Ed ora?

Domani vedremo cosa succederà, forse poco o nulla nei listini europei, il sistema finanziario ci conosce bene, sa come far fronte agli umori della gente, sa indirizzare le scelte delle moltitudini, usa i leader carismatici che predicano contro le banche  e la finanza per rafforzare il proprio potere e la ricchezza di pochi. E quest’opera di persuasione è diventata tanto più efficace da quando i super ricchi guidano orde di disperati vocianti contro i politici, i sindacati, le tecnocrazie europee, i plutocrati, i super pensionati, gli immigrati, i rom, i negri ….

Lo strappo di Tsipras non sarà un cigno nero, tutto è stato attentamente studiato e sarà neutralizzato, poche conseguenze per i paesi ricchi, terribili effetti per i greci se non metteranno la testa a partito.

La Grecia potrà rimanere in Europa e potrà usare l’euro, sarà però oggetto di rivalsa da parte del FMI che farà le mosse previste (che non conosco) per riavere i suoi soldi, avrà difficoltà a reperire nuovi capitali sul mercato per pagare gli stipendi e vedremo le stesse scene che abbiamo visto, ma che abbiamo rimosso, dell’Argentina con disordini nelle strade che provocheranno forse decine di morti. Il turismo sarà bloccato e la principale fonte di valuta verrà a mancare. La Grecia deciderà forse di uscire e di stampare moneta ma si troverà con la banca centrale priva di valuta pregiata. Una spirale che potrebbe risvegliare quei colonnelli che sono sempre dietro l’angolo se serve allo scacchiere internazionale.

I greci nel referendum potrebbero decidere a malincuore per il sì ma automaticamente delegittimerebbero il governo in carica. Dovrebbero andare a nuove elezioni se Tsipras non avrà l’umiltà di dar spazio ad un  politico nuovo in grado di insediare un nuovo governo di salute pubblica con una forte maggioranza trasversale nel Parlamento.

E a noi italiani cosa può succedere?

Saremo martellati dalla propaganda antitedesca ed antieuropea dei moralisti di ogni schieramento, da destra e da sinistra. Renzi avrà un altro difficile banco di prova per mostrare quanto è realmente capace di far fronte ad una grave crisi sociale ed economica di un paese fratello, il suo ottimismo e il suo efficientismo forse non basteranno a tamponare gli effetti dirompenti di scenari imprevedibili.

Non mi sono dimenticato della apertura di questa riflessione ma tanto le tecnocrazie economiche dispongono di strumenti sofisticati di analisi e previsione, quanto i nostri politici vivono di pregiudizi ideologici, di ignoranze ostentate, di pressapochismi pericolosi. Non solo Renzi ma tutto lo schieramento dei partiti e dei movimenti politici affrontano giorno per giorno la realtà con frasi fatte, ideologismi stantii, analisi sommarie, slogan da talk show. Poveracci, non sono aiutati nemmeno dall’intellighenzia che sembra sparita, dai giornalisti che ormai sanno solo scrivere come me sul mio blog, dagli economisti o dai sociologi ormai capaci solo di confezionare ricettine per il committente di turno.

La questione greca con tutte le implicazioni anche militari della sua posizione strategica richiede nuove visioni, approfondimenti e riflessioni di cui non si può fare a meno quando è in gioco la sopravvivenza di un paese che ha fondato la nostra civiltà.

A noi potrebbe succedere allora o una radicalizzazione delle varie posizioni politiche, una rincorsa dei greci per precipitare nelle stesso burrone, e le dichiarazioni odierne di Grillo fanno presagire questa tendenza, oppure l’esperienza dei greci potrebbe insegnarci ad essere più saggi e prudenti nelle gestione della cosa pubblica.

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2 thoughts on “Ed ora?

  1. per ora, aprendo lo Spiegel, la borsa tedesca sta perdendo il 4%.

    non una catastrofe, ma non una passeggiata.

    ma in Italia, grazie alla camomilla abbondantemente sparsa dai media nostrani, non si ha ben chiaro che cosa potra` siginificare l’insolvenza greca per l’insieme dell’economia europea e la perdita di circa 200 miliardi di crediti.

    naturalmente i giornali nostri sembrano tutti contenti perche` nel frattempo i detentori che li controllano sono riusciti a trasferirli dalle banche private alle istituzioni pubbliche.

    molto miopi comunque.

    per questo un compromesso finale e

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    • La soluzione dal punto di vista finanziario è banale, il FMI traccheggia sulla sua scadenza, che è poca cosa, propone di ricontrattare il suo credito allungando i tempi e riducendo il tasso di interesse, da parte sua la BCE conferma il QI per tener bassi i tassi in tutta Europa e per salvare comunque le banche greche, le istituzioni europee pubblicano le procedure per uscire dall’unione in modo tranquillo, lo devono fare subito visto che l’Inghilterra se ne potrebbe andare prossimamente. I Greci votano a stretta maggioranza per il sì e cade Tsipras, disordini e crisi economica avvitata e pronunciamento dei militari. In Italia antieuropa a gogò.

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