Il nuovo che avanza 2

Ripropongo un post pubblicato nel settembre 2012.

Su Facebook ho pubblicato un link a un interessante articolo che offre una riflessione sulla situazione politica  del quale suggerisco la lettura.

Riflessioni

Sempre su Facebook ci sono due commenti che non vorrei perdere, per questo li ho trascritti anche su questo blog.

Antonio Deriu Ma sì spariamo a zero su qualunque cosa possa movimentare lo scenario politico. Via Renzi, via Grillo che hanno dietro poteri occulti e/o figure controverse ed oscure. Rimaniamo gattopardeschi, “che qualcosa cambi perché tutto resti cosi, ossia “stecca para pe tutti e il resto lo rubamo la prossima volta”. Questo atteggiamento conservatore rischia di far saltare il banco della politica, e quando salta quello allora si che finisce a schiaffi. Ma davvero si vuole che il prossimo scenario politico sia Bersani vs Berlusconi ?

a cui così rispondevo

Raimondo Bolletta Lascia che gli anziani come me siano un po’ conservatori o gattopardeschi, io rispetto i giovani che scalpitano e che sperano qualcosa di nuovo, ma la risposta purtroppo non è Grillo e tanto meno Renzi. Almeno per me,  chi crede il contrario dovrebbe convincermi con delle buone ragioni ad esempio con delle chiare proposte sul prossimo futuro e sulle scelte da fare. Sono tra coloro che pensano che ci sia molto da salvare nella nostra società e che bisogna pensarci due volte prima di rottamare allegramente tutto, tanto il nuovo non può che essere migliore. Questa favola ce l’ha raccontata una ventina di anni fa l’imprenditore Berlusconi e siamo finiti con le Minetti pagate più del segretario dell’Onu. Di Renzi non mi fido a pelle, è una persona inconsistente, superficiale, avida di potere, un berlusconino che però non ha messo in piedi un impero economico, è un veterano della politica che andrebbe rottamato se si applicassero anche a lui i criteri che vorrebbe applicare ai parlamentari anziani visto che ormai i mandati politici sono lucrosi anche a livello locale. Di Renzi ho un imprinting negativo che non posso dimenticare: la prima volta che lo sentii nominare fu un’estate di qualche anno fa nella cronaca locale toscana, ero al mare a Viareggio. Ebbene, lessi con un certo stupore che il sindaco di Firenze aveva reclamato per sua città il David di Michelangelo contestando il ministro della cultura Bondi che difendeva il possesso per il demanio dello Stato italiano. Non ricordavo che i leghisti avessero vinto a Firenze, lessi meglio e scoprii che il sindaco era del PD. Rimasi piuttosto interdetto e preoccupato.

settembre 2012

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