Passi falsi

In questi giorni emerge con chiarezza quanto possa essere pericoloso un uomo solo al comando: spesso agisce d’impulso fa il contrario di quanto presunti nemici gli suggeriscono, si danneggia con le proprie mani e alla fine fa la figura dello stupido.

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Sì, sto parlando di Renzi che, come accade in tutte le piccole e grandi catastrofi, per correggere la propria traiettoria frena troppo bruscamente o accelera di botto e alla fine finisce nel burrone.

Come è possibile che non avesse analizzato preventivamente tutti gli scenari eventuali? in fondo erano solo 2, io ne avevo previsti 4, considerando anche il tasso di affluenza. Come è possibile che non avesse concordato con tutti i suoi collaboratori e amici i gesti e le decisioni in caso di sconfitta? E’ apparso chiaro quella notte che lo stato maggiore del partito era attonito e disperso e che non sapeva che fine aveva fatto il loro capo asserragliato a palazzo Chigi. Nessuno sapeva se le dimissioni sarebbero state del solo governo o anche della segreteria del partito, tutto dipendeva dalla moglie?  In poche ore ha bruciato la sua immagine pubblica senza un vero motivo, era un vincitore o un perdente da rottamare? La vittoria finale dipendeva non dall’esito ma dal modo in cui l’avrebbe  gestito.

Come intendeva affrontare l’agenda politica delle successive settimane? Il presidente Mattarella che è di poche parole e che io vedo sempre come colui che estrasse dalla macchina il corpo del fratello ucciso dalla mafia, l’ha chiamato, l’ha tenuto per un’ora e gli ha dettato per filo e per segno l’agenda e le condizioni, poche storie ragazzo tu hai una responsabilità cui non puoi sottrarti, io mi assumerò le mie ma il paese non può andare a rotoli per scelte puerili e avventate.

Di passi falsi ne ha fatti tantissimi, piccole cose che se fosse stato più umile ed attento poteva evitare.

Perché non fare allora due leggi elettorali per ciascuna camera considerando il no come esito possibile del referendum? ora potevamo andare alle elezioni serenamente se in parlamento si fosse esaurita la maggioranza e lui avrebbe vinto alla grande.

Perché di fronte alla presa di posizione della sua minoranza ostile all’italicum che si stava schierando con il No non dedicava due pomeriggi per rifinire una nuova proposta di legge elettorale invece di costituire una inutile commissione di studio che avrebbe prodotte una paginetta di buone intenzioni, doveva approvare la proposta in consiglio dei ministri e presentarla in Parlamento, Bersani e compagni avrebbero votato sì e forse l’esito sarebbe stato diverso. Ma anche con la vittoria del No il percorso per la revisione della legge elettorale sarebbe stato più rapido e facile e quindi le elezioni sarebbero state possibili, se necessarie.

Perché dopo la sconfitta della Clinton ha continuato a blandire i personaggi famosi per avere endorcement per la riforma costituzionale? nessuno gli ha fatto presente che ora l’establishment non va più di moda e che i miseri sono incazzati?

Perché non ha perso un po’ di tempo a fare quattro calcoli, gli bastava un foglio di calcolo elettronico e avrebbe visto che da solo non ce la poteva fare: quando mi sono divertito a calcolare i miei pronostici, qualsiasi fosse la mia ipotesi, non poteva andare oltre il 40% e allora non sarebbe stato più saggio lasciare la campagna referendaria in mano alla Boschi, prepararsi con serenità al No spiegando ai suoi amici finanzieri internazionali che non cambiava proprio nulla, potevano stare tranquilli perché comunque rimaneva in ogni caso lui fino al 2018.

Perché si è fatto blandire dai falsi amici, dai lacchè che gli dicevano che come lui non c’era nessuno, che con un colpo di reni poteva sovvertire i numeri della storia e sottrarre elettorali ai suoi avversari, che tanto erano tonti e imbelli.

Perché ha pensato che gli italiani fossero pavidi e che la paura dello spread e dell’instabilità avrebbero ricompattato il gregge sotto la sua guida? Lui non ha imparato dalla tragedia dei  migranti: chi è disperato non ha paura ne per sé né per i suoi cari si imbarca su un gommone e spera di arrivare, sa che qualcuno arriverà. Il No era rischioso? più rischioso del Sì? e chi se ne frega, proviamo, vediamo cosa succede visto che questo pifferaio suona da 1000 giorni ma che la precarietà resta, la povertà dilaga.

 

Ed ora se avete tempo e voglia rileggete un post del 9 giugno 2013, tre anni fa l’esito di questo referendum c’era già tutto, c’erano i giovani che hanno bocciato la riforma tenendosi la vecchia costituzione.

segue

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