Due anni per capire

Non sempre sapere vuol dire capire. Sapevo che la soglia di attenzione per cambiare colore delle regioni fosse intorno al 20% del tasso di occupazione delle terapie intensive. Pensavo che fosse un valore convenzionale, una soglia decisa arbitrariamente il cui significato però mi sfuggiva. Finché non ne ho discusso con altri. Parlandone all’improvviso ho capito il perché del 20%: non era un valore a casaccio oltre il quale non succedeva niente ma un valore ragionato che deriva dalla pianificazione delle risorse messe a disposizione dal sistema sanitario pubblico. Quante terapie intensive realizzare e mettere a disposizione ordinariamente in una determinata regione? Chi è responsabile della programmazione consulterà le statistiche e terrà conto del numero medio di ricoverati in TI e della variabilità di tale grandezza. Per far fronte a giorni in cui le richieste sono più alte e tenendo conto delle risorse economiche disponibili si prevede che ci siano mediamente dei posti vuoti che in Italia è fissato in circa il 20 % del totale. Questo vuol dire che su 100 posti 80 in genere sono occupati e 20 rimangono liberi. Se c’è un terremoto, una sciagura aerea, un attentato o una epidemia i casi gravi che necessitano di terapie intensive si aggiungono a quelli soliti e vanno ad occupare il 20% libero. Se i casi sono di più del disponibile si crea un grave problema perché occorre spostare i malati in altri regioni o in altri paesi (come è accaduto con il COVID) o occorre negare delle prestazioni e degli interventi normalmente eseguiti per le malattie comuni. Nel caso di una epidemia improvvisa che richiede un numero molto alto di terapie intensive, rallentare la diffusione del morbo consente di avere il tempo di aumentare i posti disponibili e di prepararsi alla fase in cui anche i malati per la nuova malattia possono rientrare nei parametri della normalità delle altre malattie che richiedono le cure ospedaliere intensive.

Caro Bolletta ma queste cose le sapevamo benissimo e tu ce le stai spiegando malamente e ci meravigliamo che abbia impiegato due anni per capire queste cose. E’ vero e confesso che 40 anni fa sarei riuscito a presentare un modello matematico più chiaro … ma si invecchia e a volte si riscopre, e per fortuna si capisce meglio, ciò che teoricamente si sapeva. Ad esempio quando insegnavo, un problema di probabilità che discutevamo riguardava un pasticciere che deve decidere quante torte preparare al giorno tenendo conto che se ne fa troppe ci rimette sull’invenduto e se ne fa troppo poche perde clienti. Sono due problemi analoghi, quello dei malati di covid e delle torte, si tratta di dimensionare un servizio in cui l’arrivo della clientela è casuale ….

Perché racconto questa banalità? perché testimonia la bassa qualità dell’informazione, ogni giorno siamo stati tempestati da questi parametri ma poco è stato fatto per far capire veramente di cosa si stava parlando, per capire che il sovradimensionamento dei servizi è necessario se non si vuole incorrere in emergenze non gestibili.

Questa mattina ho incontrato una signora del piano di sopra e nei convenevoli soliti viene fuori che il marito aveva avuto nei giorni scorsi il COVID. E come è successo? Ho subito pensato che uno dei tre giovani figli lo avesse infettato. In ufficio deve essere successo, ci stava tanto attento e ha tempestato i figli che ci stessero attenti. Ma era vaccinato? Sì, certamente, anche con il booster. Infatti in due giorni se l’è cavata con un pò di raffreddore e di mal di gola, ora è negativo. Voi quattro (moglie e tre figli), non avete avuto nulla? No, sempre negativi. Anche noi siamo vaccinati. Devo aver fatto una faccia sorpresa perché la figlia della signora aggiunge per farmi capire: è ovvio, il papà ha avuto una carica virale bassa perché vaccinato e noi con il vaccino eravamo protetti.

Anche questo può sembrare una banalità ma per me, che sono in vena di scoperte in questo momento della vita, è stato molto illuminante circa questa fase in cui l’Rt è sceso sotto 1. E’ vero che i vaccinati e gli immunizzati possono contagiarsi ma non solamente hanno nella maggior parte dei casi una malattia leggera ma soprattutto hanno una minore capacità di propagare il virus. A questo punto l’incendio del contagio va spegnendosi naturalmente per effetto soprattutto dei vaccini.

Riflettendo sulla situazione in giro per il mondo, soprattutto sulle reazioni violente di categorie pericolose quali gli autotrasportatori in Canadà e in Francia, sto modificando quanto sin qui ho pensato e cioè che fosse necessario una disciplina collettiva forte per dominare questa pandemia. Come dicevo in un post su Omicron, siamo usciti da una visione apocalittica della pandemia: i tre presidi disponibili, vaccini, distanziamento e immunizzazione naturale, ci hanno portato ad una situazione che potrebbe consentire un significativo allentamento delle norme di distanziamento, come stanno facendo gli inglesi.

Smettiamola di far pressione sui non vaccinati, non vogliono vaccinarsi, sono stati avvertiti dei rischi, ma non vogliono capire, anzi sono sempre più aggressivi. Proviamo allora a ribaltare la strategia. Chi ha voluto proteggersi lo ha fatto gratuitamente, chi vuole evitare i contagi può farlo con la mascherina e con un po’ di prudenza. A questo punto, fissiamo una data precisa oltre la quale il vaccino sarà a pagamento e si dovrà stare in fila per averlo, il commissario Figliuolo ritorna nei ranghi, aboliamo green pass e tamponi per lavorare, aboliamo lo smart work, aboliamo tutte le restrizioni. Chi ha voluto e vuole evitare la malattia ha potuto e potrà farlo, sono i non vaccinati che dovranno stare attenti agli altri non vaccinati, la smetteranno di fare gli spiritosi e di gridare alla luna che siamo in uno stato dittatoriale. In fondo l’unico vincolo che collettivamente dobbiamo considerare è il tasso di l’occupazione delle terapie intensive che non deve superare quella soglia che ridurrebbe la disponibilità degli ospedali agli altri cittadini che si ammalano di altre malattie. La mortalità? se non impaurisce i no vax perché dovrebbe impaurire chi si è vaccinato e si cura?



Categorie:Vaccini

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