Pericolo greco?

Chiacchiera pomeridiana con un amico saggio. Io sparavo a zero sul ricatto dei greci che pretendono di imporre la remissione del debito o di una sua parte  con il ricatto che la loro uscita dall’euro sarebbe catastrofica per l’Europa ed in particolare per l’Italia che diventerebbe il fanalino di coda.

Sai, non è detto che sia così. Si sbrigassero a uscire, dice lui, che è molto più introdotto di me nell’alta finanza. Il disequilibrio finanziario sarebbe presto riassorbito a livello comunitario ed internazionale, parliano di piccole cifre. Per la Grecia sarebbe la fame nera, l’iper inflazione, la mancanza di carburante, di derrate alimentari, la fuga dei pochi capitali che non hanno ancora portato fuori, disordini sociali inauditi. Chissà che così i deficienti di casa nostra che sognano di superare la crisi stampando propria moneta la smetteranno di dire cavolate e si convinceranno che a stare in Europa si hanno solo vantaggi.

Sei ottimista, dico io, le campagne di stampa ci faranno sapere quel che vogliono loro e se si è deciso di spaccare l’Europa si andrà avanti con la benedizione dei potenti che ne possono trarre vantaggio.

Certo è desolante il modo in cui le nostre forze politiche si pongono di fronte alla crisi. dice lui. Vero dico io, se ci pensi bene l’alto numero di astenuti alle elezioni potrebbe essere letto come un indicatore della serietà e della prudenza del popolo italiano. Non si sono lasciati convincere né dagli estremismi più beceri né dai cioccolatini renziani, né dal sinistrume borghesotto.

Dico io. Pensaci, anche il cosiddetto ‘successo’ della Lega è una vittoria di Pirro: siamo invasi dagli immigrati, ogni giorno arrestano un politico o un amministratore, i Rom oltre a rubare e stuprare uccidono guidando da pazzi per le strade di Roma e Salvini, dopo essere stato tutto il giorno sui telegiornali di tutte le reti, è riuscito solo a racimolare i voti in libera uscita da Forza Italia in completo disfacimento.

E se la maggioranza silenziosa che non vota non fosse un serbatoio per l’eversione violenta e fascista ma una riserva per chi volesse affrontare la crisi con razionalità e lungimiranza?

Chi ci vieta di sperare?

Chi ci vieta di sperare che i Greci riescano a darsi un modello di economia compatibile con le loro risorse, con le loro capacità e capiscano che il futuro è di chi si coalizza e collabora e non è dei furbi che speculano sulle debolezze altrui.

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