Contraddizioni paradossali

La manifestazione no vax di sabato scorso degenerata in atti squadristici di stampo fascista e in disordini preoccupanti merita una attenta riflessione da parte di tutti noi.

Christie, James Elder; The Pied Piper of Hamelin; National Galleries of Scotland; http://www.artuk.org/artworks/the-pied-piper-of-hamelin-209903

Parto, per giustificare il titolo, dalla paradossale contraddizione della Meloni che chiede perentoriamente le dimissioni del ministro dell’interno. Sarebbe coerente che le chiedesse la CGIL che ha subìto la devastazione della propria sede per una chiarissima inefficienza delle forze di polizia che non sono state in grado, cioè non hanno voluto, fermare una 30na di facinorosi che dovevano passare per un singolo varco stretto facilmente sbarrabile. Potrebbe chiederle il policlinico che ha sperimentato l’invasione del proprio pronto soccorso da parte di pochi violenti ma che lo chieda la Meloni è paradossale: la pecca principale delle forze dell’ordine è di non avere stroncato con un pugno più duro i manifestanti che non rispettavano quanto autorizzato … sì la Meloni chiede mano ferma contro i fascisti! E questa è una bella notizia.

Ma c’è poco da scherzare, la situazione è molto difficile e complessa e le contraddizioni e gli ossimori sono all’ordine del giorno. I no vax reclamano la difesa della costituzione e della democrazia imputando il governo di essere una dittatura sanitaria che priva i singoli cittadini di libertà fondamentali, accusando l’80% dei cittadini vaccinati di essersi bevuti il cervello. Il bue disse cornuto all’asino. L’elenco potrebbe essere lungo basta leggere i commenti sui social per verificare che ormai le litanie delle ragioni pro o contro ogni decisione delle autorità sono contraddittorie e paradossali. I diecimila in piazza del popolo sono assimilabili al manipolo di fascisti che hanno violato la sede della CGIL? Certamente no ma quanti di coloro che erano a piazza del popolo hanno provato autentico disagio per questa degenerazione fascista della manifestazione? Quel coacervo di cittadini che si mobilita per bloccare una città è assimilabile a manifestanti pacifici che difendono la costituzione? È giusto insistere sul connotato fascista isolando pochi militanti come appartenenti a formazioni politiche da sciogliere e salvare la faccia di chi nell’ombra dei social sta conducendo una sistematica battaglia contro tutto e tutti in nome della difesa della costituzione? Abbiamo una brodaglia pericolosa la cui entità numerica è indefinita ma che è incistata anche in quel 50% che non vota; potrebbe essere terreno di cultura per nuovi esperimenti politici imprevedibili?

Si è trattato di una degenerazione imprevista figlia del caos o di una iniziativa programmata? Possiamo dire banalmente che i fatti sono tutti tra loro coerenti, Forza nuova non era infiltrata con pochi provocatori ma era ed è parte organica della brodaglia pericolosa di cui parlavo. Ma perché ha deciso questa rottura così grave attaccando un simbolo della sinistra? Un atto di forza o di debolezza? Cui prodest? Un giovane che stimo ieri mi ha prospettato una ipotesi convincente. È un gesto inconsulto di una bestia ferita. Non dimentichiamo le elezioni di una settimana fa. La destra, che i sondaggi hanno dato per mesi come stravincente in elezioni politiche nazionali, ha verificato nelle urne che non ha leader presentabili sul territorio, che è diretta da due galli di Renzo che non reggeranno e non consolideranno nel tempo l’attuale coalizione di destra, che il radicamento dell’estrema destra nelle periferie urbane vacilla. Insomma la destra ha preso una batosta sopratutto a Roma ma anche a Milano e a Bologna dove una nuova sinistra moderna e giovane arriva al 60%. Allora l’ala radicale e fascista dà una spallata che mette in difficoltà proprio Giorgia la madre cristiana e Matteo il pio predicatore, titilla la brodaglia ponendola però di fronte al fatto compiuto e al coraggio delle azioni dirette e decisive. Insomma un momento delicato e pericoloso in cui le contraddizioni degli opportunismi dialettici scoppiano e lasciano tracce dolorose. In parte un gesto inconsulto e disperato in parte una scelta ponderata e tattica in cui non si perde in ogni caso perché si sposta a destra tutta la brodaglia e tutta la destra e si radicalizza lo scontro politico indebolendo la coalizione che appoggia il governo Draghi.

Leggendo la vicenda con l’occhio rivolto alle elezioni municipali romane è molto chiaro il vantaggio di una simile bravata: se perdesse Michetti, Gualtieri è avvertito, avrà contro una destra agguerrita e violenta, se vincesse Michetti, i fascisti potranno reclamare la loro parte di gloria come grandi elettori.

Comunque la si guardi, i fatti di sabato scorso sono la manifestazione della complessità della situazione di cui ho voluto dare una piccolo saggio nel racconto della giornata da dimenticare: estese infiltrazioni malavitose, pregiudizi antiscientifici e superstiziosi, indifferenza per le regole della convivenza, sistema informativo debole e asservito, social eversivi.

In questi giorni mi sono chiesto cosa voglia dire fascismo e sì che per tutta la vita ci ho convissuto, al liceo i compagni del MSI, all’università i picchiatori che minacciavano il movimento, nei primi anni di insegnamento gli accoltellamenti e gli agguati tra gruppi di opposta tendenza e mi toccò mettere in salvo un mio studente fascistello accusato di avere accoltellato una compagna nella sezione del PCI, al Fermi negli anni 90 i primi ragazzetti con la svastica rasata sulla nuca, e quando feci il preside i ragazzi che frequentavano nel pomeriggio casa Paund. Il fascismo è quel sistema politico che ha governato l’Italia per vent’anni che si è identificato con Mussolini, fascisti erano coloro che quel sistema l’hanno votato e poi servito con convinzione e convenienza, ora i fascisti sono i nostalgici di quel sistema che non credono nella democrazia ma nell’uomo forte e nei metodi spicci. Poi ci sono i violenti che sappiamo essere distribuiti qua e là anche nelle mura domestiche, nella pace borghese delle case perbene. Ma parliamo di 100 anni fa, c’è stata di mezzo una guerra disastrosa, il miracolo economico, le tante crisi economiche e finanziarie, la nascita dell’Europa, la globalizzazione ed ora la pandemia e la sua imminente sconfitta. Si profilano i tempi difficili dei cambiamenti climatici e della penuria di combustibili, è facile che si diffonda paura e delusione per promesse che non potranno essere mantenute. Molti reduci delusi come nel ’21?

Per concludere, forse in modo contraddittorio per rimanere fedele al titolo, secondo me il vero pericolo non è Forza nuova ma quella che ho chiamato brodaglia, una massa ben più numerosa e diffusa che senza rendersene conto afferma tesi aberranti e contraddittorie e che fa scelte autolesioniste disposta ad andar dietro al primo pifferaio magico che si presenterà.



Categorie:Politica

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