Paradossi, contraddizioni e metafore

Se potessi parlare con il presidente Mattarella, che penso sia immerso in dilemmi gravi in completa solitudine, che ormai dovrebbe aver chiaro che i due nomi su cui il paese è bloccato da due mesi sono incapaci di coagulare intorno a sé una maggioranza, che cerca un nome di una personalità abbastanza capace ma non troppo colorata per essere gradita almeno all’80 % del Parlamento, se potessi consigliarlo gli direi di cercare tra i presidi di scuola che abbiano almeno 10 anni di esperienza e che non abbiano più di 55 anni. Io non sono papabile.

Serve un non politico, una persona che conosca i principi del funzionamento della macchina dello Stato, che abbia una visione del futuro sopratutto dei giovani, che abbia sensibilità e leadership personale per orientare e dirigere una comunità, quella di un gruppo di esperti e competenti da mettere a capo dei vari ministeri per il tempo necessario a consentire alle forze politiche di tornare alle elezioni, cioè per l’intera legislatura. Paradosso? Provocazione da blog?

Certamente lo è ma ormai ci siamo abituati agli ossimori nel linguaggio, ai paradossi delle proposte, alle contraddizioni delle scelte, alle metafore poetiche nell’eloquio.

Potrei fare una lunghissima lista ma non voglio ammorbare nessuno, mi limito a qualche esempio nel prossimo post.

2 risposte a "Paradossi, contraddizioni e metafore"

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