Commento a caldo sulle elezioni

Alcune semplici riflessioni sui risultati delle elezioni e del referendum. Il popolo italiano è forte e sereno, il Covid non ci ha tenuto a casa, chi non è andato a votare lo ha fatto perché già non votava. I media non demordono nella sistematica rappresentazione allarmistica e negativa della realtà sociale italiana anche con leggère forzature nell’uso dei sondaggi, questi risultati sono una piccola sorpresa positiva rispetto al catastrofismo della vigilia.

Faccio parte del fronte del NO, non pensavo affatto che si potesse vincere, le ragioni del SÌ erano troppo appetibili per una massa che già aveva manifestato sentimenti anticasta assegnando il 30% dei voti ai 5 stelle. Tuttavia il NO non emerge da un gruppo residuale e del tutto minoritario, è il segno che una certa dialettica a livello politico sarebbe possibile e ciò in prospettiva non è affatto male.

La bolla dei pentastellati si è sgonfiata, priva com’è di una proposta per il futuro e di un ceto politico preparato, omogeneo e capace di elaborare strategie senza le imbeccate di Grillo e di Casaleggio. I singoli portavoce, così si chiamano, sono condannati a governare con la quasi certa prospettiva di non poter tornare in parlamento. Potrà accadere di tutto potrebbe succedere che gradualmente i singoli parlamentari contratteranno con la destra delle migrazioni generando nuove maggioranze di centro destra. È per questo che non credo assolutamente nella forze propulsiva di una scelta, quella del taglio lineare, che obbliga questo parlamento ad un nuova buona legge elettorale e ad altre scelte virtuose. La questione della governabilità rimarrà centrale e scordiamoci il proporzionale, andremo forse a nuove forme di presidenzialismo sulla scia del successo dei governatori regionali.

I risultati regionali mostrano che gli italiani premiano amministratori capaci di fornire servizi e di parlare ai cittadini in modo convincente: saper usare i media è decisivo ma non è sufficiente, non bisogna vendere troppo fumo. Il modello Salvini ha saturato l’audience anche se tutti i media lo ripropongono sistematicamente in tutte le salse le quali non coprono però la puzza di bruciato. Salvini con la coda tra le gambe è il miglior risultato di queste elezioni.

Insomma un bel trambusto, poteva andare molto peggio, ora gente valida e capace dovrebbe occupare la scena. C’è molto da lavorare e poco da chiacchierare.

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