Compartimenti stagni

Ma insomma perché non riprendere i rapporti con parenti e amici che hanno osservato scrupolosamente l’isolamento per tutto questo tempo? Se nessuno si è ammalato durante la quarantena siamo sani e potremmo abolire  il blocco almeno tra noi che ci conosciamo. In pratica all’interno di condomini e tra famiglie che abitano molto vicine la certezza di non essere infetti ha riattivato gradualmente scambi e contatti che appaiono sicuri. E lo sono, finché ogni gruppo rimane isolato e protetto dal blocco delle attività e dalla limitazione degli spostamenti individuali. Per questo nella fase 2, con l’allentamento dei vincoli saranno consentite visite ai ‘congiunti‘, ai propri familiari. Ovviamente questa piccola apertura determinerà una sistematica estensione dei contatti a conoscenti e amici, fidanzate, compagni di scuola … In pratica lentamente i piccolissimi gruppi che si erano isolati nei singoli  appartamenti attiveranno contatti con altri gruppi ritenuti virusfree.

Che succede però se riprende l’attività lavorativa e qualche membro di una famiglia  deve uscire ed avere contatti con l’esterno? Finora coloro che hanno continuato a lavorare nella sanità, tra le forze dell’ordine, nell’amministrazione pubblica, nelle produzioni essenziali hanno cercato di evitare in tutti i modi il contagio e, almeno in alcuni regioni, le precauzioni di coloro che lavoravano e le restrizioni dei chiusi in casa hanno lentamente ridotto la velocità di diffusione dell’epidemia fino alla riduzione del famoso R ad una valore inferiore ad 1. Attualmente R si aggira su un valore 0,7, cioè 10 infettati generano circa 7 nuovi infettati. In questo modo il numero dei nuovi positivi, se R rimane minore di uno, va a zero e l’epidemia lentamente si esaurisce.

Allora perché il governo è così prudente e timoroso? Perché i tecnici continuano a pretendere norme dure e costose per tutti? Perché si teme una grave seconda ondata?

Ovviamente i quattro milioni di lavoratori che torneranno nelle fabbriche e negli uffici la prossima settimana incontreranno il virus lungo il tragitto per andare da casa in fabbrica e nel luogo di lavoro. Se saranno attenti e accurati passeranno indenni ma, poiché in giro c’è un numero imprecisato ma enorme di infetti asintomatici, possiamo ragionevolmente ritenere che qualche centinaio di nuovi infetti ci saranno già solo a causa di questi nuovi spostamenti. Per tutto il periodo di incubazione questi nuovi infettati potranno infettare proprio quel gruppo familiare e amicale a cui appartengono e nel quale tutti si ritengono sani. Se il gruppo familiare è piccolo, due o tre individui che vivono isolati, ogni nuovo infetto potrà infettare al massimo due o tre individui ma se il gruppo familiare si è allargato virtualmente a tutto il proprio condominio o alla propria cerchia di amici con scambi non protetti poiché si ritiene che la propria comunità di appartenenza sia virusfree. Allora un singolo nuovo infetto potrebbe nel giro di pochi giorni trasmettere il virus a decine di persone. Insomma il valore di R, l’indice di contagiosità, potrebbe tornare in pochi giorni a valori di crescita esponenziale cioè a valori superiori a 1.

Il cosiddetto lockdown, confinamento della fase 1, che ha creato tanti piccoli compartimenti stagni quante erano le famiglie provviste di un alloggio, ha suddiviso la popolazione in tanti piccoli gruppi entro cui il virus era confinato e contenuto. Compartimenti stagni più grandi, spesso molto numerosi, sono stati isolati ma al loro interno la circolazione del virus se riusciva ad entrare era molto facilitata: comunità religiose, ospedali, caserme, residenze per anziani, condomini occupati da abusivi, baraccopoli. Proprio la loro numerosità ha consentito una diffusione facilitata dalla convivenza che ha generato gruppi di infetti capaci di espandersi all’esterno del gruppo a macchia d’olio in interi paesi ed anche in città grandi. Ovviamente all’inizio di questa storia alcuni assembramenti incontrollati come partite, viaggi in mezzi pubblici affollati, feste conviviali, danze sfrenate ed aperitivi hanno creato il disastro incontenibile che non abbiamo ancora del tutto fermato.

Bolletta perché ricordi queste cose ovvie? Perché, a giudicare dai dibattiti sui social, troppi cittadini non riescono a capire la complessità delle scelte che deve fare il governo e perché tali scelte cozzano contro il ‘buon senso semplicistico’ diffuso dal capo dell’opposizione.

Il mio condominio

Allora vi racconto del mio condominio, l’ho già fatto nel post sull’ascensore. Ci sono 15 appartamenti e 35 abitanti, poco più di 2 condomini per appartamento. 5 condomini vivono soli assistiti da badanti straniere, 10 siamo pensionati e quindi abbiamo potuto limitare i nostri rapporti con l’esterno allo stretto necessario, 5 lavorano in casa con lo smart working, 3 (signore) lavorano nella sanità e sono in servizio attivo, 8 ragazzi sono studenti e stanno a casa, 5 sono partite iva o precari, alcuni dei quali sono con rapporti di lavoro interrotti. Il condominio è stato sin qui immune e la tentazione di ridurre la distanza tra noi è molto forte, condividere la spesa, far assaggiare il pane appena sfornato, scambiare una chiacchiera sul pianerottolo, ritrovarsi negli spazi comuni. In realtà il condominio non poteva essere un fortino inespugnabile, ci sono stati innumerevoli contatti con l’esterno: le persone che andavano giornalmente al lavoro, coloro che andavano a fare la spesa, i figli di persone molto anziane, le badanti, i medici, i postini, i corrieri. Abbiamo un bel giardino comune e due splendide terrazze che danno su Roma (v. foto): chi ha potuto ne ha approfittato e senza particolari regolamenti condominiali ciascuno ha cercato di accedere alle parti comuni senza esagerare consentendo anche agli altri di goderne in tempi diversi purché fosse di fatto rispettato il divieto di incontri ravvicinati tra famiglie diverse. A volte abbiamo la paura di essere scortesi se ci allontaniamo da un altro condomino, è difficile spiegare ad un bimbo di tre anni perché la ragazzina con cui giocava qualche mese fa ora ci evita e noi la evitiamo. Penso che gradualmente le barriere all’interno della nostra piccola comunità saranno allentate e i compartimenti stagni si fonderanno in compartimenti più grandi. A volte mi sembra folle non incontrare direttamente mio fratello che abita qualche piano sopra a me, mi sembra un follia andare in terrazza a piedi con un bambino piccolo in braccio rinunciando all’ascensore … ma, finché l’epidemia genera nuovi casi, la vigilanza è obbligatoria come anche evitare tutti gli assembramenti in cui la distanza può essere fuori controllo.

segue

2 risposte a "Compartimenti stagni"

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