La gatta frettolosa fa i gattini ciechi

Questo blog si va popolando di animali ma a forza di parlare di politica non poteva essere altrimenti.

Ho seguito in diretta streaming  tutta la direzione del PD e alla fine ne sono uscito con un  sensazione di profondo disgusto ed una grande preoccupazione. Non intendo aggiungere la mia voce al frastuono dei commenti ma appuntarmi solo alcune prime reazioni.

Il ricatto

Nel finale della riunione Mattia il temerario, Mattia il decisionista, Mattia il frettoloso ha gettato la maschera: così intriso di voglia di potere e e così abituato alla gestione del potere ha pensato bene di rinfacciare al presidente dell’assemblea Cuperlo, che in modo accorato aveva manifestato il suo disagio per la proposta indecente del segretario, che anche lui era un nominato e che non aveva superato il vaglio delle primarie. Questo è lo stile del personaggio, se non sei d’accordo e se non ti inchini ai due milioni di voti dei gazebo, si va a vedere la tua scheda anagrafica e qualcosa si trova per azzittirti.

La leggerezza

La leggerezza e l’approssimazione del personaggio si vedono nel modo in cui gestisce i rapporti formali: si continua a ragionare su bozze, su elenchi di titoli, su schemi, su brogliacci, si decide di una riforma che dovrebbe essere fondativa di una terza repubblica chiedendo ad una assemblea di rappresentanti di leggere il testo distribuito dalle vallette all’inizio della seduta, prendere o lasciare senza possibilità di cambiare una virgola, di apportare un miglioramento. E’ raggelante che la trattativa con i piccoli partiti sia stata condotta in poche ore in incontri diretti con i capi bastone esauriti in un’oretta di colloquio.

Il conformismo

Il miracolo è avvenuto, le primarie, in cui anch’io ho partecipato versando i due euro per votare Cuperlo, hanno svuotato il partito dei vecchi e inserito una pletora di giovani conformati al renzismo, che nei successivi talk show ripetono fedelmente a pappagallo il verbo del loro capo carismatico e potente.

L’azzardo

Mattia se ne frega della sostanza della sentenza della Corte. Si dice che un premio di maggioranza senza limiti è incostituzionale? bene, fissiamo delle soglie in chiaro, ci basta al massimo un 18% di voti regalati al maggiore delle forze in campo, se ne servissero di più un bel ballottaggio tra i primi due e allora non ci sono limiti al premio e si dà avvio ad un governo solido, concorde, efficiente, onesto, trasparente, democratico, eroico, buono, dolce, bello …. Pazzesco! con il meccanismo dello sbarramento si toglie la rappresentanza ad almeno il 30% di popolazione che non si sente rappresentata dai primi 3 per regalare al primo circa il 20% dei seggi per poter governare in modo autoritario. L’azzardo sta nel fatto che proprio quel 30% senza rappresentanza si sentirà libero di votare come vorrà anche quel partito nuovo che la legge cercherebbe di contenere: e se andasse Grillo al ballottaggio?

Il pericolo della catastrofe

Tra le giustificazione della scelta c’è la situazione economica e sociale che è sempre sull’orlo del burrone. Quando si guida un veicolo su una stradina stretta che costeggia un burrone occorre avere volante, freni, frizione e acceleratore efficienti e che rispondano con precisione ai comandi. Questa legge elettorale dà risultati completamente diversi per effetto di scarti piccolissimi, per assurdo anche un solo voto, come se si avesse un freno che basta sfiorare perché inchiodi, si sbanda e si precipita di sotto. Questa mattina sui giornali si vedono le simulazioni del marchingegno già soprannominato pregiudicatellum: con piccolissime variazioni nei voti si avrebbero tre parlamenti completamente diversi con un governo forte di una sola fazione. Allora tanto varrebbe estrarre a sorte.

Niente preferenze

Votai contro il referendum Segni e penso che il massimo dello squallore si sia visto per l’effetto della nomina di nani e ballerini, igieniste dentali, veline, figli e nipoti. Che problema c’è a consentire che le liste siano lunghe il doppio degli eleggibili? Il tutto perché lo vuole il pregiudicato? Forse perché gli eletti sarebbero meno controllabili dalle oligarchie dei partiti. La ragione che adduce Mattia, l’eletto se incardinato nel collegio se ne occupa quando c’è una crisi aziendale, denota uno stravolgimento della funzione della rappresentanza politica in parlamento: i rappresentanti sono senza vincolo di mandato e devono fare gli interessi della nazione e non del proprio orticello.

Rottamare il Senato

Le ragioni addotte per l’eliminazione del Senato elettivo e di molte rappresentanze periferiche, per la riduzione dell’articolazione della rappresentanza sono solo di tipo economico. Risparmiare 1 miliardo. Ma Mattia lo sa che mancano all’appello 2000 miliardi? Lo sa che quel risparmio non fa ripartire proprio nulla? Non basterebbe una legge ordinaria per stabilire una banale regola di bilancio che fissa i costi della rappresentanza in proporzione al bilancio gestito? Un taglio lineare che impedirebbe che l’autonomia si trasformi in arbitrio e che le assemblea possano deliberare sul proprio stipendio e sulle proprie indennità, lo possono fare ma ripartendosi una torta che è fissata da un banale calcolo matematico. Forse si potrebbe risparmiare più di un miliardo. Ma sopprimere il senato trasformandolo in camera della autonomie significa rinunciare all’idea che in una società esistono i più vecchi, gli anziani, i saggi che rivedono ciò che i deputati hanno deciso. Significa rinunciare ai senatori a vita, rinunciare alla continuità di figure che hanno illustrato la nazione con il loro esempio e il loro successo nel lavoro, nell’arte, nella scienza. Il putridume delle reazioni su internet alla morte di Abbado ci dice quanto sia rischioso rinunciare ai simboli e ai riti per ridurre tutto in efficienza mercantile.

Le antinomie

Mattia è abile nel giocare con gli ossimori ed affermare ciò che un secondo dopo contraddice, sembra il barone di Arcore. Facciamo questa larga intesa per non fare più larghe intese. Siamo in piena emergenza e quindi facciamo in modo che governi uno solo con un meccanismo aleatorio poco affidabile e per nulla rappresentativo. Proprio l’emergenza grave richiede che il governo del paese coinvolga possibilmente tutti. Un vero democratico deve credere che l’unione fa la forza e non che l’unione si fa con la forza (vedete anch’io comincio a parlare come Renzi/Crozza).

Ma il gradasso non sa che la strada è impervia, che le vecchie volpi della politica appostate a Montecitorio e a palazzo Madama cercheranno di vendere cara la pelle. Qualcuno diceva un tempo: qualche volta le volpi finiscono in pellicceria…

craxi-e-andreotti

5 risposte a "La gatta frettolosa fa i gattini ciechi"

  1. Ieri sera Cuperlo si è dimesso da presidente del partito. Personalmente penso sia stato un atto coerente con l’insistenza con cui aveva rivendicato l’importanza della dignità in tutti gli ambiti, pubblici e privati. Sono convinto che coerenza ed onestà siano tratti fondamentali per uomini pubblici. La mia amica Rosi la pensa diversamente e mi scrive così:
    Forse l’esperienza personale da preside mi condiziona troppo tuttavia continuo a pensare che il profilo di un dirigente scolastico sia il massimo livello di complessità di governo di un gruppo. I grandi manager hanno competenze specifiche di altissimo livello ma non hanno i tempi e la capacità di aspettare il momento giusto per sferrare l’attacco o per logorare l’avversario con un ben organizzato e celato assedio.
    Cupperlo è un intellettuale e una persona ai massimi livelli di onestà, ecc, ecc ma è come un preside che si è dimesso perché ha i Cobas nel collegio o perché ha la scuola occupata e ha visto le scritte sui muri senza preoccuparsi di quello che avrebbe potuto fare per chi aveva tanto sperato nella sua capacità di consolidare il castello, per restare nella tua metafora della cittadella assediata,
    Tutto sommato le dimissioni sono una reazione emotiva che denuncia la mancanza di quella accorta capacità di riflessione che fa di Letta un accortissimo Gatto.
    La lepre si prende senza correre; se sei un bracco frettoloso ti scappa.
    Adesso la lepre festeggia e il tenero bracchetto è tornato nella cuccia e scrive.
    ….. sembra una favola, una storia di animali per bambini …

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  2. Mi preoccupa però che la gatta frettolosa sia stata lasciata sola in cucina.
    Forse invece che un golden retriever, intelligente, forte ma anche irruente e permaloso, ci sarebbe voluto un doberman! Speriamo che i 101 lasciati soli riescano, come nel film, a sconfiggere l’infame Crudelia.
    (come vedi dalla storia medievale sono scivolata nei fumetti)

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