Scommettiamo

Se nel dopo pranzo di un sabato primaverile vi avventurate a parlare di politica e delle cose che stanno succedendo in giro anche con chi siete sostanzialmente d’accordo, per amor di polemica finirete con il litigare, con l’alzare la voce, con l’azzuffarvi quasi foste all’osteria.

E’ successo ieri a me ed alla fine, per non litigare davvero con il mio ospite abbiamo fatto una scommessa: Renzi cadrà prima del 2018 e ce ne libereremo molto prima di altri leader carismatici che hanno popolato la vita politica italiana sin dalla sua unità. E’ la mia scommessa e se vinco io avrò diritto a 5 cene di buon livello come quelle che Vale, il mio interlocutore,  sa imbandire. In caso contrario toccherà a me.

Le chiacchiere si sono infiammate intorno alla figura di Bersani e alla posizione della minoranza di sinistra nel PD. Una persona per bene come lui come può continuare a stare in una ditta che sta facendo ciò che nemmeno Berlusconi era riuscito a fare? Chi glielo fa fare? Perché ostinarsi in questa disciplina di partito?

Vale pensa che ormai Renzi sia troppo forte, che il più è stato fatto per disarticolare l’opposizione a sinistra, per indebolire i lavoratori che hanno irrimediabilmente meno diritti, che non ci sono altri leder in grado di contrastare il blocco che ha preso il potere senza riguardo per le regole, anche i magistrati sono sotto scacco con la minaccia della responsabilità civile. Il Parlamento è sotto scacco e nessuno vuole affrontare il rischio delle elezioni perché tutti coloro che si trovano al di fuori dell’ombra protettiva di Renzi, raccoglierebbero briciole.

Caro Vale, non sono d’accordo. Renzi è andato al potere con una azione di forza che usando il grimaldello delle primarie in un partito facilmente scalabile ha galvanizzato una schiera di giovanotti e e giovanotte organici alla gestione del  potere delle amministrazioni pubbliche periferiche. Ma non c’è un’idea forte, una identità autenticamente riconoscibile, c’è stata una operazione mediatica pensata a tavolino dai poteri forti che si riunivano nella City, negli Usa, magari a Milano per lanciare un personaggio, amplificandone gli aspetti positivi ai limiti del raggiro dello spot commerciale per la vendita delle saponette. La sua forza prorompente è anche il suo tallone di Achille se perde il contatto con la realtà. Lo sai perché non dura secondo me? C’è una banale ragione politica: Berlusconi o va subitoin esilio in qualche suo feudo nelle Antille oppure se resta in politica non può aspettare il ’18, allora sarà troppo vecchio e logorato, ottenuto l’italicum giocherà la carta estrema del tutto per tutto magari con Salvini che già è stato lanciato come nuova saponetta dagli effetti mirabolanti. Renzi come il ranocchio della favola aumenterà la posta della sfida esponendosi ai rischi dell’Italicum e ci lascerà le penne.

Certo, va a finire che se le cose stanno così voto anch’io Grillo, dice Vale. Uno in più al ballottaggio penso io.

Aggiungo che in queste ore ci sono due fatti che mostrano un condottiero già sfiancato e meno brioso del solito. Il caso Lupi ha mostrato un leader opaco, attendista poco chiaro e soprattutto poco leale con i suoi collaboratori. Fa saltare Lupi e si tiene 6 sottosegretari indagati. Per quanto tempo potrà bistrattare coloro che tengono aperto palazzo Chigi con i loro voti obbedienti? La vendetta è una pietanza che si serve fredda. Il secondo sintomo della sua debolezza da spaccone insopportabile è la scenetta della deputata grillina che rimprovera come una professoressa lo studente disattento che invece di ascoltare legge il giornaletto sotto il banco. La sua reazione è stata da adolescente immaturo che invece di rispondere con arguzia o simpatia magari scusandosi, continua a leggere il suo giornaletto sfidando la professoressa che alla fine gli metterà una nota. Ma l’adolescente immaturo se ne frega della nota perché pensa che il mondo sia suo e che tutto ruoti intorno al suo ombelico.

Per questo penso, spero ardentemente, che questo bellimbusto non duri.

 

Questa mattina 23 marzo mi ha scritto Vale.

Carissimo Raimondo,oltre ad apprezzare il pranzo (davvero eccezionali, ancorché geniali, le lasagne al radicchio trevigiano..) devo adesso apprezzare ancor più la tua attenzione a quanto ci siamo detti sabato sul Bischerino e al mio “pessimismo” che controbatti punto per punto con davvero invidiabile … “ottimismo”!

Tra le cose convincenti che scrivi, una secondo me è chiave di lettura perfetta: ” … ma non c’è un’idea forte, una identità autenticamente riconoscibile, c’è stata una operazione mediatica pensata a tavolino …“. E tra l’altro, è anche quanto diceva (mi pare proprio sabato) Bersani sulla necessità di “un’idea forte”, che deve sempre sottendere alle decisioni politiche prese da leader che tendono a “stemperare” o “annacquare” o “intorbidare” la propria identità, per evocare robe tipo il “Partito della Nazione” (ennesima etichetta dell’Uomo Qualunque, quando è andata bene…).

Poi fai riferimento a Berlusconi. Ma – mi/ti – domando: qual era quell’identità forte che ha consentito al Berluska di ammorbarci per un ventennio? Purtroppo, a mio avviso, esattamente la stessa che – NON DICHIARATA – esprime (forse non del tutto inconsciamente) Bischerino. IO SONO VOI. IO SONO IO E VOI NON SIETE UN C…. E TUTTI VOI AMATE IDENTIFICARVI IN ME. In pratica più li considera poveri pirla più loro sono felici e osannanti. Mio fratello esprime questo concetto in modo molto più sintetico, ma secondo me molto efficace: “agli Italiani, piace così: STRONZO”.

In pochissime parole, secondo me Bischerino sta portando a compimento il disegno a lungo termine “piduista” (e adesso globalista) di riduzione e, tendenzialmente, eliminazione della rappresentatività democratica (in Italia e nel mondo occidentale è quella parlamentare). Il Senato che si auto-annulla come luogo di rappresentanza parlamentare elettiva, per di più con un sostanziale “voto di fiducia”, è a mio avviso l’emblema vero e più acconcio  della resa ideale di quella che è stata stella polare della Costituzione nata dalla Resistenza (Costituzione nella quale, come peraltro nell’Unità d’Italia, la “pancia” degli Italiani non si è mai realmente identificata). Il percorso post bellico (parliamo di 70 anni, mica un prospero) è stato: GUERRA CIVILE / RESISTENZA –> COSTITUZIONE –> DEMOCRAZIA CRISTIANA –> CRAXI –> BERLUSCONI –> RENZI.

Quello in cui credo io (crediamo noi) è AUMENTO “luminosamente” PROGRESSIVO DELLA PARTECIPAZIONE E DEL COINVOLGIMENTO NELLA SOCIETA’ ATTRAVERSO I MECCANISMI DI RAPPRESENTANZA (prevalentemente, ma non solo, parlamentare, esistono anche la partecipazione e la rappresentanza nel mondo del lavoro e nella società civile in genere). L’obiettivo Araba Fenice è UNA SOCIETA’ DI TUTTI: la scommessa è gestirla in modo efficace ed efficiente. Questo è IL PROBLEMA DELLA SINISTRA ITALIANA – e non solo – (esprimo la cosa così in modo dozzinale, ma in estrema sintesi il senso è questo).

Quello che sta facendo Bischerino è L’ESATTO OPPOSTO, in perfetta linea  con la cultura politica dell’ultimo ventennio. L’esproprio della rappresentatività democratica e lo svuotamento totale delle funzioni del potere legislativo. Quello che sta combinando Bischerino-Gellino alla separazioni dei poteri, Berlusconi non poteva immaginarselo neanche nel più roseo dei suoi deliri di onnipotenza.

Il problema che ci sta riuscendo con una efficacia e una rapidità (efficienza) mai viste prima. Lo strumento geniale è questo: fai votare le destre alle primarie della sinistra. Elementare, riesce (quasi) sempre, tranne a Venezia, per ora.

E dopo questo ulteriore distillato di pessimismo, dichiaro che se hai ragione tu “RADDOPPIO” la scommessa (molto volentieri ci attrezzeremo a variare molto il menù!)

Grazie ancora per la bellissima discussione (anzi scambio di idee)!

Un abbraccio

Vale

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