Il pericolo greco 2

Consiglio di leggere il post di Bortocal sulla situazione greca di questa mattina.

Non sono del tutto d’accordo ma ci sono degli spunti interessanti e delle notizie per me inedite.

Chi mi legge sa che il pericolo greco per me non è tanto lo scossone che dal punto di vista finanziario ci potrebbe essere in caso di default quanto piuttosto il dilagare del metodo e della ideologia sottostante che sotto sotto alligna in parte della sinistra di casa nostra: i diritti sono diritti e non si torna indietro anche se c’è penuria di risorse. Le banche ci sfruttano e noi abbiamo il diritto di difenderci spaccando le vetrine o non osservando gli impegni contrattuali di chi prende a prestito denaro.

Riporto anche qui la discussione che ho avuto con Bortocal sull’argomento.

Come al solito la tua analisi è profonda e rivela aspetti che sfuggono a molti di noi e di questo ti sono grato. Rimango convinto però che Tsipras è un politico discutibile che come Renzi antepone il ricatto nel rapporto di potere senza pensare alla sostanza del problema: fatta la tosatura del debito che succede dopo? come pensano i greci di sfangare il lunario nei prossimi anni? Sei tu che hai parlato del razzismo verso i ricchi e potenti. Ebbene ho pensato a quello quando ho letto la tua chiusa sul fatto che i creditori inducono i poveri a far debito per asservirli. La tua considerazione è condivisibile ma questo non diminuisce la responsabilità di chi allegramente contrae i debiti pensando di non restituirli nell’arco della propria vita. Se dovessimo scoprire che il nostro tenore di vita non corrisponde alla ricchezza reale che riusciamo a produrre o di cui disponiamo, quel tenore non è un diritto inalienabile e costituzionalmente garantito. Se ci pensi questo è il sentimento più diffuso nel populismo che ci pervade.

ciao Raimondo, ti ringrazio dell’apprezzamento e ancora di piu` della critica, che mi permette di mettere meglio a fuoco un punto.

evidentemente quando si contrae un debito la responsabilita` e` duplice, dalle due parti: chi concede un credito ad un debitore probabilmente insolvente, attratto da interessi piu` alti, si assume un rischio che e` giusto che resti suo, se il debitore fallisce.

e` ovvio che e` sventato anche il debitore che si assume un debito a cui non puo` fare fronte, ma il fallimento sanziona a sufficienza le sue responsabilita`.

quel che invece non e` chiaro oggi e deve continuamente essere ribadito e` che anche il creditore ha le sue responsabilita` e non e` giusto che le scarichi addosso alla collettivita`, come adesso avviene.

sono cose abbastanza ovvie che sostengo da anni, piacevolmente sorpreso oggi che lo ricordi anche papa Francesco nella sua enciclica – ma dovrebbe essere pensiero comune facilmente condiviso.

e` logico che un debitore che, a fallimento avvenuto, continua a sperperare va abbandonato al suo destino; eppure qui vediamo istituzioni premurose che lo assistono al capezzale, sperando che nuovi prestiti lo mettano in condizione di restituire.

tu hai ragione a dire che la radice ultima del populismo sta nella pretesa di popoli abituatisi (come anche il nostro) a vivere a sbafo di continuare con questo modello economico, a volerlo chiamare cosi`.

ecco, vorrei ricordare pero` che sono altrettanto favorevole alla decrescita felice dei consumi per quanto riguarda gli incredibili sprechi in atto e le spese assolutamente superflue che caratterizzano certi stili di vita: era Berlinguer che parlava a suo tempo di austerita` come nuovo modello economico-sociale, vero?

ecco, questo aspetto della mia analisi non e` separabile dal primo: il mio discorso sul taglio del debito come strumento per ridurre il pagamento degli interessi a chi ne ha gia` ricevuti molti (propongo di mettere in conto capitale gli interessi riscossi negli ultimi vent’nni, con tutte le necessarie gradualita` tecniche) non puo` essere separato dal discorso sul contenimento dei consumi superflui, anzi, a ben guardare, e` proprio uno strumento per realizzarlo.

nel caso dell’Italia, onesta` vuole che si ricordi che del resto da anni lo stato e` in attivo se si prescinde dal peso degli interessi sul debito.

quanto al giudizio personale su Tsipras, non ne do: ho imparato a mie spese, dopo decenni di entusiasmi fuori posto, a non darne; e anzi sono convinto che nessun politico, ma neppure nessun essere umano, va indenne dai suoi lati oscuri.

qui mi limito a constatare che, a quanto si e` potuto vedere, Tsipras si e` battuto bene per rispettare le promesse fatte al popolo greco, anche se ovviamente nel quadro delle sue possibilita`, e non pare appartenga alla tipologia degli Obama o degli Hollande…

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