A favore dei perdenti

Qualche mio amico mi ha detto che la mia vocazione profonda è di prendere le difese dei perdenti. Ebbene temo che sia vero, in questa congiuntura politica mi sembra proprio di stare dalla parte dei perdenti. Non mi rassegno ad assistere alla dissoluzione del carisma e della funzione di Bersani anche per non dovermi ricredere rispetto ai giudizi che avevo espresso.

Bersani ha il grosso difetto di essere una persona fondamentalmente onesta che amministra un verminaio di gente assetata di potere. Ovviamente non è un frate francescano, magari lo fosse!

Come ho scritto nei miei post precedenti, io avrei agito in modo diverso ma lui sta seguendo una linea coerente e chiara: se questo parlamento vorrà sopravvivere ed essere utile occorrerà che tutti partecipino, il PD con un governo minoritario, il PDL presiede una convenzione per le riforme istituzionali a tempo, i 5S fanno i battitori liberi pungolando il governo a fare le cose che potrebbero connotare una svolta nella gestione dell’economia. Un presidente della Repubblica di garanzia super partes è la condizione per sperimentare questa unica soluzione per evitare le elezioni. Allora Bersani deve parlare con gli altri per concordare un presidente alla prima tornata: Monti e Berlusconi trattano, Grillo impone i suoi nomi senza discussioni. Ottiene che venga eletto un esponente del PD a condizione che il PDL possa scegliere all’interno di una rosa. Bersani fa tre nomi con una logica molto chiara: tre personaggi di alto livello, attivi nel partito e che rappresentano rispettivamente le tre anime di cui il PD è il collettore: Dalema il vecchio partito comunista, Amato il vecchio partito socialista, Marini la vecchia DC. Marini è anche un vecchio sindacalista della CISL.   Berlusconi e la Lega accettano Marini e Monti si allinea. Oggi poteva essere eletto subito il nuovo presidente della Repubblica. No il PD si spacca sul metodo, Renzi spara i suoi strali dal podio televisivo, le anime belle e candide dei Marino, dei Civati e tanti altri giovani e vecchi più o meno turchi hanno un sussulto di dignità. Come è possibile votare un nostro uomo in combutta con quel delinquente di Berlusconi? Non sia mai. Che cazzo serve la disciplina di partito, ognuno farà come vuole, i renziani sono ormai una fazione chiaramente schierata! Come non avevano fretta? Bersani mi fa veramente pena, o meglio,  sono profondamente dispiaciuto per lui.

Poi c’è l’anima furbetta di Vendola che aveva sottoscritto un patto di coalizione, quella per cui molti di noi sono andati due volte a votare nelle primarie ritenendo che fossero patti tra gente seria, per cui sulle questioni controverse ci si doveva attenere agli orientamenti della maggioranza. All’ultimo momento preferisce votare Rodotà, ben sapendo che era comunque un candidato di bandiera quello grillino, se avesse avuto maggiore intelligenza politica poteva tirar fuori un suo candidato di bandiera, come hanno fatto i renziani per tornare a trattare in un secondo momento magari per far passare veramente Rodotà. In questo modo ha sciolto una coalizione e bruciato lo stesso Rodotà.

Non c’è speranza.

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