Eurobond

Stanno divampando le polemiche contro l’Europa e la Germania perché due giorni fa i governi nazionali non hanno approvato l’apertura della Commissione circa la possibilità di attivare Bond garantiti dall’Europa. Gli antieuropeisti dichiarati o nascosti si sono stracciati le vesti reclamando la fine dell’Europa. Mi è bastato sentire nella stessa serata Cacciari dalla Gruber, mi immagino cosa dicono e pensano i nostri sovranisti.

Conte non lo invidio, i fronti aperti sono troppi anche per Superman. Spero che si avvalga di molti consiglieri e collaboratori. Temo che abbia giocato troppo d’anticipo e si sia troppo illuso di coalizzare altri paesi che come noi soffrono pesantemente della diffusione della epidemia. Machiavelli avrebbe consigliato il principe di aspettare 15 giorni per trattare con una Germania più consapevole della gravità della disgrazia comune. Ma sono certo che il tempo che si sono presi per concertare una soluzione più definita dal punto di vista tecnico, finanziario ed economico darà dei frutti e si arriverà ad una soluzione positiva.

Non rinuncio però alla mia funzione di grillo parlante saputello.

Chiedo ai miei lettori: avete capito bene il significato delle scelte in campo? Quali sono gli organi decisionali coinvolti?

Come al solito premetto che non sono un esperto ma leggiucchio e mi informo. Grato a chi vorrà correggere ed integrare ciò che dirò.

I grandi attori

La Banca Centrale Europea. Presieduta da qualche mese dalla signora Lagarde, è una entità indipendente dalla commissione europea e dai singoli Stati. Stampa e diffonde l’Euro, batte moneta, ha lo scopo di preservarne il valore. Vigila sul funzionamento del sistema bancario della zona euro. Attraverso la stampa della moneta regola il mercato finanziario ed indirettamente l’economia della zona dei paesi che aderiscono al sistema stimolando con l’immissione di nuova moneta le economie ferme o in recessione o drenando moneta nei casi in cui l’economia si surriscalda e cresce troppo creando inflazione eccessiva. Non è la tesoreria della commissione europea né la tesoreria dei singoli stati. Ultimamente, dopo le gravi crisi finanziarie globali che hanno destabilizzato la finanza di singoli Stati e l’andamento degli spread che salivano in modo pericoloso, la BCE, non potendo stampare moneta in soccorso degli Stati in difficoltà, per poter difendere il valore dei certificati di debito pubblico dei vari Stati, ha comprato sul mercato secondario enormi volumi di BOT, BTP, di Bund, di certificati dei vari Stati per ridurre il circolante e mantenerne alto il valore nel mercato secondario. Il mercato secondario è quello che consente a un detentore di un titolo di debito pubblico di cederlo ad altri ad un prezzo stabilito dal mercato che può non coincidere con il valore nominale. Questo capita a chi ha necessità di contante e vuole recuperare i propri capitali prima della scadenza prevista nel titolo. Se la BCE drena dal libero mercato questi titoli il loro valore aumenta o comunque non crolla.

Il Fondo Salva Stati. E’ un fondo mutualistico creato durante la crisi finanziaria del 2011 per andare in soccorso di Stati che rischiavano il default finanziario e che avevano bisogno di finanziamenti per non fallire. Finanziato dai singoli Stati con contributi dipendenti da ciascun PIL, prevede che lo Stato che riceve il prestito accetti riforme strutturali severe quali il taglio delle spese pubbliche per ridurre l’indebitamento. Tali tagli sono controllati da un comitato esterno al paese che regola il flusso del finanziamento in relazione all’adozione delle misure richieste dal Fondo. In pratica lo Stato è commissariato. Grecia, Irlanda e Portogallo hanno dovuto accedere a un prestito e sottostare alle regole della troica. Il fondo salva Stati è evoluto in MES (Meccanismo europeo di Stabilità) la cui strutturazione è ancora oggetto di una contrattazione tra gli Stati che non è stata chiusa e che rischia di essere rimandata a causa dell’epidemia e delle sue conseguenze economiche.

L’Unione Europea. Quella che comunemente chiamiamo Europa, è retta da una Commissione tecnico-politica, dal Parlamento eletto a suffragio universale e dal Consiglio Europeo dei capi di Stato e di Governo. E’ un’entità sovranazionale complessa con procedure decisionali regolate da trattati tra Stati che sono fortemente condizionate dal diritto di veto di ogni Stato membro. Il suo bilancio deriva dai contributi dei singoli Stati membri e non è tale da potersi considerare decisivo in una situazione di emergenza grave come quella attuale.

L’Italia

L’Italia sta subendo un colpo tremendo. Il blocco ha un costo e per ripartire dopo la pandemia occorreranno energie finanziarie, risorse economiche la cui quantificazione è difficile.

Lo Stato deve spendere per comprare nuovi presidi sanitari, remunerare chi tiene in piedi la baracca, aiutare coloro che sono danneggiati dal fermo, attivare nuove provvidenza per i più deboli. Per far ciò deve far debito, emettere nuovi BOT, nuovi BTP per raccogliere denaro fresco da far circolare nei pagamenti da effettuare. Ma il governo sa bene che l’ammontare dei titoli di debito pubblico italiano circolante sul mercato è così grande che i risparmiatori sottoscrittori potrebbero chiedere degli interessi più alti rispetto a paesi che hanno una economia più sana e che hanno un piccolo debito pubblico. Per questo chiede che questi nuovi titoli, chiamati Bond siano garantiti non dall’economia italiana ma da quella europea presa nel suo complesso. I sottoscrittori sentendosi più garantiti potrebbero pretendere interessi più bassi. Per questo li chiama Euro bond e chiede che l’Europa sia d’accordo.

I veri protagonisti

Le famiglie.

E’ l’aggregato che va assistito in parte ma che detiene i capitali sotto forma di risparmi investiti o conservati nei conti correnti nelle banche, che paga le tasse, che consuma, che investe. Lo fa come un gregge in cui i singoli si muovono osservando il vicino, tutti sono sensibili alla paura, spesso scappano stando uniti a volte disperdendosi in disordine. Ci sono molti pastori in giro che danno ordini tra loro contraddittori e tanti cani pastori che abbaiano e mordicchiano per indirizzare il gregge verso un burrone. Scusate il mio testo sta diventando meno professionale!

Le banche

Il sistema delle banche conserva e amministra i capitali delle famiglie li presta alle imprese e alle famiglie che necessitano di prestiti.

Le imprese

Producono beni e servizi che vendono a famiglie, altre imprese, Stato, in Italia e all’estero. Per produrre devono comprare materie prime e semilavorati, pagare prestatori d’opera, pagare le tasse, compensare il capitale investito sotto forma di dividendi o di utili. Per funzionare usano capitale proprio e capitali presi a prestito dalle banche o direttamente dalle famiglie nel mercato azionario e obbligazionario. Se le attività si fermano o hanno una grave contrazione, i ricavi e gli utili non garantiscono il rimborso dei capitali presi a prestito, le passività possono superare il valore del capitale sociale, le imprese falliscono e muoiono. A catena i lavoratori non ricevono il salario, non pagano le tasse, lo Stato non può fare le cose che ha promesso. Le imprese sono la catena più fragile in questa situazione, soprattutto quella parte molto numerosa di microimprese in cui la morte del proprietario potrebbe coincidere con la chiusura dell’azienda.

I fondi

Sono strumenti finanziari in genere sovranazionali che raccolgono capitali dalle famiglie in tutti il mondo spesso per garantire un gruzzolo da spendere durante la vecchiaia che investono in borsa accumulando azioni, obbligazioni, titoli di debito pubblico i quali sono gestiti con criteri conservativi che immobilizzano immense ricchezze investite nelle borse ma che in parte sfuggono al controllo emotive del gregge famiglie.

I fondi sovrani

Sono fondi comuni detenuti da Stati sovrani che avendo surplus finanziari (esempio stati arabi con il petrolio o Cina) investono al meglio in giro per il mondo selezionando con rigore il valore vero di titoli di cui sanno soppesare l’affidabilità.

I capitali illegali

Dell’economia illegale sappiamo troppo poco ma possiamo immaginare che sia una specie di piovra che sta stritolando il mondo amministrando capitali illegali perché sono di proprietà di evasori fiscali, capitali criminali perché provento di prostituzione, droga e commercio di armi. La piovra ha incominciato ad usare criptovalute che sfuggono al governo delle istituzioni bancarie e delle banche centrali ma che fluiscono con flussi capillare quasi come succede al corona virus. Questa piovra è lì pronta a fare a affari a rilevare aziende e realtà economiche deboli che l’epidemia ha ulteriormente fiaccato e che stanno per chiudere.

Che fare

Questo è lo scenario, ma in pratica cosa sta per succedere? come al solito nessuno lo sa. Io sono ottimista, i dieci giorni previsti per affinare tecnicamente la proposta in Europa serviranno a convincere i governi più riottosi ad aderire alla proposta. In questi pochi giorni il numero dei morti un po’ ovunque fiaccherà coloro che superbamente resistono.

Ma in questi 10 giorni i mentecatti nostrani scateneranno l’ultimo estremo assalto alla fortezza Europa per demolirla. L’estrema ratio sarà dire: e allora facciamo da soli. E allora tornerà in campo e sugli schermi il leghista Borghi che la fa facile dicendo che basta stampare moneta, distribuirla con l’elicottero e tutto passa come con l’aspirina per il mal di testa.

Ma ora caro lettore ti dò l’informazione più scomoda. Sto parlando solo ai ricchi, a coloro che hanno redditi più o meno modesti e un gruzzoletto per il futuro. Per stampare moneta bisogna uscire dall’euro. Una nuova moneta emessa dall’Italia non varrebbe nulla e i tuoi risparmi in poco tempo si scioglierebbero come neve al sole, ci sarebbe una fiammata speculativa di tipo inflattivo e sarà il deserto produttivo in una nazione che non ha materie prime.

Tutti i paesi del mondo emetteranno nuovi titoli di debito pubblico perché come noi avranno necessità di investire e chi sottoscriverà i bond garantiti dall’Europa a favore dell’Italia? Dovranno essere gli italiani, le famiglie italiane. I nostri risparmi dovranno essere investiti nei nostri bond. La liquidità che i privati detengono nelle banche sarebbe probabilmente più che sufficiente. Scordatevi che degli stranieri con i loro soldi comprino Bond italiani, preferiranno comprare aziende italiane che si troveranno a buon mercato.

Insomma se vogliamo salvare il nostro Stato, il welfare, il sistema produttivo dovremo mettere mano al nostro portafoglio.

Se vogliamo salvarci dobbiamo stare uniti con tutti gli altri, disponibili a collaborare con umiltà e orgoglio perché i beni da salvare sono troppo importanti.

segue

6 risposte a "Eurobond"

    • Grazie del commento che spero non sia sarcastico. Non sono un economista ma un cittadino che legge e si informa. Sto scrivendo cose nel mio blog che sono riflessioni sincere, quelle che affondano nel mio vissuto e che mi aiutano a vedere il futuro positivamente. In economia spesso le profezia si autoavverano, se tutti cominciamo a pensar male di tutto e di tutti se diffidiamo di ogni strumento che ci ha consentito di vivere bene e in pace siamo fritti. Se ci isoliamo dall’Europa siamo spacciati. Tutto dipende da noi.

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