Passi avventati

Riflettendo sulla vicenda del recente referendum e sulla cronaca politica di queste ore, mi sembra che Renzi abbia peccato di ingenuità facendo passi falsi  ma che ora stia per fare passi avventati.

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Ieri sera da Floris ho seguito, pendendo dalle sue labbra, la lunga intervista a Bersani. E’ stata molto interessante perché, avendo a disposizione un tempo disteso e domande intelligenti e puntuali da parte di Floris, ha potuto superare lo schematismo delle metafore e dei proverbi per mostrare quanto sia profondo ed attento nelle sue analisi della situazione, quanto cioè sia saggio e prudente. Forzato anche dalle domande dei giornalisti ha dovuto ammettere che il crinale che il partito sta percorrendo, e con esso la stessa minoranza che si è schierata per il No, è stretto e pericoloso e che Renzi è un giocatore coraggioso e spesso temerario e avventato, non si possono escludere scelte avventuristiche nei prossimi giorni. La fretta è comunque una cattiva consigliera.

Gira voce che  Renzi voglia rilanciare che non si dia affatto per vinto e che, persa una battaglia, voglia a tutti i costi vincere la guerra. Gli avversari vogliono le elezioni subito? e sia, vediamo chi vince, schiacciamo il populismo e i cacadubbi della minoranza PD e andiamo finalmente al partito della nazione progressista, dinamico, fattivo, giovane, bello, svelto …

La legge elettorale c’è, per i deputati l’italicum o ciò che resterà dopo la correzione della corte, per il senato il consultellum. A febbraio si va a votare e muoia Sansone con tutti i filistei. Questa volta la posta politica è più alta e il 40% lucrato al referendum sarà confermato dalla paura degli scossoni della navigazione a vista della borsa e dei mercati.

40% numero magico

Ma perché questo 40% è così importante? perché nell’italicum è la soglia che consente di evitare il ballottaggio in cui Grillo vincerebbe con il meccanismo che ha portato la Raggi al Campidoglio. Per questo tutti i commentatori insistono nel dire che il 40% ottenuto dal Sì è tutto di Renzi, che ha la carta che lo farà risorgere più forte e bello che pria. Tale soglia, un premio di maggioranza del 10% al massimo, sembra che sia tollerabile anche dalla corte per cui potrebbe sopravvivere la soglia del 40% anche dopo la sentenza sull’Italicum.

Ovviamente il suo è un calcolo avventato ed ottimistico perché le elezioni politiche sono un’altra storia ma il personaggio, che ormai vive questa sfida a livello personale come dimostrano le lacrime delle dimissioni e la postura solitaria e disperata che ha assunto in queste ultime ore, deve scegliere tra una vittoria improbabile e un lento ma certo sgretolamento se si prestasse a fare solo il segretario di un partito ormai disfatto. Ovviamente per lui è preferibile il rischio rispetto alla morte lenta ma certa. Per il paese?

Lo schema romano

Questo schema avventato sarebbe il frutto di una coazione a ripetere gli errori, in particolare mi sembra la riproposizione dello schema del comune di Roma. Quando Marino, suo avversario politico, fu in difficoltà per l’indagine di Mafia Capitale, quando emerse il marcio che c’era in parte del PD a Roma, preferì fare piazza pulita manu militari assimilando Marino alla malapolitica che i magistrati stavano facendo emergere e scelse deliberatamente il rischio della vittoria dei 5 stelle il cui probabile fallimento nella gestione sul campo sarebbe stato utile nelle scontro del 2018. Scelsero un candidato PD fiacco e poco credibile e così Roma è governata dalla Raggi.

Temo che stia pensando ad uno schema analogo: uno scontro immediato nelle urne ripulirebbe il PD dei cacadubbi, potrebbe ridargli palazzo Chigi con piena legittimità e potrebbe riprendere il suo cammino riformista e innovativo. La possibilità che vinca Grillo dipende solo dal superamento della  soglia del 40%, in quel caso niente ballottaggi e niente sorprese. E la destra? non la considera? no sono troppo frammentati non fanno a tempo a mettersi d’accordo, una ragione in più per non dare loro il tempo di organizzarsi fino al ’18.

http://www.la7.it/embedded/la7?w=640&h=360&tid=player&content=199866&title=L’intervistaaPierluigiBersani(Pd)sulrisultatodelreferendumcostituzionale

PS bisognerebbe spiegare a Renzi che 40% di 70% equivale al 28% reale, bisogna togliere i voti degli alleati e di altri impauriti e viene fuori che i suoi calcoli sono avventati e frettolosi

segue

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