Situazione in movimento

Ho tralasciato le mie riflessioni sull’attualità politica ed economica per scrivere il lungo racconto sul periodo di lavoro a Villa Falconieri. Seguo su Facebook il dibattito e spesso intervengo ma le battute difficilmente consentono di sviluppare compiutamente della riflessioni.

Come ho già scritto più volte, questo blog, oltre ad essere un passatempo da pensionato che vuole tenere in esercizio il cervello e la memoria, mi serve per verificare con la prova dei fatti la mia capacità di analisi della situazione. Saper prevedere correttamente è la prova più semplice della correttezza dei modelli interpretativi e dei ragionamenti che correntemente si fanno. Mi sono reso conto che la mia capacità di previsione del futuro non supera quella di una moneta testa e croce ma quando ci azzecco sono contento. Quindi ora voglio appuntarmi qualche previsione sul prossimo futuro politico in Italia.

Come ricordate ho scommesso una cena con il mio amico Vale che Mattia il gradasso non sarebbe arrivato alla scadenza naturale della legislatura. Non pensavo che avrebbe superato i due anni e quindi  già sono stato smentito dai fatti.

Ora però credo che siamo a una nuova svolta che in parte è in mano anche a noi cittadini. Il caso Roma e il caso Monti o meglio il caso Marino e il caso Banche.

Caso Marino

La cacciata di Marino è stato un grave vulnus alla democrazia, uno stravolgimento della regole più elementari in cui è emerso non solo il populismo  ma anche il giacobinismo di Renzi e dei suoi seguaci. Il giacobinismo respinge l’idea classica della democrazia rappresentativa e la divisione dei poteri: il popolo ha il diritto di sottoporre a controllo costante i suoi rappresentanti e le distinzioni tra potere esecutivo e legislativo sono meramente funzionali. Con le firme depositate dal notaio  si riconosce al popolo e al partito di potere di rovesciare in qualunque momento la rappresentanza politica se questa agisce in modo difforme dalla volontà generale e dagli interessi della parte che l’ha votato.

Ora ci sono i cocci del caso Roma da raccogliere. Il ‘complotto’ per far vincere 5 stelle è evidente: come si fa a scegliere Bertolaso per il centrodestra? un personaggio bruciato che si può annichilire con qualche banale campagna scandalistica. Il PD che sfodera 6 candidati alle primarie. Il M5S appare intimidito e consapevole della difficoltà del compito, fissa regole capestro per inquadrare la sua squadra con un contratto vincolante che prevede multe stratosferiche se non si obbedisce al capo o alle votazioni della rete.

Qualche sera fa da Floris è risorto il Marino che avevamo conosciuto nelle altre primarie. Deciso, chiaro,  finalmente duro e furbo. Non ha detto se si candida o no, è stato durissimo con il suo partito al quale continua ad appartenere, non dice se andrà a votare alle primarie anzi le dichiara illegittime e richiede i soldi indietro degli allocchi che votarono inutilmente per lui nelle precedenti.

Mia previsione dietrologica: attende i risultati delle primarie del PD e punta su una vistosa diminuzione dei votanti. Se così accade il PD non ce la farà comunque e allora lancia la sua lista civica ad esempio con Tocci candidato sindaco, se Morassutt riesce a vincere su Giachetti significa che i votanti non sono diminuiti e allora appoggia Morassutt come candidatura anti Renzi. Terzo caso, molti votanti e vittoria di Giachetti, non butta i suoi soldi per una sua lista civica. In ogni caso opererà per far fuori il candidato renziano. Ovviamente ritiene che un sindaco grillino sia meglio di un sindaco renziano.

Dossier Banche, Europa e Monti

Scusate se sono diventato complottista ma la storia della foto di Monti sulle scale della mutua ad attendere la moglie che fa le analisi è sospetta, quanto meno il chiasso e la meraviglia sulla rete e successivamente in televisione.

Seguo la Gruber perché spesso quel salotto è un crocevia di manovre politiche di alto livello. Monti dalla Gruber è stato abbastanza esplicito sul governo Renzi, meno prudente e felpato del solito. Ieri ascolto con meraviglia e soddisfazione il duro e preciso intervento al Senato contro il Renzi arruffa popolo anti Europa.

“Presidente Renzi lei non manca occasione per denigrare le modalità concrete di esistenza della Unione Europea, con la distruzione sistematica a colpi di clava e scalpello di tutto quello che la Ue ha significato finora. Questo sta introducendo negli italiani, soprattutto in quelli che la seguono, una pericolosissima alienazione nei confronti della Ue. Con il rischio di un benaltrismo su scala continentale molto pericoloso. In modo accorato dico che dovrebbe riflettere molto su questo”.  “Bene fa il presidente Renzi a portare avanti il senso di comunità senza svilire quello di contratto dell’Europa. Ma rischia di far fare passi indietro importanti sia allo spirito di comunità sia al contratto su cui ogni comunità si basa. Ciò fa correre grossi rischi all’Italia ed alla Ue”. “Andreotti e Craxi hanno saputo, loro, mettere a frutto il semestre italiano di presidenza Ue”

Accanto a Monti sedeva il presidente emerito della repubblica Giorgio Napolitano. La solennità della circostanza dice molto della situazione che il delirio di onnipotenza del nostro gradasso rischia di innescare.

Con un bilancio che deve ancora essere varato dalla Commissione, con un macigno incombente delle clausole di salvaguardia, stratagemma furbesco per posticipare di qualche mese decisioni economiche inevitabili se si vuole mantenere l’equilibrio finanziario che ci eviti il default, il nostro si permette di fare lo sbruffone di andare in giro per il mondo oltre a recitare poesie sbagliate in un improbabile spagnolo a fare la morale su cosa dovrebbe fare l’Europa per farci diventare tutti finalmente più ricchi.

Tradotto in parole povere ma ugualmente accorate Monti ha detto ad alta voce che Renzi è pericoloso per l’Italia, non alla lunga ma a breve e deve tornare a remare come fanno tutti gli altri senza tanti grilli per la testa.

Napolitano non applaude l’intervento del presidente del consiglio ed è testimone silenzioso della presa di posizione di Monti forse vuole ricordare a Matteo quell’invito a cena con la signora Clio al Quirinale in quel lunedì in cui l’udienza del presidente del consiglio regolarmente eletto fu posticipata, cena che apparve a tutti come una chiara investitura di quel potere sovranazionale che vedeva nella prudenza vigile di Letta un temporeggiamento inadeguato ai problemi sul tappeto.

Insomma forse a Renzi è stato detto: nun te allargà … se Monti fosse romano.

La grande scommessa

Dopo aver visto il film sto leggendo il libro da cui è tratto. Forse serve a capire cosa sta succedendo tuttora. Forse lo sta leggendo anche il giglio magico per cui si sono convinti che Deutsch Bank sia infarcita di titoli tossici. Forse è vero ma noi dobbiamo pensare alle nostre banche e essere certi che l’ammanco di 200 miliardi potenziale dovuto ai mutui concessi e che potrebbero non rientrare sia tale da non far saltare il sistema in modo catastrofico. Uno dei fattori all’origine del disastro del 2008  fu che le obbligazioni garantite dai mutui fondiari fossero a rischio 0 cioè che chi le deteneva pensava che comunque sarebbero state restituite. Così non fu e i rischi per il mondo intero furono terribili e le conseguenze micidiali. Ora in Europa qualcuno vorrebbe che anche i titoli di debito pubblico di tutti i paesi fossero contabilizzati nei bilanci delle banche tenendo conto del rischio di non restituzione. Non so se sia una buona idea so solo che un processo di integrazione ulteriore delle economie passa per regole comuni di contabilizzazione. Naturalmente c’è chi pensa che da soli si farebbe meglio, personalmente ritengo che o sono pazzi e sconsiderati o sono l’espressione di interessi non esattamente nazional popolari dell’Italia.

Renzi è abile e sa dribblare i problemi contando anche sulla memoria corta degli italiani e sui peggiori istinti che muovono la politica. Ma questo è un momento delicato per lui, ovviamente anche per noi.

Intanto per quanto mi riguarda non parteciperò alle prossime primarie del PD. Poi vedremo, Tocci non mi dispiacerebbe affatto come sindaco di Roma. Poi ci sarà il referendum. Di questo Renzi bisogna liberarsi prima della fine della legislatura.

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