Il mistero del debito

Sono almeno due anni che siamo perseguitati dal debito  delle pubbliche amministrazioni verso le imprese. Da molti anni si parla del debito pubblico che incombe, dal trattato di Maastricht ci ossessiona il deficit annuale che non deve per trattato europeo superare il 3%, ora sembra che l’economia non riesca a ridecollare perché mancano all’appello una settantina di miliardi che le imprese private non riescono ad incassare dalla pubblica amministrazione. In un periodo difficile anche pochi soldi da incassare per lavori già fatti o merce già consegnata possono determinare il fallimento di una ditta.

tasse

Monti, Letta ed ora Renzi si sono impegnati a trovare le coperture per pagare questi debiti ma sembra che le promesse non riescano ad essere mantenute.

Sono  curioso e cerco di informarmi in modo critico, ebbene la questione è rimasta per me misteriosa, non riesco a capire come sia possibile che ci siano delle amministrazioni che prendono degli impegni economici che non riescono poi ad onorare, quale dirigente statale firma degli impegni formali, contratti, sapendo che non ha i soldi col rischio di andar dentro? temo che il 70% degli addetti ai lavori forse anche deputati, ministri, alti funzionari non abbiano chiara in testa la questione.

Chi ha capito ed è informato correttamente, se legge questo appello è pregato di scrivere un commento chiarificatore.

In assenza di spiegazioni convincenti ho formulato una congettura esplicativa  sulla base di quanto ho variamente sperimentato come dirigente scolastico. Ragiono però in modo semplicistico come una massaia con i conti della spesa.

Parto dalle ultime informazioni di questi giorni fortemente destabilizzanti: è proprio l’ammontare del debito verso le imprese che ora è oggetto di discussione, qualcuno dice che è di 100 miliardi invece di 70, si dice che la cifra non è certa perché si basa su stime campionarie della Banca d’Italia. La reazione del cittadino comune è di meraviglia, come non sanno fare i conti? non sarebbe possibile sapere con esattezza l’importo usando la rete? La notizia sull’incertezza dell’ammontare ha l’effetto di aumentare il deficit di credibilità delle stesse  istituzioni pubbliche. Ebbene non è possibile sapere con esattezza l’ammontare della cifra perché, come accade alla popolazione residente in Italia, la somma varia istante per istante, diminuisce se una fattura è liquidata, aumenta se una fattura è rimasta in sospeso oltre un certo ritardo contrattualmente convenuto.

Questo significa, forse, che il debito di 2 anni fa non è più lo stesso di quest’anno? che la promessa di Monti è stata mantenuta ma che nuovo debito è stato generato? una specie di tela di Penelope che non fa dormire sonni tranquilli né a chi deve incassare né ai presidenti del Consiglio.

Allora forse ho capito! Faccio un esempio che conosco, quello del bilancio di una scuola. Un preside, se deve comprare un nuovo computer, chiede al direttore amministrativo se ci sono ancora soldi, il direttore non consulta il saldo del conto corrente in banca ma il bilancio della scuola, consulta il capitolo che riguarda l’acquisto di apparecchiature, verifica se la somma preventivata di competenza dell’anno è già stata impegnata o liquidata e, se c’è la capienza, dice al Preside che si può comprare il computer. Si procede con gli atti dovuti sino all’impegno, all’ordine di acquisto inviato alla ditta che vende computer. Il computer viene consegnato, collaudato e solo allora si può liquidare la fattura. Normalmente nel contratto è specificato entro quando la fattura verrà liquidata, quasi mai alla consegna ma dopo un certo numero di giorni. Il computer acquistato viene già usato ma l’amministrazione non liquida la fattura, la ditta venditrice telefona sollecitando. Il Preside va dal Direttore a chiedere e le risposte sono le più varie:

  • l’impiegato addetto è malato e si è creata una coda di pagamenti, cercheremo di recuperare,
  • la fattura era errata, mancava questa o quella documentazione, attendiamo la documentazione antimafia, manca la firma del prof. Pinco sul verbale di collaudo, vedremo di accelerare,
  • in questo momento non ci sono liquidi sul conto perché la rata del contributo ordinario del Ministero non è ancora stata accreditata e non vorrei andare in rosso,
  • il mandato è stato inviato ma la banca ha dei ritardi nella gestione dei mandati.

Probabilmente questo è il meccanismo che genera questo ritardo nei pagamenti.

Quanto vale ad esempio quattro mesi di ritardo medio nella liquidazione delle fatture? Proviamo a fare delle ipotesi molto sommarie come fossero i conti della serva. Il bilancio pubblico allargato alla sanità, ai comuni, alle regioni supponiamo sia quasi la metà del PIL cioè 800 miliardi all’anno, supponiamo che, tolte le spese per stipendi, la quantità di fatture da pagare si aggiri intorno  20% del totale, cioè sui 160 miliardi all’anno, supponiamo che il flusso dei pagamenti sia costante, si dovrebbero liquidare  circa 13 miliardi al mese. Se il ritardo medio fosse di 4 mesi, in ogni istante ci sarebbero fatture in sospeso da pagare dell’ordine di 52 miliardi. Pari importo sarebbe mancante alle imprese fornitrici mentre sarebbe contabilizzato come liquido attivo nella pubblica amministrazione. Sarà così? Boh, non lo so. Dai testi parlamentari sulla questione non è facile capire, occorre essere degli specialisti, ma anche i cittadini comuni dovrebbero capire per poter valutare le soluzioni che sono adottate. Se fosse così è ovvio che non è possibile azzerare questi debiti, si possono solo ridurre semplificando e velocizzando le procedure senza dover aumentare di pari importo le dotazioni delle amministrazioni.

Chi ha letto sin qui è stato paziente e curioso. Spero che sappia indicarmi dove  la questione può essere capita e chiarita meglio.

Parliamo di 70-100 miliardi ma il debito pubblico si aggira sui 2000 miliardi … solo che i 2000 miliardi sono contabilizzati come ricchezza delle famiglie e delle imprese mentre i 70 sono un ammanco che destabilizza imprese già piuttosto precarie.

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