Il fronte delle pensioni 2

Padoan ha rilasciato ieri una discutibile dichiarazione pubblica, una blasfemia nei confronti dell’alta Corte.

Rimprovera alla Corte di non aver valutato l’impatto della  dichiarazione di incostituzionalità  della legge Fornero.

Con la faccia di bronzo del super esperto ex OCSE ed ex consigliere di D’Alema, attribuisce alla Corte responsabilità che sono tipiche del governo e cioè delle sue. Non sapeva che era pendente presso la Corte quella questione? non doveva essere lui a fare anticipatamente gli opportuni accertamenti e studi sull’impatto, non doveva predisporre le misure in caso fosse stata decisa l’incostitutizonalità, non doveva consigliare al principe soluzioni rispettose della legalità e delle costituzione? No polemizza, racimola 2 miliardi, quanto basta per gettare un po’ di fumo negli occhi in vista delle elezioni regionali e apre un nuovo fronte polemico sul tema delle pensioni che in autunno verranno nuovamente riformate. Sì, aspettiamo qualche mese, aspettiamo di vedere che succede alla Grecia.

Questi, o hanno la prosopopea del giovane rampante inesperto e ignorante o quella del professore super esperto pratico delle consorterie della banche mondiali e delle intellighenzie filoamericane.

Alle regionali andare a votare, ma non votare PD.

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4 thoughts on “Il fronte delle pensioni 2

  1. Padoan è stato Capo economista Ocse dal dicembre 2009 fino alla sua attuale nomina a Ministro dell’economia. Nel 2012 uno studio OCSE sulla sostenibilità dei debiti pubblici (in cui si teneva conto sia della quota esplicita che di quella implicita, come logica vuole) metteva quello italiano fra i più sostenibili, sia sul breve che sul lungo termine (anche rispetto ai virtuosi tedeschi!), ma la cosa veniva ignorata dai media che anzi continuavano a martellarci con la narrazione del baratro finanziario su cui l’Italia si trovava.
    Padoan all’epoca era Capo economista Ocse, e quindi perfettamente al corrente. Nonostante ciò, da quando ha assunto l’incarico di Ministro dell’economia si è adeguato alla narrazione ufficiale e non perde occasione per sostenere la necessità di conseguire avanzi primari (a spese dell’economia reale) per ridurre l’insostenibile debito italiano.
    Tanto basta per capire per chi lavora la classe politica che ci sta (s)governando.
    Allego il link ai due grafici dell’Ocse su sostenibilità debito italiano a breve e lungo termine:
    1) https://www.dropbox.com/s/0f5macpl24fzsav/Sostenibilit%C3%A0%20del%20debito%20pubblico%20-%20breve%20periodo.jpg
    2) https://www.dropbox.com/s/bhl1strn6v6ha4c/Sostenibilit%C3%A0%20del%20debito%20pubblico%20-%20lungo%20periodo.jpg
    Leggo inoltre, a proposito della vicenda Consulta/pensioni, le dichiarazioni sia di Padoan che di Renzi:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/22/padoan-la-consulta-non-ha-valutato-il-buco-creato-sulle-pensioni/1707804/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter-2015-05-22

    A parte l’evidente insofferenza dei due a concetti costituzionali tipo “separazione dei poteri”, noto che ambedue evocano strumentalmente il principio di “equità del rapporto fra anziani e giovani” o di “solidarietà fra generazioni”, e ignorano invece quello di equità fra classi.
    Indurre il popolo alla guerra fra poveri è un classico fra le tecniche raccomandate per la conservazione del potere, e non è un caso se in questi anni se ne fa largo uso (lavoratori/disoccupati, fissi/precari, immigrati/cittadini, pensionati/lavoratori …).

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