Pomeriggio elettorale

Nel pomeriggio dopo il caffè di un ottimo pranzetto domenicale io, mia moglie e mia cognata ci siamo messi a fare pronostici sugli esiti di questa sera.

A un certo punto sembravamo quei grandi vecchi che muovono i fili della situazione politica e spostano gli atteggiamenti del popolo che vota. Abbiamo così immaginato una discussione in una stanza dei bottoni dove si decide.

Allora di Silvius Barone di Arcore cosa ne vogliamo fare?  Poverino,  si è dato molto da fare ma chi ha il coraggio di dirgli che ormai si deve mettere da parte? Dipende, perché se un 10% degli elettori ancora gli va dietro non possiamo abbandonarlo al suo destino, dovremo assecondarlo nella sua passione ma se va sotto dovremo mandare qualcuno a patteggiare un ritiro onorevole che gli assicuri la salvezza delle aziende in cambio di un esilio dorato e silenzioso. In fondo qualche giorno fa Massimo Franco e Carlo Freccero sulla 7 hanno parlato chiaro, se si toglie di mezzo dalla arena politica è pronto un ruolo prestigioso da grande vecchio saggio, grande e prestigioso amico di Putin.

Ma allora dobbiamo trovare un leader nuovo per la destra! Certo ne abbiamo lanciato uno, ma dobbiamo vedere se ha funzionato. Gli abbiamo dato accesso a tutti i canali televisivi, quasi più del suo omonimo presidente del consiglio. E’ stato bravo, ha rischiato linciaggi e pomodori, ha scatenato i peggiori istinti degli italiani, ha smascherato il perbenismo di chi non ha il coraggio di proclamare il suo razzismo. Ha saputo modulare la sua immagine oscillando tra la felpa colorata e la camicia bianca con cravatta, ha modulato il linguaggio semplice e diretto, un po violento ma sempre evocativo di buoni sentimenti razzisti e xenofobi. Ha avuto il coraggio di trasformare il suo partito localista e secessionista in un partito nazionale. Sì, sto parlato di Matteo Salvini. Se prende di suo un 10% al sud è fatta, gli facciamo un bel lifting perbenista e potrebbe essere il nuovo Berlusconi da contrapporre a Mattia il gradasso. Ma se non si radica al sud dovremo scaricarlo e puntare su qualcun altro.

Certo! dobbiamo veder bene come va a Flavio Tosi. E’ vero, non lo abbiamo per nulla pompato in questi ultimi tempi, dopo la polemica della sua scissione l’abbiamo fatto sparire dagli schermi ma se nonostante ciò riesce coagulare quella sua piccola coalizione di centristi dispersi, anche lui se arriva al 10% potrebbe avere qualche chance come federatore di un centrodestra moderato e pragmatico che richiami i fasti della vecchia DC veneta.

E di Mattia il gradasso cosa possiamo dire? Per il momento niente, è in una botte di ferro, se vince il merito è suo, se perde la colpa è della Bindi. Penso che le cose non gli andranno per niente bene ma su di lui abbiamo fatto un investimento, ha un compito preciso, non l’ha ancora assolto e gli manderemo a dire che non facesse di testa sua. Ascolti di più il ministro del Tesoro che è uomo di cui noi ci fidiamo, ascolti i saggi consigli del Presidente e rispetti le regole e fino al 18 potrà governare con il favore dei giornali e della televisione. Non ci possiamo permettere cambiamenti di rotta ora. Ma vedrete, la sua minoranza alzerà la cresta e allora bisognerà preparare un’alternativa per le prossime elezioni del 18.Telefonerò a Sergio e gli dirò di continuare a produrre per i magazzini per avere per altri sei mesi un 0,03 di aumento del PIL e poi, gli italiani stanno contraendo mutui. Si stanno comprando la casa, ripartono i prezzi e la recessione sarà solo un ricordo. Se la sinistra riprende a rompere svendiamo un po di BTP e ripartiamo con la storia dello spread e poi ci sarà forse il terremoto della Grecia. Mattia è in trappola, deve fare quel che diciamo noi, in ogni caso.

E di Grillo e Casaleggio cosa diciamo? come interpreteremo i loro risultati? Dipende dagli USA non da noi. Come dagli USA ? dice Lucia. Come non sai la storia di Casaleggio e della sua impresa? E qui mi metto a raccontare la storia delle tecniche di convincimento usate dalla rete attraverso gli influencerdi cui l’azienda di Casaleggio è la gestrice. Certamente i 5stelle hanno capito che con la rete arrivano a influenzare una piccola parte della popolazione, occorre accedere alla TV, occorre affrontare la dialettica dei giornalisti. Finalmente li abbiamo visti, sono bravi ragazzi, sembrano puliti e volenterosi ma, cari miei, l’onestà non è una merce molto richiesta di questi tempi e la promessa della rendita di cittadinanza è poca cosa per scaldare gli animi. Anche Grillo ha moderato il linguaggio e le sue iperboli non meravigliano più nessuno, Francesco è molto più bravo a meravigliare ogni giorno con un messaggio nuovo e sferzante, Beppe è oramai opaco e scontato. Lucia: non sono convinta, i grillini godono di buona reputazione in alcuni giornali, in qualche testata televisiva e presso alcuni giornalisti eminenti. Raimondo: verissimo ma questo può solo compensare l’affievolirsi della protesta e non basta per recuperare consensi tra coloro che in passato non hanno votato. Comunque se vanno oltre il 20% ben distribuito sul territorio nazionale, è fatta, saranno loro il secondo sfidante nel ballottaggio dell’Italicum e potrebbero fare l’asso piglia tutto.

Ripresi da questi vaneggiamenti ci siamo fatti un tè.

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