Allora sono di destra?

Ieri sera, ascoltando i risultati del referendum greco, vedendo le scene di giubilo e le bandiere sventolare come se avessero vinto una guerra, udendo i commenti dei cosiddetti esperti che ora hanno la spiegazione giusta per condire il pasticcio greco, osservando la sinistra italiana dispersa gongolante alla fine delle trasferte turistiche per portare solidarietà al popolo greco, ho perso le staffe alzando la voce al punto che Lucilla mi ha intimato di chiudere la TV.

E questa mattina, leggendo i soliti commenti di FB della cerchia dei miei amici, mi chiedo se veramente sono uno di sinistra o piuttosto un conservatore i destra, capitalista e speculatore.

Ebbene sì, la mia simpatia per Merkel è aumentata, la mia ammirazione per la Germania si consolida, la mia avversione per i furbi che ricattano diventa violenta.

Forse l’Europa, se vuole avere un futuro, deve saper imporre le regole per stare a tavola, saper dire anche dei no a chi non le rispetta dicendo prego si accomodi.

Questo è quello che penso, un po’ me ne vergogno, ma sentivo di non poter tacere in un momento in cui gli opposti estremismi si rinsaldano su una posizione contraddittoria inaccettabile.

2 thoughts on “Allora sono di destra?

  1. Caro Raimondo,
    sono in disaccordo con la tua posizione e lo sono per alcuni motivi che ora cerchero’ di argomentare.

    1. Il Governo Tsipras non mi pare abbia mai dichiarato di non voler onorare i debiti, ma semmai di rivedere i tempi viste le condizioni in cui versa il paese. Infatti la Grecia e` un paese che non ha una struttura che possa sopportare politiche di bilancio cosi` aspre come quelle richieste.

    2. La UE ha una struttura alquanto problematica, la BCE non ha gli stessi poteri della FED americana e quindi la rigidita` dell’euro impedisce di fatto politiche di compensazioni. Cio` ha comportato il trasferimento degli interessi speculativi dalle divise nazionali ad i debiti sovrani che sono ora utilizzati a fini geopolitici dai vari stati nazionali europei.
    Era necessario cominciare a far uscire fuori questo problema e, credo, la vittoria del No, e gli interventi di Varoufakis possano finalmente portarlo alla luce.

    3. Personalmente trovo piuttosto difficile da accettare l’idea che, se una grande banca del mio paese dovesse fallire, allora il denaro europeo utilizzato per salvarla debba essere incluso nel debito nazionale. Mi sembra molto piu` sensato che siano direttamente le istituzioni europee, che erogano i fondi, ad occuparsene in modo tale da dare inizio alla costruzione di un vero sistema bancario europeo. Questa idea la riprendo da the modest proposal di Varoufakis, Holland e Galbraith
    http://yanisvaroufakis.eu/euro-crisis/modest-proposal/
    Il modest proposal – formato da 4 punti principali, mi pare un modo molto interessante di proporre politiche non
    “rivoluzionarie” ma capaci – forse – di invertire le tendenze recessive ora in atto.

    4. Nelle ultime settimane mi è sembrato che l’establishment europeo – in testa i tedeschi – abbiano messo in atto una campagna di muro contro muro per imporre le loro politiche. Persino Shultz, presidente del Parlamento Europeo e dunque super partes, si e` permesso di intervenire, tradendo cosi` un certo nervosismo.
    A fronte di questi atteggiamenti bene a fatto Tsipras a ricorrere allo strumento democratico e bene hanno fatto i Greci a sostenerlo contro chi sta affossando l’Europa con politiche recessive e atteggiamenti antidemocratici.

    Oggi vi sono state le dimissioni dell'”impertinente” Varoufakis sono state date in modo molto saggio e ho molto apprezzato il passaggio nel quale afferma:

    “We of the Left know how to act collectively with no care for the privileges of office.”

    Certamente nulla e` ancora risolto, ma certo spero che a Berlino comincino ad avere un atteggiamento piu` cauto e rispettoso.

    Non sarebbe male avviare una discussione sul “Modest Proposal”.

    Un caro saluto
    Luca

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    • Caro Luca, grazie dell’intervento chiaro e cortese. Prezioso in un momento in cui ci si azzuffa facilmente.
      Le tue considerazioni non le trovo sufficienti per farmi cambiare posizione. La mia insofferenza è nei confronti sia dei politici che repentinamente cambiano casacca e si sbracciano andando ad Atene pensando di partire per la Spagna della guerra civile, per D’Alema che opportunisticamente ora si schiera contro i tedeschi e le banche assimilandosi al peggiore populismo grilloleghista per la massa informe di professori di economia o similia che scrivono di tutto sulle ricette per uscire dalla crisi e non fanno altro che elevare l’ansia e la paura consentendo agli speculatori di mezzo mondo di ottenere guadagni stratosferici. Della Grecia a nessuno frega molto, l’operazione è planetaria come l’Ucraina, l’ISIS, le guerre civili arabe, la distruzione della integrazione europea, l’Euro. Per me, te lo dico con rammarico, Tsipras o è uno stupido o è in malafede, altro che leader di un nuovo movimento di emancipazione delle masse proletarie!

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