A Firenze per non rottamare

Ieri per me è stata una bella giornata. Ho partecipato a Firenze al convegno promosso da Education 2.0 una realtà animata da Luigi Berlinguer e che vive attraverso il sito http://www.educationduepuntozero.it/ . Non racconto i contenuti, tutto sarà disponibile sul sito ma desidero condividere l’emozione.

Ho viaggiato in treno, ormai arrivare a Firenze da Roma è un attimo, non si finisce di leggere il giornale. Primo motivo di euforia sono i ragazzi di Italo: cortesi, efficienti attenti alle persone, visibilmente colti ed educati.

All’ingresso del palazzo Medici Riccardi trovo la fila dei partecipanti fin sul marciapiede in attesa di registrarsi. Poco più in là un gruppo di studenti srotola uno striscione con la scritta ‘Gli studenti non vogliono fare sacrifici’. C’è un po’ di polizia. Mi chiedo come mai quello schieramento, solo dopo capisco, è annunciata la presenza del  ministro Profumo. Arrivano troppi partecipanti e l’inizio ritarda per consentire il completamento delle registrazioni. Siamo distribuiti nelle varie sale del palazzo e l’introduzione di Berlinguer è visibile sugli schermi della video conferenza con una inquadratura in primo piano. Evviva, ha dei bei capelli bianchi, sono ben visibili i suoi tic, lo sforzo e la fatica. Un discorso giovane, fresco, pieno di idee per il futuro, aperto alle novità del mondo moderno, legato al fascino della bellezza dell’arte e della cultura antica in cui siamo immersi. Un discorso severo ed esigente che non intende compiacere una platea di docenti e di dirigenti con i nervi scoperti dalle ultime improvvide uscite del governo sulla scuola.  Che tristezza pensare che un programma politico possa essere centrato sul concetto di rottamazione dei vecchi, che tristezza pensare ai maschi che si tingono i capelli per apparire più giovani e arzilli.  Questa è una digressione, spesso mi distraggo, ma ormai non prendo più appunti, ascolto con il cuore e lascio libera la mente. Ma torniamo al convegno, decido di seguire il gruppo sulle tecnologie anche per rincontrare il mio amico Mario Fierli. Un autentico maestro che ha ispirato generazioni di docenti e che ha animato tanti progetti ministeriali per l’introduzione dell’informatica e le tecnologie della comunicazione nelle scuole. I lavori consistono in rapide presentazioni di esperienze sul campo e da osservazioni e domande formulate da un panel di esperti. C’è un clima di lavoro sereno ma teso ed attento, osservazioni pertinenti e mai di rito, mi impressiona constatare che docenti, tanto giovani ai miei occhi, siano così maturi e preparati, così capaci di stare nei tempi, di centrare il nocciolo di una  questione, che parlino così bene. Chissà se supererebbero questo idiota test selettivo di 50 domande del nuovo concorso.

Nella pausa pranzo realizzata nello splendido cortile del palazzo, incontro festosamente tanti vecchi amici. Rapidi racconti, non tutti lieti, ma la gioia di potersi riabbracciare è grande. Insomma una splendida giornata.

4 thoughts on “A Firenze per non rottamare

  1. è bello leggere la briosità e l’entusiasmo con il quale hai scritto di getto queste righe…. sono felice per te caro Prof. per la splendida giornata trascorsa.
    a mercoledì da Maurizio

    ciao
    Franco

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  2. Sì, bisognerebbe condividere questi racconti che danno il senso della comunità, del valore delle sue differenze e di come queste, possono diventare una grande ricchezza se sono opportunamente “onorate”. Ecco una frase scontatissima, quasi rancida tanto è retorica. Ma perchè queste frasi semplici e vere acquisiscono subito, appena pronunciate, un sapore retorico, mi chiedevo scrivendola? Forse proprio perchè si contnuano a sventolare come bandiere, e ben pochi si prendono cura di costruire i contesti dove possono essere realtà, o di descrivere con un po’ di arte ciscostanziata quelli che già lo sono…
    Il gusto della differenza, dello scambio di esperienze, del rapporto tra generazioni, del rispetto per le tracce di storia che continuano a vivere nel nostro presente è qualcosa che si deve coltivare e allevare. I racconti, le storie, i documenti dovrebbero crescere e circolare per renderci attori più partecipi… Ma ci vogliono le occasioni, i teatri dell’osservazione e del racconto….

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    • La mia non é una replica. Al contrario una manifestazione di adesione.
      Luigi Berlinguer é, e resta , senza alcun dubbio, il miglior ministro della P.I. che questo paese sciagurato abbia avuto negli ultimi 40 anni.
      Quanto alle idee del boyscout, sostenuto dal fondo Algebris e dal paroliere Gori , spero proprio che non ottenga attraverso media il consenso che non merita.

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