Clima elettorale 2018

Il bello di un blog personale sta nella possibilità di rileggersi a distanza di tempo per poter riflettere meglio in base all’esperienza e per poter verificare in che misura la nostra soggettività si adatta alle circostanze e alle attese. Rileggere i vecchi post consente inoltre di rinfrescare la memoria in un momento in cui sembra che la memoria collettiva e personale stia evaporando sotto le ventate nichiliste dei mass media che diffondono solo paura e sconcerto.

Qual era il clima che portò all’elezione del parlamento che ora ha concluso il suo mandato? Non sarebbe male che qualcuno, qualche buon giornalista, facesse una analisi comparata, sarebbe utile per capire i comportamenti delle masse e per capire cosa sta succedendo ora.

Allora parlo di me e delle mie reazioni come cittadino elettore. Sono di cinque anni più vecchio e questo non è cosa da poco alla mia età. Politicamente conservo i miei punti fermi ma i sentimenti e le emozioni di fondo sono cambiati.

5 anni fa mi illudevo che la riflessività razionale potesse aiutare e potesse avere un qualche uditorio, ora mi sembra che l’irrazionalità e la paura stiano prendendo il sopravvento in giro per il mondo.

5 anni fa uscivamo positivamente dal governo Monti, l’emergenza grave era superata, non eravamo precipitati nel burrone e si poteva riprendere la gestione della vita del paese con gli strumenti della democrazia. La stessa novità dei cinque stelle appariva ad alcuni come una nuova opportunità per moralizzare la vita pubblica, come un anticorpo positivo e non come una tossina pericolosa.

Ora io penso invece che quel partito così sgangherato, senza un dibattito democratico interno, senza una ideologia riconoscibile, senza una visione coerente della complessità di una società moderna, senza una classe dirigente affidabile, sia una tossina molto pericolosa che può amplificare gli effetti degli altri veleni che da sempre ostacolano la vita democratica e lo sviluppo, il fascismo, la xenofobia, le mafie, la disonestà organizzata.

Il dibattito politico in vista delle elezioni è così povero di spunti che avrei voluto evitare di scrivere sul blog di tutto ciò, è inutile. Poi però ho pensato che se dovessi arrivare a vedere anche lo scioglimento del parlamento che stiamo per eleggere mi piacerebbe rileggere cosa sto pensando ora, in questo frangente.

La prima e più evidente differenza che vedo è che mentre 5 anni fa c’era una gara a formulare idee e proposte innovative e di prospettiva, il modello era l’agenda Monti e molti altri programmi consistevano in elenchi di cose da fare, ora, almeno fino ad oggi, i leader gareggiano nel fare promesse destrutturanti quasi avesse preso il sopravvento una sindrome autolesionista che vuole distruggere tutto ciò che in realtà potrebbe proteggerci da un futuro minaccioso ed incombente: no all’euro, no all’Europa, no alle tasse, no ai vaccini, no alla politica, no alla scienza, no ….

Ma in questa comparazione mi fermo qui … per ora.

Voglio invece riprendere quello che scrivevo 5 anni fa quando ero  immerso in quella logica costruttiva che mi aveva portato a scrivere, ad imitazione dell’agenda Monti, una personale agenda che avevo chiamato agenda RB e che ho lasciato come pagina in evidenza sul menu di sinistra di questo blog.

Avevo allora raccolto 7 proposte che potevano essere un programma di governo di legislatura

Cultura        l’ambito su cui investire maggiormente le risorse economiche in vista di un promettente ritorno

Patrimonio   la questione della privatizzazione di parte del patrimonio statale per ridurre il debito pubblico, io mi dichiaravo contrario

Patrimoniale 1            Patrimoniale 2   quali imposte introdurre per ridurre il debito pubblico e attuare il fiscal compact

Tassa di registro     una tassa da abolire per facilitare il passaggio di proprietà delle abitazioni e attivare il mercato delle ristrutturazioni edilizie e delle manutenzioni

Anziani  problema epocale da affrontare per dare lavoro e liberare risorse per gli investimenti

Voucher   flessibilizzazione dei rapporti di lavoro per l’emersione più diffusa dal nero e dall’evasione contributiva.

Moneta elettronica     uso diffuso di pagamenti elettronici per il tracciamento e la riduzione dell’evasione fiscale

Nel linguaggio politico attuale questo era un programma liberista di destra, un programma montiano. Ebbene sì, la pensavo così ed ora vorrei tornare a ragionare su questi punti e su altri che sono nuove e gravi emergenze economiche e sociali.

Segue.

2 risposte a "Clima elettorale 2018"

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