Il progenitore

Sono passati solo tre mesi, mica cinquant’anni. Qualcuno ricorda cosa accadde quando, a metà agosto, il governo impose la chiusura delle discoteche (che erano aperte per autorizzazione delle Regioni, non del governo)? 

Le furibonde invettive di Briatore contro il governo di matti e di  incompetenti? Gli sbraiti della Maglie contro la feroce dittatura di Conte? I balli di protesta della Santanchè?  Il ricorso al Tar (fortunatamente respinto) della associazione di categoria che non vedeva “evidenze scientifiche” sul rischio di contagio nelle discoteche?  Le indignate geremiadi di Mentana sulla ingiusta punizione comminata ai giovani?  Le ironie dell’esimio infettivologo Bassetti sull’allarmismo  governativo  e sul virus che non è un fornaio al lavoro di notte?

Anche alla luce dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Cagliari sulla  autorizzazione concessa dalla giunta regionale della Sardegna – oltre che alla luce dei fatti nel frattempo conclamati – decenza vorrebbe che lor signori chiedessero scusa. Tranquilli: non lo faranno. Sono troppo impegnati a pontificare contro l’imprevidenza del governo.

Ho letto questo testo su FaceBook, l’ho subito copiato ma poi ne ho perso le tracce e ora lo cito senza il nome dell’autore, mi scuso con lui. Ma potete pensare che lo abbia scritto io, lo condivido per filo e per segno.

La discussione che è seguita su FB sottolineava invece le responsabilità del governo e imputava i problemi gravi di questi giorni alla sua imperizia, guai a coinvolgere le responsabilità dei singoli se soprattutto si pretendesse di limitare la libertà individuale di divertirsi come ciascuno meglio crede. E poi perché continuare a pensare all’estate, ormai ce la dobbiamo lasciare alle spalle!

Ho pensato che, a parte i prezzolati dei social, molte persone parlano in buona fede perché non capiscono o non sanno di cosa si sta parlando: di una infezione virale che si contagia con estrema facilità. Ci sfuggono dei particolari fondamentali sulla dinamica dei numeri nel caso di un contagio. Spesso mi chiedo: come è possibile che si sia arrivati a questi numeri, che l’impennata della curva sia così rapida e che per arrestarla ci voglia così tanto e per così tanto tempo.

Bene. Partiamo da oggi e andiamo a ritroso, supponiamo che io sia infettato. Qualcuno mi dovrebbe chiedere come e dove è successo? Non ho la più vaga idea se non uso Immuni o se non ho avuto cura di registrare sul mio telefonino i miei spostamenti e i miei contatti. Ma è certo che un’altra persona mi ha passato il virus. Questa persona lo ha ricevuto da un’altra, che a suo volta lo ha ricevuto da un altro …. così via all’indietro potremmo costruire una catena ideale di contatti che ci fa risalire direttamente fino a un uomo o una donna (cinese o europeo o americano) che è stato infettato direttamente da un pipistrello o da un zibelllino. Supponiamo per semplicità di calcolo che il tempo necessario medio perché un contagiato ne contagi uno nuovo sia di 10 giorni. Temo siano di meno, circa 5. Ma poco importa nel nostro ragionamento, una ipotesi più realistica darà dei risultati leggermente diversi, ma tutti ugualmente seri.

Se l’intervallo tra un contagio e il successivo fosse di 10 giorni con solo 10 passi arriviamo a 100 giorni fa cioè esattamente alla metà di agosto quando si decise di chiudere le discoteche. Il progenitore0 del mio contagio dista da me solo 10 passi, non è affatto detto che sia romano se io vivo a Roma potrebbe essere un turista straniero o un italiano di ritorno o un villeggiante in Sardegna frequentatore del Billionaire. Poco importa, è certo che se lui non si fosse infettato non innescava la catena che è arrivata fino a me. Ma questo progenitore quanti ne ha infettati? Non sappiamo forse solo il progenitore1 e poi si è accorto di essere infetto e si è messo in isolamento … ma statisticamente cosa è certamente successo? Facciamo un’altra ipotesi ottimistica: il numero dei contagiati raddoppia ogni 10 giorni, in realtà nel mese scorso la velocità di crescita è stata più alta anche se variabile come mostro nel grafico.

Se percorriamo la catena a partire dal progenitore0 i passi sono di nuovo 10 cioè la successione dei contagiati diventa 2, 4, 8, 16, 32, 64, 128, 254, 500, 1000. Il mio progenitore0 ha generato circa (1000+500+254+128+ …. ) 2000 contagiati. Ci sono altre 2.000 persone oltre me che potrebbero non essere così benevole nei confronti del progenitore0 un po’ sbadato.

Supponiamo che il mio progenitore fosse un gaudente impenitente e che, certo di essere sano e considerato che occorreva passare qualche nottata in allegria, infetti in due o tre giorni 10 amici o sconosciuti avventori di una discoteca o di un ristorante. In questo modo avrebbe attivato dieci nuove catene simili a quella che è arrivata sino a me e così oggi avrebbe generato, il famoso progenitore0, 20.000 contagiati.

Non vado oltre nel mio ragionamento e ricordo solo che il 15 di agosto i positivi accertati in Italia in totale dall’inizio della pandemia erano 253.510 e che i nuovi positivi di quel giorno erano 629, il 22 novembre il totale degli infettati sin dall’inizio sono 1.380.684. Sottraendo i 253.520 infettati prima del ferragosto i nuovi infettati successivi ai 629 infettati di quel giorno si ottiene 1.127.000 contagiati dopo il 15 agosto. Abbiamo così che ogni progenitore0 è il nodo di origine di una catena di infezioni che ha riguardato in media 1.792 (1.127.000 / 629) casi, un po’ meno dei 2.000 da me stimati con il mio modello molto grossolano.

Tutto questo per dire che siamo nel mezzo di un processo complesso in cui ciò che accade oggi è la risultante di infinite scelte individuali e collettive del passato: il virus non è intelligente ma si muove sulle gambe degli umani, si riproduce all’interno del corpo umano, soccombe se gli umani vincono e guariscono, soccombe se gli umani muoiono ma sopravvive e prospera se gli umani lo trasmettono ad altri umani.

Quindi siamo grati agli contestatori agostani che ora rimproverano il governo di non aver provveduto in tempo.

2 risposte a "Il progenitore"

  1. Soltanto adesso ho potuto leggere il tuo post, Raimondo.
    E, se posso, rivedo adesso in Veneto le proteste ‘agostane’ .
    Per evitare che il Veneto, zona gialla, assolutamente non diventi “zona arancione “ e tantomeno “rossa” , un’ordinanza regionale,
    a Verona ha istituito posti di blocco, per limitare ingresso in città: cioè, i vigili fermano i passanti e chiedono: LEI DOVE VA E PER COSA❓Immaginate come si arrabbia la gente veronese (e quella affluita in città dal Veneto, ecc.). Una volta entrata in centro, poi, è sempre sbracata ai plateatici dei bar, senza mascherina, a bere spritz, chiacchierare e fumare per ore e ore, a tutte le ore.
    La gente straparla di violazione della Costituzione, anche nei confronti del Governo (e ovviamente del CTS).
    I Veneti dovrebbero leggere il tuo post, Raimondo!
    https://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/veneto-in-bilico-tra-giallo-e-arancione-anche-verona-soffre-1.8350360

    "Mi piace"

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