Presunzione e indolenza 2

Nessuno mi può giudicare, diceva Caterina Caselli.

Non accettiamo lezioni, dice ora il nostro Presidente del consiglio.

Questo è il ritornello che infiamma i cuori, mette d’accordo tutti, euroscettici, europeisti per convenienza, europeisti per vocazione.

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Una vera stupidaggine presuntuosa di chi non ha l’umiltà di imparare dall’esempio positivo degli altri, siamo i meglio fighi del bigonzo, e chi ci ammazza a noi, si direbbe a Roma. Peccato che tutti gli indicatori siano in bilico, che il macigno del debito ci sovrasti, che la montagna degli impegni già presi sembri invalicabile.

Allora si va da Vespa e si impapocchia di tutto in una lista inesauribile di buone idee, in un profluvio di parole, di ricettine, di promesse negate, di mezze verità combinate ad arte.

Ho seguito l’intervista di ieri sera da Vespa, sono rimasto ammirato dalla resistenza del nostro virgulto, dalla incredibile faccia tosta di disporsi a convincere e spiegare amabilmente le cose ad una vecchia volpe informatissima come è Vespa.

Confesso che non ho capito in che cosa debba consistere la famosa flessibilità, quanti miliardi  siano disponibili a breve per far ripartire l’economia.

Questa mattina ho trovato su FB un bell’articolo di Boeri che spiega con chiarezza i termini della questione della flessibilità di bilancio disponibile per i 1000 giorni invocati dal nostro gradasso. Ne consiglio una lettura attenta, richiede un po’ di competenza tecnica per capire, ma è ora di fare uno sforzo per migliorare la nostra alfabetizzazione economica.

La presunzione si accompagna spesso a una certa indolenza, come dicevo nel caso degli esiti disastrosi del mondiali. Dopo l’intervista da Vespa ho visto su RAI news 24 i servizi sul discorso inaugurale del semestre italiano tenuto sempre ieri al Parlamento europeo. Mi sono vergognato a vedere che parlava a braccio seguendo probabilmente un semplice brogliaccio. La solennità dell’evento non meritava un testo scritto, ben scritto, meditato e chiaro? No, i presuntuosi pieni di sé sanno improvvisare, confidano nella retorica, si basano sulla memoria, sulle frasi fatte, sulle battute ad effetto come se parlare al  Parlamento europeo fosse come arringare delle folle in una piazza. Presuntuoso e indolente. Nulla di nuovo, sono mesi che annuncia riforme epocali pubblicando ‘linee guida’ costituite da una paginetta di titoli che in consultazioni in rete dovranno essere riempite di testi da trasformare in leggi. Ma che differenza c’è con Grillo?

Per carità, sono dettagli, di questi tempi teniamoci stretto il tenero virgulto …. ma …

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