Il contagio dell’ignoranza 3

Vorrei continuare la mia riflessione sull’ignoranza con tre esempi apparentemente eterogenei ma che forse sono connessi con aspetti della nostra vita politica collettiva.

Mia madre che era una donna semplice con la licenza elementare a volte per definire delle persone che detestava cordialmente diceva che erano ignoranti. Per lei era ignorante una persona arrogante, pervicace, aggressiva, dura, piena di pregiudizi, insensibile, egotica. Scrivendo questi aggettivi ripensavo alle persone, non troppe per la verità, delle quali aveva detto più volte ed in modo definitivo che erano ignoranti. Sì, forse il contrario di ignorante per lei non era informato, colto, o sapiente ma sensibile, il contrario di ignorante era per lei una persona che sa comprendere le persone e i fatti, che compatisce, che sa prendersi cura di altri da sé.  Ebbene se la dolente esperienza di queste settimane  della pertosse del neonato mi ha reso meno ignorante è nel senso della definizione di mia madre.

Ma la ignoranza è contagiosa, come afferma il titolo di questi miei post? intanto è una sindrome endemica presente in modo latente in tutti gli organismi della specie umana, se non si assumono farmaci sistematici si aggrava e si finisce male. I farmaci sono l’apprendimento, la lettura, la scuola in tutte le sue forme anche in età avanzata. Si aggrava se qualcuno impedisce la diffusione delle medicine o diffonde veri i propri virus che indeboliscono le difese naturali abituandoci a diffidare di nuove conoscenze, dei maestri, del metodo, dell’intelligenza. E se l’ignoranza ha anche una dimensione affettiva ed emotiva allora il diffondersi, della paura, dell’invidia, della diffidenza, dell’odio sono fattori scatenanti perché l’epidemia prenda corpo e vigore e diventi inarrestabile. Sono convinto che siamo in un momento particolare in cui a livello forse planetario, certamente a livello delle società più ricche, il contagio dell’ignoranza è stato capillare e non si vedono anticorpi capaci di frenare questa peste dilagante. Se volete avere due contesti in cui la situazione è più evidente basta passare una mezzoretta a sfogliare e leggere i contenuti di FaceBook e la sera ascoltare la rassegna stampa commentata di RAINews24. Internet e i social sono il veicolo principale dell’infezione: un eccesso di informazione disordinata e casuale in cui vero e falso sono mescolati ad arte in minestroni dal sapore dolciastro ed acido dei quali pregiudizi, risentimenti e aggressività si alimentano. La rassegna stampa della sera è un distillato di tale minestrone indigesto: sono giustapposti i titoli delle prime pagine con la lettura frettolosa di qualche trafiletto per poi dare la parola a giornalisti che dovrebbero essere autorevoli. Da tale lettura superficiale e frettolosa appare un quadro così estremistico che Salvini al confronto sembra un assennato statista, i commenti degli esperti sono un tripudio di equilibrismo retorico per cui non si deve far capire troppo a quale fazione si appartiene, si dice una cosa e poco dopo la si nega nell’ambito dello stesso ragionamento, molto spesso è chiaro che il giornalista non sa di cosa parla e si arrampica sugli specchi di paroloni e termini stranieri per darla ad intendere che la cosa è difficile, che solo pochi possono capire, che comunque la colpa è dei politici, in specie del PD e di quelli del passato. I voltagabbana anche tra i giornalisti stanno proliferando e l’antidoto dell’autorevolezza, della competenza, della chiarezza, dell’approfondimento si diluisce nello spettacolo televisivo accattivante. Ne scaturisce un minestrone dal sapore vomitevole.

Attenzione sto parlando dell’ignoranza del cittadino comune ma anche di quella degli ultra competenti, di laureati, addottorati, specializzati pericolosi quanto i maturati per il rotto della cuffia assurti a rappresentanti del popolo. E’ una miscela esplosiva  che ci sovrasta minacciosa.

Esaminiamo il caso dello Spread. Ne parliamo da almeno 7 o 8 anni alcuni sono convinti che sia una finzione dei poteri forti, altri un complotto dei tedeschi e delle agenzie di rating e che basta non farsi troppo intimorire per potersene fregare.

Ma concretamente, il fatto che il nuovo governo con le sue promesse strampalate lo abbia riportato a oltre 200 punti che vuol dire? Ci sono davvero dei rischi? E’ un modo per limitare la nostra libertà di cambiare?

Prima di partire per le vacanze ho dato un’occhiata alla situazione dei miei risparmi. La mia banca ha migliorato il suo servizio online con un web nuovo più analitico e semplice.

Di ogni investimento quantifica la differenza tra quanto si è investito e quanto vale il titolo in quel momento. Un BTP estremamente stabile sinora, un BTP Italia che oltre a una cedola fissa riconosce la eventuale perdita di valore qualora ci fosse un deprezzamento per l’inflazione, sempre visto da me come un salvadanaio sicuro ora esponeva la seguente situazione:

Ho letto due volte la perdita, 403 euro su 10.000 euro investiti. Ho perso 403 da quando c’è questo governo del cambiamento. Questi blaterano, minacciano, promettono, pianificano ma la cosa ha qualche effetto concreto nelle tasche dei contribuenti. Quante lamentele quando si trattava di pagare la busta di plastica, è possibile che ora nessun italiano si allarmi per incursioni cosi forti sul valore dei propri risparmi? Forse nessuno italiano possiede BTP italiani? Forse la gente non sa né vuole sapere, si fida ciecamente di improbabili guru che promettono una decrescita felice senza la finanza e senza la moneta ma solo con le stampanti 3D?

Chiudiamo gli occhi, tappiamo le orecchie, serriamo la bocca, turiamoci il naso e viviamo felici.

Viva l’ignoranza!

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