Si ricomincia

Nel mese di agosto ho scritto proprio poco sul mio blog. Qualche difficoltà tecnica nelle comunicazioni, la televisione spenta per 20 giorni, il giornale acquistato a giorni alterni, il misero spettacolo della politica mi hanno spento la voglia di metter bocca sui problemi del mondo che mi circonda. Brutto segno forse, oppure un sano ritorno a una riflessione più intima e più profonda sulla realtà.

Come dicevo nel post sul primo compleanno, ritmi lenti, anche nella lettura, non solo nelle passeggiate in montagna.

Il libro che mi ha accompagnato in queste settimane e che consiglio vivamente di leggere è stato Occidente estremo di Federico Rampini.

rampiniSi tratta di una raccolta di articoli in cui con gli occhi di un italiano colto ‘cinesizzato’ si guarda l’occidente  in declino. La sua lettura serve a liberarsi dall’angustia miserevole dei quotidiani dibattiti politici di casa nostra.  Siccome è piuttosto denso ed eterogeneo lo sto rileggendo una seconda volta trasversalmente ritornando su quei punti che mi interessano di più. Stavo proprio ora rileggendo un capitolo sulla scuola americana comparata con la formazione della gioventù asiatica ed ho pensato agli amici e colleghi che in questi giorni ricominciano il lavoro della scuola. Non sono del tutto d’accordo con quanto dice ma si tratta di un punto di vista su cui dovremmo riflettere.

Cito la parte conclusiva di considerazioni legate al fatto che gli USA si trovano molto in basso nelle graduatorie dell’indagine OCSE PISA. Rampini riferisce l’opinione di un esperto americano secondo cui la differenza si spiega con il più alto numero di ore di formazione a cui i ragazzi asiatici sono sottoposti .

Ma l’esperto americano conclude su una nota pessimistica: ogni tentativo di allungare le ore di scuola, accorciare le vacanze o rimettere in discussione la sacralità del weekend, si scontra con la dura opposizione delle famiglie. E questo apre un altro squarcio nelle differenze abissali tra oriente e occidente: nell’Asia confuciana (Cina, Corea, Giappone) come in quella induista o buddista il rispetto degli anziani resta un valore sociale dominante, l’autorità parentale e quella professorale non sono messi in discussione. Le famiglie fanno sacrifici enormi per l’istruzione dei figli ma in cambio pretendono molto. Un ragazzo che non rende abbastanza non ha diritto all’indulgenza dei genitori. Madri e padri cinesi o indiani si schierano sempre con i professori, se questi hanno delle lamentele sul rendimento dei figli. Forse non c’è indicatore più lampante di una civiltà in declino: quando mette i propri teenagers su un piedistallo, e adotta come primo articolo della propria costituzione materiale “il pupo ha sempre ragione”.

Quando ho letto questo brano ho pensato subito alla fatica che facevamo a contrastare la funzione sindacalizzata del genitore che veniva a fare le bucce ai docenti del figliolo, ma subito dopo il pensiero è corso all’ideologia dilagante della rottamazione di tutto ciò che non è giovane, nuovo, innovativo, dinamico …

Accidenti sto forse invecchiando?

Si ricomincia, buona ripresa a tutti.

Dimenticavo Gli arancini di Montalbano di Andrea Camilleri. Ne gustavo uno al giorno, una vera delizia per i palati fini. Una bella vacanza.

 

 

 

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