Per non essere ambiguo

La brutta piega che hanno preso le cose in Italia e nel mondo diffonde quel clima di paura che fa ammutolire che si percepisce anche in questo blog in cui gli interventi sono meno frequenti. Tuttavia sento la necessità di scrivere due righe sui decreti di ieri che regolano il reddito di cittadinanza e quota 100. Non li conosco nel dettaglio ma conosco abbastanza per riaffermare la mia totale e profonda opposizione a queste due misure che recheranno danni gravi al nostro tessuto sociale ed economico.

La voglia di scrivere qualcosa di non ambiguo nasce dall’ascolto della rubrica della Gruber sulla 7 in cui i tre invitati, giornalisti importanti ed influenti, abitué del salotto, ieri sera hanno dato una chiara prova di ambiguità nel commentare le scelte del governo secondo la classica tecnica cerchiobottista che in situazioni normali può essere divertente ma che in questa fase così delicata e potenzialmente catastrofica è da irresponsabili poco coerenti.

E’ ormai certo che una nuova fase recessiva dell’economia è iniziata a livello planetario. Una contrazione della nostra produzione industriale è stata rilevata statisticamente ma uno sgangherato bilancio dello Stato, imposto ad un parlamento ammutolito, fonda sull’ipotesi di crescita del PIL la possibilità di avere risorse per provvedimento sociali che elevano il reddito di chi guadagna troppo poco o niente e consente a migliaia di pubblici dipendenti di andare in pensione prima del tempo. Tali provvedimenti il reddito di cittadinanza e quota 100 anche in presenza di un PIL crescente sarebbe realizzato a debito … cioè chiedendo prestiti sui mercati internazionali ed interni.

Stagnazione o recessione significa bassa crescita del PIL, diminuzione delle entrate tributarie rottura degli equilibri di bilancio e crescita della quantità di debito da contrarre per garantire il finanziamento delle nuove misure.

L’Unione Europea ormai sta zitta, non dice nulla, anche loro sono in scadenza, il problema sarà per coloro che verranno dopo. Ma i nostri apprendisti stregoni in poche ore rivoluzionano lo stato sociale …

La nostra casa Italia presenta almeno due crepe vistose: una orizzontale che divide il nord dal sud, due patrie che si sono nel tempo diversificate ed allontanate e che stentano a capirsi. Un seconda crepa è verticale, trasversale e divide i poveri dai ricchi, chi ha troppo e chi ha troppo poco. A queste due crepe si aggiunge uno scollamento, una sfibratura diffusa che cancella proprie quelle identità che dovrebbero tenerci uniti e solidali.

Non voglio perdere tempo a chiarire perché questo inedito accordo, questo contratto di potere tra due forze tra loro incoerenti che rappresentano gruppi allocati in punti diversi dell’edificio lesionato, aumenteranno le tensioni centrifughe e i motivi di disaccordo. Con calma spero di articolare meglio le mie idee ma quasi tutto quello che potrei dire l’ho già scritto in precedenti blog.

Per approfondire!

segue

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