I più pericolosi

I più pericolosi sono i superficiali, coloro che siccome vivono in un paesetto o in un quartiere o in un condominio in cui non ci sono stati contagi ritengono di essere in salvo e mogugnano contro le misure restrittive che ritengono inutili.

Abbiamo una seconda casa a San Marcello Pistoiese, vi ho raccontato su questo blog il grave incidente che mi capitò nel 2012. Se vi va, rileggete la storia di allora comincia con il titolo Viva questa Italia, il salvataggio capirete perché sono molto di parte quando sento parlar male della nostra Repubblica.

Dicevo di San Marcello, quando ancora sembrava che i focolai fossero localizzati abbiamo considerato la possibilità di ritirarci lì per il tempo necessario, come una volta si faceva quando scoppiava il colera. Alla fine abbiamo preferito rimanere nella nostra casa, vicini ai nostri famigliari ed amici, vicini a grandi ospedali.

Nel consueto giro di telefonate ad amici si chiede sempre se ci sono stati casi vicino all’interlocutore e così la nostra amica di San Marcello ci dice che la domenica precedente un turista di Pistoia si era sentito male andando a messa e che, trasportato all’ospedale, era stato diagnosticato come infetto di Coronavirus. Ora tutti i sanmarcellini analizzano gli spostamenti e i contatti e non si sentono più sicuri di essere liberi dal virus. Il livello di attenzione è cambiato radicalmente

La gente non ha capito o non conosce bene le modalità del contagio di questo virus, in realtà noi profani siamo scusati perché effettivamente anche gli esperti stanno capendo solo ora il comportamento di un esserino del tutto nuovo. Come tutti i suoi cugini virus deve colonizzare un essere vivente ospite e appena può ne cerca altri perché si moltiplica al punto di esaurire rapidamente il suo spazio vitale nell’ospite. Non è un opportunista che stabilisce un rapporto simbiotico con il vivente ospite scambiando favori per ottenere cibo, come accade a moltissimi microrganismi con cui conviviamo, è un killer.

Sappiamo che l’ospite si difende e inizia rapidamente una battaglia all’ultimo sangue: o il virus o l’ospite. In entrambi i casi quel virus si estingue se non ha fatto in tempo a riprodursi e a infettare un altro vivente che si trova nei paraggi. Ci sono virus frettolosi che in pochissimo tempo provocano la reazione dell’ospite, l’incubazione è molto breve e l’infezione appare subito evidente. L’ospite infettato si può isolare per evitare che il virus abbia il tempo di invadere altri ospiti. E’ il caso di Ebola che è stato possibile contenere in una regione ristretta evitando che invadesse il mondo.

Il coronavirus è meno mortale dell’Ebola ma più furbo. Si prende un po’ di tempo per crescere nell’ospite che reagisce dopo alcuni giorni con sintomi simili a quelli dell’influenza ed evolve invadendo anche i polmoni determinando degli esiti mortali soprattutto in ospiti già indeboliti da altri affezioni o dall’età.

Ora conosciamo meglio anche i primi sintomi ma all’inizio di questa storia solo una tenace ed intelligente anestesista di Codogno ha violato il protocollo che prevedeva il test solo per coloro avevano avuto un contatto con un cinese ed ha scoperto che un italiano aveva infettato una intera comunità, compresa la giovane moglie. Da quel momento l’Italia ha lanciato l’allarme e ha cominciato cercare gli infettati risalendo ai contatti avuti dal malato e facendo sistematici test mirati. Gli altri paesi per settimane hanno contato i morti per polmonite senza imputarli al Coronavirus.

Ma quanto dura l’incubazione del virus? Difficile determinarlo con certezza, bisognerebbe sapere esattamente il momento del contagio. C’è chi parla di 5 giorni in media, chi di 10 giorni, c’è un generale consenso sul fatto che il periodo di incubazione non dovrebbe superare le due settimane. Come pure non è chiaro se nel periodo di incubazione può esserci la trasmissione del virus ma in base all’evoluzione della malattia in Italia possiamo dire con certezza che il contagio è possibile prima della manifestazione dei sintomi. Infatti se non fosse così la crescita non sarebbe stata così veloce dopo che i tamponi e gli isolamenti sono stati fatti sistematicamente.

Queste mie riflessioni vorrebbero mostrare al mio lettore due cose:

  • il numero di coloro che sono sicuri di essere sani senza esserlo e
  • il ritardo con cui si manifestano gli effetti della cura dell’isolamento generale della cittadinanza.

Supponiamo che in media siano 7,5 i giorni di latenza del virus, il valore medio di una distribuzione gaussiana di cui non conosco la varianza, ma poco importa nel mio ragionamento molto grossolano. Il dato ormai abbastanza consolidato è che il numero degli infetti accertati con il tampone raddoppia ogni 2,5 giorni (ipotesi ottimistica). Il 10 marzo, inizio di applicazione del fermo quasi totale, i positivi al test erano circa 8.500. Quanti erano quelli già contagiati e che ancora non conoscevamo? Emergeranno gradualmente man mano che saranno sintomatici e verrà fatto il tampone. Se il 10 marzo i contagi si fossero arrestati di botto quelli già contagiati prima si ammalerebbero tutti entro 7,5 giorni ma la curva dei positivi continuerebbe a crescere esponenzialmente raddoppiando 3 volte, 8.500, 17.000, 34.000, 68.000. In quel momento il serbatoio iniziale dei contagiati sconosciuti sarebbe esaurito e se non ci sono stati nuovi contagi durante la quarantena non ci sarebbero nuovi positivi ma molta gente da curare.

Questo mio calcolo è ottimistico poiché è impensabile che in un intero paese così variegato e indisciplinato il semplice distanziamento, le mascherine e il blocco degli spostamenti possano azzerare tutti i nuovi contagi, ciò avverrà con una certa gradualità come è successo in Cina e in Corea. Il governo realisticamente pensa che qualche segnale di rallentamento della crescita possa venire dopo una settimana e una flessione della curva di crescita dopo due settimane.

Come al solito con i miei conti della serva credo di aver dimostrato che il numero dei pericolosi, di coloro che essendo infettivi sono certi di non esserlo sono circa 60.000.

Bisogna aspettare almeno una settimana per vedere qualche primo segno di miglioramento, e occorrerà avere pazienza e costanza sviluppando comportamenti attivi ed attenti perché la cura sarà lunga, molto lunga.

Oggi gli Stati Uniti hanno decretato l’emergenza nazionale e sembrano aver adottato una strategia simile a quella dei coreani: utilizzare le nuove tecnologie per tracciare sistematicamente i contatti che gli infettati hanno avuto e testare tutti i sospettati massivamente anche se non presentano sintomi.

E’ ovvio che questa sarà la strada da adottare anche da noi dopo l’allentamento dell’isolamento forzoso: tracciare tutti i cittadini sospetti ed avere siti dove isolare temporaneamente anche gli asintomatici che hanno avuto contatti con infettati separandoli dalle loro famiglie. Abbiamo il turismo fermo e una ricettività infinita disponibile, attrezzare numerosi alberghi per quarantene mirate, non c’è bisogno di personale medico ma solo di operatori turistici addestrati a non infettarsi e capaci di sanificare sistematicamente gli ambienti.

Ne scrivevo anche qui.

Insomma chi sono i pericolosi? sicuramente quelli che si ostinano a non rispettare le norme. Poco fa, erano le 18, mi sono affacciato sulla piazzetta e oltre alle decine di persone ai balconi che cantavano Azzurro di Celentano, facevano rumore, gridavano saluti ai dirimpettai ho notato due cose: due giovanotti in macchina che si salutano abbracciandosi e poco dopo due ragazzi sullo stesso scooter che hanno sfrecciato come ci fosse una vittoria della Roma. Questi sono proprio pericolosi.

Ma è pericoloso ciascuno di noi se è sicuro di essere sano, ha una probabilità essere infetto senza saperlo pari 1 millesimo. Solo alla fine della quarantena se ha osservato scrupolosamente e ossessivamente le norme anticontagio potrà stappare una bottiglia e brindare alla propria salute e a quella dei propri amici e famigliare che hanno fatto altrettanto. E da quel momento dovrà continuare a stare molto attento finché l’allarme non sarà finito.

4 risposte a "I più pericolosi"

  1. Ricevo questo messaggio privato che pubblico come commento.
    Ciao Raimondo,
    non so quale gaussiana tu abbia usato e non sono in grado di fare i tuoi conti, ma per una volta sono completamente d’accordo con te. I pericolosi sono tantissimi e la tua stima di 60.000 infetti sereni e’ probabilmente bassa. Ho fatto un giro per il quartiere (rigorosamente solo per fare la spesa, ma da sempre non faccio una spesa settimanale, ma compro ogni giorno quello che mi serve) e penso che basta che uno dico UNO nel quartiere (siamo 18.000) lo prenda e lo prendiamo tutti o cmq moltissimi. I comportamenti a rischio sono di tutti, soprattutto maschi giovani e vecchie egoiste. Ma dico tutti, tutti. Hanno la mascherina, ma la tengono abbassata, ti si avvicinano comunque pericolosamente. Insomma, che Dio ce la mandi buona. Ne usciremo profondamente cambiati, forse impazziti, perché il cambio di abitudini è radicale, e molti di meno. Secondo me altrettanto stupidi di prima. Non sembra che questo rischio abbia migliorato i comportamenti in generale. Con molto pessimismo, un abbraccio a te e a Lucilla, Patrizia
    PS La mancanza di figli e nipoti è struggente. Quella di viaggi, visite culturali, musei, mostre, cinema etc. anche. Mah.. Saluti affettuosi

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    • La gaussiana si riferisce alla distribuzione dei giorni di incubazione, potrebbe essere molto concentrata ad esempio solo 6, 7 e 8 quindi dopo 8 giorni da un contatto con un infettato tizio potrebbe brindare perché non l’ha presa oppure potrebbe essere più dispersa ad esempio un minimo di 3 e un massimo di 10. Tutti concordano nell’assumere che non superi i 15 giorni e quindi una quarantena di 15 giorni sia sufficiente a stabilire che non si è infettati. Naturalmente tutto ciò accade se non si dispone del tampone ma, come ho accennato in uno dei primo post sull’argomento, c’è il problema degli errori di prima e seconda specie. Sì la mia stima è prudente poiché non volevo terrorizzare nessuno e quindi non ho scritto ad esempio che probabilmente se tutto va bene i decessi potrebbero arriva a 5000 mentre se gli inglesi adotteranno la linea annunciata da Boris potrebbero avere alcuni milioni di morti. È cruciale prendere molto sul serio il problema seppur con ritardo abbiamo imboccato la strada giusta ma ora occorre perseverare senza fare i furbetti e gli stupidi. E torneremo a sorridere. Ciao Raimondo

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