Potare o tassare?

Grillo continua in questi giorni a stressare la situazione facendo dichiarazioni soprattutto sulla stampa estera, gettando discredito sul paese e operando per destabilizzare la Borsa, forse a vantaggio di qualche speculatore nostrano, certamente a vantaggio del capitalismo internazionale che rivede nell’Europa a pezzi un boccone succulento per consolidare una delle due superpotenze, la Cina o gli USA.

In tutto questo casino c’è una cosa che ho capito bene anche se l’ha detta a mezza bocca nel suo stile comunicativo: il reddito di cittadinanza di 1000 euro al mese sarà finanziato tagliando la spesa pubblica (ovvero i servizi) e potando le pensioni troppo alte, quelle superiori a 2500 o 3000 euro al mese (la soglia non si é capita bene). I giornalisti assecondano la cosa sottolineando che Tizio ha 5000 euro di pensione, Caio 8000 e via cantando, quasi sempre politici o supertecnici o manager. Chi guadagna faticosamente 800 euro al mese é giustamente arrabbiato e volentieri pensa a un esproprio di queste ricchezze, fa molto sinistra! Anche Fo deve aver apprezzato questa idea egualitaria.

Bene, se siamo all’esproprio proletario allora caro Grillo, attento! che potrebbe toccare anche a te e alle tue ville! Certo, perché se vogliamo ridiscutere a posteriori il compenso di un manager, di un dirigente pubblico o privato,  perché ricordiamolo a chi non lo sapesse che la pensione é un compenso differito nel tempo, allora rivediamo a posteriori anche il compenso di tanti giullari che per qualche cavolata divertente gradita al potere democristiano avevano alla Rai compensi stratosferici, allora andiamo a potare anche quei patrimoni che saranno ora diventati beni o redditi finanziari, se non pensioni.

Naturalmente resto favorevole alla tassazione progressiva e alla patrimoniale che sono però tutt’altra cosa rispetto alla proposta grillina perché colpiscono tutti in ragione del loro reddito e del loro patrimonio, dipendenti, commercianti, industriali, belli e brutti.

Sono anche favorevole alla proposta Fornero la quale non riuscì ad attuare questa idea, il reddito di cittadinanza, per la freddezza ostile di sindacati e padroni (a proposito che fine ha fatto la Camusso?) e per la mancanza di copertura finanziaria compatibile con il rispetto degli equilibri finanziari. Lo stravolgimento delle regole fondamentali su cui si basa l’economia moderna penalizza ovviamente i più deboli. Mi ha colpito l’intervista di una coppia di siciliani che stava assistendo a un comizio di Grillo: lei lavora presso un centro di igiene mentale (struttura pubblica) lui disoccupato senza prospettive. Questa per noi è l’ultima speranza, diceva lei. Sì, ma se per dare 1000 euro al marito si chiude il centro di igiene mentale e si licenzia la moglie non vedo quale sarà il vantaggio. Una società complessa non si governa a colpi di spot e di promesse illusorie.

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