vera tragedia nella quale un popolo sbandato fa da coro.

Avevo dedicato già un post, Verità e convinzioni, per marcare come la scelta dei tempi influisce sulla percezione che lo spettatore ha dei fatti e delle cause che ne spiegano la natura.

Berlusconi è un genio della regia dei reality show oppure ha uno staff di autori e registi di primissima scelta. Per mesi fa filtrare l’idea che fosse in difficoltà, forse depresso, incerto, fiaccato dai problemi della vecchiaia e della giustizia. I suoi accoliti, i suoi miracolati prendono coraggio e si scrollano di dosso pian piano il peso di questo padre dai tanti difetti e cominciano ad atteggiarsi da figli adulti che formulano idee e prendono decisioni. Gli elettori sono manipolati da un martellamento mediatico che assimila tutti i politici a una feccia inguardabile, destra e sinistra sono uguali, nessuno si salva. Aspetta che gli italiani si stanchino del professore esigente che controlla tutti i giorni i compiti e ne assegna sempre di più pesanti ma che non fa miracoli con quella parte della classe che non ne vuol sapere di mettersi in riga e di lavorare. Ha tempo di occuparsi della sua roba, costituisce la B5 una cassaforte finanziaria dove blindare il patrimonio diviso tra i 5 figli, aspetta e spera che il PD si scanni nelle solite polemiche intestine ma, cribbio!, 3 milioni di persone alzano il culo e prendono una matita copiativa in mano, vince un tipo a cui piace sorseggiare una birra con la gente comune. Passa forse nottate a visionare rapporti e talk show e stila una lista dei fedeli, dei fedelissimi, dei giuda, dei quaquaraqua, degli intelligenti, degli onesti, dei farabutti. Ha pronto il partito nuovo, un mirabile cocktail dai colori e dai profumi accattivanti, forse anche adatto come aperitivo per una nuova scorpacciata.

Ma quando dare la fausta notizia del ritorno in campo? vediamo, quali sono le scadenze degli italiani? aspettiamo Natale? meglio di no la gente rischia di ricordare che lo scenario è proprio cambiato da un anno fa e poi sarebbe ispirata da buoni sentimenti. Meglio prima. Ora è il momento giusto, gli italiani sono alle prese con l’IMU, sono arrabbiati perché devono tirar fuori un sacco di soldi, stanno scoprendo con somma sorpresa che i comuni, che tanto avevano osteggiato questa imposta, in successive  recenti delibere, l’hanno raddoppiata e che quindi i calcoli fatti a giugno vanno rifatti, calcoli complicati e farraginosi,  questi maledetti professori ci hanno rovinato la vita. Eccomi figli miei sono pronto ancora una volta a sacrificarmi per voi per la vostra salvezza, vi salverò dall’IMU, dal moralismo, dalla patrimoniale e torneremo allegri come siamo stati in momenti felici in cui i ristoranti erano pieni e i voli esauriti. E il cardinal Scola, interpretando il clima penitenziale dell’avvento, invece di richiamare i cattolici della sua diocesi al pentimento e alla purificazione di qualche peccatuccio di cui hanno parlato i giornali, dice che si sente minacciato dallo stato laico. Anche lui ora sarà più sereno.

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