Caos

Ne scrivo solo perché questo blog è un lungo racconto sulle sindromi tipiche di un pensionato.

iuc-imposta-unica-comunale-sulla-casa

Da sempre, da quasi cinquant’anni, compilo la mia dichiarazione dei redditi, l’ho fatto per i miei parenti e ho sempre pensato che capire quali e quante tasse pagare fosse un requisito minimo per una cittadinanza consapevole, d’altra parte i miei redditi non erano tali da giustificare la spesa di un commercialista.

Sarà che sto invecchiando ma in questi ultimi anni ho sempre fatto più fatica a stare aggiornato, a capire il senso di molte disposizioni, a ricordare i dettagli di un ginepraio di norme sempre più inestricabile.

Per fortuna siamo passati dalla carta e penna  all’elettronica, alla compilazione assistita da programmi informatici e negli ultimi anni alla compilazione online, ma alla maggiore rapidità corrispondeva una minore comprensione del significato dei calcoli che si facevano.

Cosí arriviamo all’IMU, alla TASI alla TARI una specie di Trinità che va sotto il nome di una nuova divinità fiscale chiamata IUC.

Vi assicuro, ho seguito il dibattito della finanziaria 2014, ma non potevo immaginare che la confusione (solo mia?) potesse arrivare a tanto: ogni comune può e deve legiferare in merito alle tre imposte/tasse per cui un normale cittadino che facilmente ha più di un immobile sparso qua e la in Italia, (non per niente le nostre famiglie negli ultimi cento anni hanno migrato, sono scappate dal paesello e magari sono riuscite a costruirsi la casa al mare) dovrà ricorrere a un commercialista o a un CAF.

Non mi rassegno, mi metto a studiare, a leggere, ovviamente su internet, che è ormai la fonte di ogni sapere.

La confusione aumenta, trovo articoli giornalistici a commento della situazione il cui unico scopo è di allarmare il lettore, di spiegare che i politici sono degli infingardi e che il povero cittadino può solo rivolgersi ad un azzeccagarbugli che alla fine potrebbe farlo risparmiare, trovo pagine di studi fiscali, di commercialisti, di associazioni che quasi fossero preliminari di una verginella, sul più bello non dicono in chiaro quello che insistentemente vai cercando, cerco sui siti istituzionali e trovo una congerie dei circolari e norme di dettaglio per cui lo smarrimento e la paura di sbagliare aumentano, trovo finalmente il sito del sole24ore che fornisce gratuitamente  un bel calcolatore on line con tanto di sistema di memorizzazione del lavoro che si sta facendo, sì perché è richiesto molto lavoro di immissione dati se solo hai due o tre immobili da trattare, senza essere Paperoni dei Paperoni tenuto conto delle pertinenze è facile che il numero dei record aumenti incredibilmente.

Evviva! sono arrivato ad un porto sicuro, comincio a trascrivere i miei dati, scopro che devo pagare l’IMU anche sulla prima casa, mi arrabbio ma mi rassegno e vado avanti nei miei calcoli.

A tavola dò la ferale notizia a Lucilla, dobbiamo pagare l’IMU anche su questa casa … vi risparmio i commenti. Strano, Livia ha detto che non si paga. Le telefono subito, dice lei.

Così, sicuro di aver capito bene e sicuro della mia pronta intelligenza, smentisco la cognata basandomi sull’autorevolezza del quotidiano confindustriale. Ci scambiamo le fonti e Livia promette di approfondire. Poche ore più tardi mi scrive con malcelata soddisfazione:

Raimondo, hai di che scrivere domattina!
Confermo che l’IMU è dovuta solo sulle abitazioni principali di lusso; è scritto anche nella finestra che si apre utilizzando il Calcolo IUC – componente IMU http://www.finanze.it/export/finanze/Per_conoscere_il_fisco/Fiscalita_locale/Imu/Speciale-Imu/index.htm (ma avrei qualcosa da ridire sull’italiano!)
Il solerte esperto de Il Sole, in fondo alla stessa finestra aggiunge (ahime) una casella “APPROFONDIMENTI” con il link al MEF http://www.finanze.it/export/finanze/Per_conoscere_il_fisco/Fiscalita_locale/Imu/Speciale-Imu/index.htm (che dice il contrario! L’IMU si applica al possesso di qualunque immobile – terreni, aree fabbricabili e fabbricati, comprese l’abitazione principale e le pertinenze della stessa).
    Risultato: il povero cittadino     Arrabbiato Emoticon In lacrime Emoticon (conclusione: nessun comunicatore si mette mai nei panni del cittadino).
 Triste conclusione a parte, ritengo probabile che sia il MEF a non avere aggiornato la pagina. Io mi fido del sito del Comune di Roma che dice espressamente “29/05/2014 – Si ricorda che il 16 giugno 2014 scade il termine per il pagamento dell’acconto IMU. L’importo da versare deve essere pari al 50% dell’IMU calcolata sulla base delle aliquote stabilite dall’Assemblea Capitolina con Deliberazione n. 36 del 2 agosto 2012 per gli immobili ancora soggetti all’IMU. Si conferma che non versano le abitazioni principali (ad esclusione delle categorie A/1, A/8 e A/9)”
Ovviamente, aprirò le news capitoline ancora per qualche giorno. Baci, Livia.

 

Qui il siparietto si chiude. Non senza qualche piccola riflessione.
Tra i frutti velenosi del federalismo versione italica per contrastare il separatismo leghista c’è anche la complicazione delle norme, degli stili comunicativi di una pluralità di attori. Siccome noi cittadini ci muoviamo ed abbiamo interessi in più di un comune, la nostra vita si complica, le spese per burocrazie separate e giustapposte aumentano senza vantaggi tangibili, lo scollamento tra ciascuno di noi e lo Stato diventa irrecuperabile se abbiamo a che fare con una miriade di stati e staterelli, principati, baronie, mafie e mafiette alle cui ingiunzioni di pagamento occorre sottostare.
Noi vecchietti sempre più lenti di comprendonio e nel movimento, ci rassegniamo al sicuro aiuto dell’esperto, di un potente ‘badante’ in grado di interporsi tra noi e la complessità di sistemi scarsamente governati per fare i nostri interessi. Non solo per il fisco, sempre visto come un antagonista pericoloso, ma anche per l’ottenimento di tutti quei diritti elementari indispensabili per vivere bene.
C’è un modo per far fronte a questa deriva, collaborare tra noi mettendo insieme competenze, tempo ed intelligenza per capire e per non farsi fregare.

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