Idee luminose

Niente Reddito di cittadinanza, Lavoro di cittadinanza!. Questo è il nuovo slogan renziano, di un Renzi riilluminato dalla luce smagliante della California e diventato così nuovo profeta delle tecnologie digitalizzate e robottizzate. La batosta del referendum, i magri risultati delle sue scelte economiche, lo sfascio del suo partito sono ormai acqua passata, inutile perderci tempo dedichiamoci al nuovo sogno, affrontiamo le nuove sfide del futuro.

LONDON, ENGLAND - NOVEMBER 29:  Robotics student Gildo Andreoni interacts with a Dexmart robotic hand built at the University of Bologna in the Robotville exhibition at the Science Museum on November 29, 2011 in London, England. The Science Museum's Robotville exhibition showcases 20 unique and cutting-edge robots from European research laboratories, it  is free to enter and runs from December 1-4, 2011.  (Photo by Oli Scarff/Getty Images)

Questa mattina il mio amico Bortocal pubblica un post da titolo Dove si deve dar ragione a Renzi a cui ho replicato con un lungo commento:

Raimondo:

Difficile capire bene quanta ironia ci sia in questo tuo pezzo e quanto sia una apertura di credito benevola.

Francamente quello di Renzi mi sembra solo uno slogan un po’ loffio che come al solito ha la pretesa di annullare quello dell’avversario con l’espediente retorico dell’inversione degli elementi del discorso.

Sarà che negli anni settanta io fui traumatizzato dalla lettura dei Limiti dello sviluppo e da tutto il dibattito che si accese allora tra i migliori intellettuali ma sentire ora i discorsi di Renzi come fossero improvvise illuminazioni di un novello Paolo sulla via di Damasco mi rattrista.

L’intervista di ieri sera da Fabio Fazio mi ha raggelato, una faccia tosta così non ce la togliamo di torno facilmente e farà altri danni.

Tornando al merito e cioè sulla questione degli effetti della digitalizzazione e della robotizzazione penso che non ci sia nulla di sorprendente: l’uomo cerca di affrancarsi dal lavoro faticoso, dal sudore della fronte, dal dolore della schiena, dalla privazione del cibo.

Negli anni settanta mi colpirono due concetti che venivano portati avanti da Visalberghi con cui collaboravo in una scuola sperimentale:

  • necessità di una formazione pre-professionalizzante perché la modernità avrebbe portato a variare nel corso della vita prestazioni e professioni,
  • diffusione di buona cultura perché gli uomini avrebbero avuto più tempo libero da spendere.

Questa mentalità giustificava all’epoca anche la diminuzione della natalità perché ci sarebbe stato meno bisogno dei rimpiazzi nella produzione.

A Renzi non solo manca la consapevolezza degli effetti positivi o negativi dei suoi tre anni di governo ma manca proprio la cultura storica ed economica per capire i grandi processi che governano la civiltà umana.

Forse se invece di andare in California a imparare nuovi slogan immaginifici fosse andata in una buona biblioteca magari con una bibliografia suggerita dal suo amico Letta ne sarebbe uscito rinnovato e più promettente per tutti.

Bortocal risponde:

ciao Raimondo,

hai colto bene il tono a meta` strada fra ironia ed abbocco che ho voluto dare a questo post.

ho cercato di mettermi nei panni di quelli che credono in buona fede a Renzi, ma non ho potuto fare a meno di ironizzarci su.

aggiungo qui due cose che ieri sera non sono riuscito piu` a inserire nel post perche` mi e` saltata la connessione.

Berlusconi, tramite Brunetta, ha anticipato di 15 giorni Renzi e senza neppure andare in California: indubbiamente migliore, tecnicamente.

non e` sensibilita` sociale, ovviamente, ma studio scientifico dell’elettorato e dei modi migliori per fregarlo.

si da` il caso che la poverta` e` in crescita in Italia e dunque inventarsi proposte per raccattare voti alle prossime elezioni tra chi vive attorno a livelli di poverta` e` decisivo.

finora destra e sinistra hanno lasciato libero campo a Grillo qui, ma ora si accorgono di dover correre ai ripari.

la propaganda anti-immigrati della destra non porta ciccia per gatti, anche se fa sempre comodo indicare la causa della disoccupazione nella concorrenza tra poveracci e non nella concentrazione plutocratica della ricchezza e della tecnologia.

rimane totalmente in ombra, sia per Berlusconi sia per Renzi, con che fondi dovrebbe essere finanziato il salario di cittadinanza: nella proposta di Brunetta sono previsti 3 mesi di lavoro, seguiti da 3 mesi di sussidio di disoccupazione; e gli altri sei mesi?

quanto a Renzi ha puntato tutto sulla classe media con gli 80 euro, e sui ceti benestanti con l’abolizione delle tasse sulla prima casa, e ha sbagliato clamorosamente strategia.

ora non e` piu` credibile, e` comunque un uomo bruciato, e le sue convulsioni sono patetiche.

l’unica vera alternativa che abbiamo e` se dopo il PD governera` la destra (come credo) oppure Grillo; e sara` una bella corsa per loro accreditarsi presso la nuova America…

. . .

anche io sono un figlio mentale dei Limiti dello sviluppo, il testo decisivo del 1973 che ha cambiato la cultura degli anni Sessanta.

e credo che l’attuale fase di destrutturazione dei ruoli sessuali classici sia pure una figlia di quel pensiero e abbia come scopo il controllo delle nascite nella forma meno traumatica possibile, anche se destinata ad esiti catastrofoci se il calo delle nascite connesso si limita all’Occidente (come sta succedendo).

l’attuale fase di automazione non solo del pensiero, ma anche di molte professioni tipicamente intellettuali (medici e avvocati, in prima linea, ad esempio), non ha precedenti storici confrontabili; non credo possa essere analizzata riferendosi semplicmente ad altre precedenti.

e non e` neppure vero, secondo me, che nasce dal bisogno umano di liberarsi della fatica, dato che al contrario lascia sopravvivere soprattutto proprio i lavori piu` pesanti fisicamente che per vari motivi non possono essere delegati alle macchine.

no, nasce dalla concentrazione mai vista della ricchezza, dalla speculazione finanziaria e dalla massimizzazione del profitto in forme inaudite: singoli individui piu` ricchi di stati interi; corporation piu` potenti di popoli interi; realta` virtuale, con i suoi rapporti di forza che scalza quasi la vecchia realta` analogica.

leggevo che il costo di un robot, a conti finiti, viene ad essere circa un decimo di quello dell’operaio.

a questo punto perfino la delocalizzazione in paesi di bassi salari potrebbe essere rimessa in discussione: meglio far rientrare le fabbriche robotizzate a casa, dove ci sono i tecnici per gestirle.

ma in nessun caso il lavoro tecnico di controllo potra` rimpiazzare in eguale misura quello fisico che viene sostituito.

noi due, Raimondo, abbiamo alle spalle la stessa formazione e perfino lo stesso lavoro e ho conosciuto anche io, pur se da lontano, le tesi di Visalberghi, e mi ci sono ispirato a lungo nella mia professione.

ma oggi la realta` ha superato ogni nostra immaginazione del secolo scorso e quelle tesi, secondo me, sono diventate in ampia parte inadeguate, e sono troppo ottimistiche.

le alternative? non ne ho, sul piano di una politica dell’educazione.

non credo che il problema possa essere affrontato in campo soltanto educativo senza una azione politica di ridimensionamento del potere dei feudo-tecnocrati.

serve uno scontro con loro, e non e` neppure detto, pero`, che lo si vinca.

siamo nella fase della confusione di cui parlava di recente anche Prodi.

e tuttavia, se devo pensare ad una alternativa, oggi la vedo piuttosto in un futuro di piccoli produttori autonomi in parte sganciati dal mercato, che lo erodono dai margini con l’auto-consumo.

e tuttavia anche questo esige uno scontro, e questa prospettiva viene tuttora contrastata per via legale; mi diceva mia nuora, che e` croata, che in quel paese e` stato vietato per legge di tenere liberamente degli orti: servono autorizzazioni e occorre pagare balzelli, per costringere la gente a usare i supermercati.

potrebbe essere un modello di quello che ci aspetta.

scusa della risposta prolissa, ma hai messo troppa carne interessante al fuoco.

comunque sulle “qualita`” umane di Renzi siamo d’accordo: un tipico caso di “quando lo conosci, lo eviti”: a me impressiona il suicidio di un Partito Democratico che corre all’autodistruzione con lui.

non e` neppure la prima volta che succede a sinistra, c’e` storicamente sempre qualcosa di malato nella sinistra italiana, dopo Crispi, Mussolini, Craxi…, tutti figli della sinistra che hanno guidato la destra.

 

3 thoughts on “Idee luminose

  1. Raimondo non ti angustiare. Personalmente per evitare di “magnamme er fegato e tutto quello che c’è ‘ntorno” vado io in biblioteca e ti consiglio di leggere il libro Josè “Pepe” Mujica “La felicità al potere” e di guardarti il film The imitation game è l’occasione per ripassare un po’ di Informatica teorica.

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  2. Il pezzo si addentra subito su riflessioni di qualità che mi hanno interessata molto e che condivido, in particolare quelle di Raimondo. L’inizio invece mi ha fatto ricordare mia nonna che diceva che i cafoni, quelli che avevano il mignolo con l’unghia lunga per far credere che non facevano lavori manuali, chiamavano la polenta e merluzzo “pasticcio di mais con pesce veloce del Baltico”. Renzi è uno di questi. Ciao

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