Vie d’uscita

La vicenda della Brexit dimostra che nella vita come nella politica c’è sempre una via d’uscita. 

Questo blog ha la presunzione di essere un luogo per la riflessione. Quando si riflette, quando ci si vede allo specchio, le immagini sono viste al rovescio, destra e sinistra si scambiano. Ogni tanto cerco di ragionare scambiando i termini della questione.

E’ quello che ho fatto ieri sera ascoltando l’annuncio che tra pochi giorni il partito conservatore inglese eleggerà un nuovo leader la quale  sarà incaricata di formare il nuovo governo.  Chiunque sia politicamente  Theresa May, la situazione ha preso una piega imprevista, una via di uscita di una situazione potenzialmente catastrofica che in qualche modo rassicura: i ciarlatani che avevano prodotto lo sconquasso della Brexit erano stati azzerati ed era emerso un nuovo personaggio che afferma di voler curare gli interessi degli inglesi al meglio. Proprio mentre dichiarava la sua determinazione a realizzare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ho cercato di mettermi nei panni degli inglesi che hanno votato Leave, ho cercato di liberarmi dello sdegno e del risentimento che provo come europeo e come italiano, ho cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno. In fondo la contraddizione che ci portavamo avanti da decenni di un matrimonio infelice tra un ex impero e un continente dilaniato da due guerre fratricide mondiali potrebbe essere sciolto da un buon divorzio consensuale in cui non si tirano stracci ma si guarda avanti per il bene dei figli. La realtà dei fatti rimaneva esattamente la stessa ma per un attimo mi è apparsa molto diversa.

Un attimo dopo, già pensavo alla nostra situazione politica italiana: due anni di renzismo ci hanno portato ad uno stallo molto pericoloso, nuovi pericoli finanziari, economia debole, partiti in disgregazione, leadership di bassissima qualità. In queste condizioni, dopo che le strutture dello Stato sono state sgretolate ed indebolite, si va ad un referendum costituzionale delicato e pericoloso. Non sappiamo se il Sì sia una condizione per essere lasciati in pace dalla speculazione internazionale, se senza Renzi tutto andrà a rotoli con un governo Di Maio e Di Battista, se le tensioni razziste prenderanno il sopravvento saldandosi con le pulsioni fasciste e antieuro. Il catastrofismo apocalittico prende piede non solo nelle nostre osterie e bettole informatiche ma anche sulla carta stampate dei quotidiani più accreditati. E’ vero non siamo inglesi, peggiori o migliori dipende dai punti di vista, ma la vicenda della Brexit mostra che vie d’uscita inattese ci sono sempre ed è meglio non farsi prendere da quel panico che tutti i media cercano di diffondere.

Bene, UK fuori dall’Europa e non crolla il mondo, la legge Boschi Renzi di riforma costituzione è bocciata, non crolla il mondo, ci terremo la costituzione antifascista, Renzi torna a vita privata, ce ne faremo una ragione qualcun altro verrà fuori dal cappello di Mattarella, vince il No, l’Italicum per forza deve essere riscritto perché non prevede l’elezione del Senato, con buona pace dei grillini.

Al referendum italiano ciascuno di noi dovrà votare senza il condizionamento della paura e del risentimento, dobbiamo giudicare la qualità di un nuovo testo della Costituzione paragonandolo alla versione precedente quella ancora vigente. Personalmente sono convinto che il nuovo testo sia peggiorativo, non fa risparmiare, non assicura rapidità, indebolisce la rappresentanza democratica a favore del potere esecutivo, quanto basta per votare No. Se come corollario ci liberemo di Renzi saremo tutti più felici, è un politico pericoloso, autoritario, pasticcione, inconcludente. Qualcun altro verrà fuori, ci sarà una via d’uscita.

La vittoria del No come ho detto vanifica l’Italicum, se prima non sarà intervenuta la corte costituzionale, occorrerà scrivere una legge elettorale per il Senato e sarà inevitabile rivedere quella della camera dei deputati. Non sarà possibile che una forza con il 25% dei consensi possa fare l’asso piglia tutto e cari grillini addio sogni di gloria. Ora il movimento 5 stelle si trova a un bivio: per avere qualche probabilità di vittoria dovrebbe votare sì al referendum e andare alle elezioni con l’Italicum. Ma se vince il Sì Renzi è incoronato e potrebbe stravincere lui alle elezioni politiche.

Anche Renzi ha la sua via di uscita, come al solito.

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