L’Ucraina è vicina 2

Caro Raimondo,
Gli interessi geopolitici abbiano il loro peso, ma mi chiedo, come può l’Europa,  a quasi 70 anni dalla fine della a Seconda Guerra Mondiale, con in testa la Germania  appoggiare un governo semi golpista che ha permesso la formazione di milizie neonaziste e che annovera fra i suoi eroi nazionali i collaborazionisti che perpetrarono crimini inenarrabili?
E nessuno sembra volersi preoccupare della evidente contraddizione fra la promozione della democrazia e l’appoggio al neonazismo…
Ecco qui l’ostinazione di Sisifo potrebbe aiutare…..
Un caro saluto
Luca Sbano
Questo mi scriveva ieri per il mio compleanno Luca, il docente da cui ho tratto la metafora che dà il titolo al volumetto sulla scuola. Mi piace condividere questa conversazione per due riflessioni che farò oltre.
Caro Luca
È la cosa che più mi preoccupa, e mi atterrisce la leggerezza e il clima festaiolo dei ministri degli esteri europei che si sono incontrati nei giorni scorsi. Da quando Francesco ha parlato di terza guerra mondiale hai notato che l’hanno oscurato?
Un abbraccio
Raimondo Bolletta
È vero….di guerra non se ne deve parlare.

Chissà, anche la prossima sarà decisa dal coraggio delle popolazioni del volga?
Purtroppo questa volta pare che Londra e Parigi vogliano stare dalla parte sbagliata…..
Ed allora, 70 anni fa, i molti deprecarono la scelta di Sisifo e furono essenziali per l’esito finale…..
Un abbraccio
Luca
Due giorni fa, rincasando, abbiamo trovato la nostra piazzetta sbarrata da due grandi furgoni in cui in fretta e furia varie persone stavano ammassando valigie, pacchi e fagotti, potevano sembrare giovani famiglie in vacanza in partenza verso Fiumicino o un trasloco affrettato e precipitoso. Hanno fatto in fretta e magicamente i pacchi ancora a terra sono stati ammassati nei bagagliai, le persone rapidamente e silenziosamente sono salite sui furgoni e hanno liberato la piazza. Non riuscendo a inquadrare bene la situazione, non riconoscendo le persone, è il palazzo accanto a quello on cui abito, ho letto con attenzione le targhe, non erano italiane, una strana sigla che successivamente ho riconosciuto come quella dell’Ucraina. Giovani donne e uomini che partivano forse per tornare in patria. Infatti il clima non era quello festante di chi parte per le vacanze, ero quella teso e affrettato di chi lascia un paese che non offre più lavoro per tornare in patria dove ci saranno nuovi e gravi doveri.
Ho chiesto allora a Lucilla di Sacha, il giovane ucraino di cui avevo raccontato in un precedente post.
Non ho ascoltato in diretta il discorso di Boldrini perché stavo prendendo un aperitivo con il giovane ucraino che era venuto ad aiutarci a sistemare la cantina perché servivano braccia robuste per spostare suppellettili accumulate nel tempo. Ero a chiedere dei suoi figli piccoletti, Matteo di sei anni e una bambina di cui ora non ricordo il nome. Allora i suoi occhi si sono illuminati dopo che avevamo parlato della precarietà del posto che aveva ora e del rischio di dover rientrare in patria se l’avesse perso. Che lingua parla Matteo? italiano meglio di me. Si sta costruendo una casa in Ucraina? Sì l’ho comprata ma spero di restare qua. Spero che i miei figli diventino italiani. L’Italia si salverà perché c’è gente piena di forza e di amore per i propri figli che potrà darci una mano a sistemare le nostre cantine per gettare la robaccia e far posto al vino buono.
Non ho notizie recenti, mi dice, a marzo era stato arruolato temo che non sia riuscito a rientrare in Italia, forse anche i figlietti sono là. Proverò a chiamare la zia.
Il complotto mediatico continua e le informazioni su quella situazioni sono scarse e spesso fuorvianti.
Solo i poeti a volte sanno intuire le tragedie. Poeti e strade.
Mogherini-Renzi
E la Mogherini cosa potrà fare? Nel nostro provincialismo ignorante stiamo festeggiando la vittoria perché ha ottenuto quel posto che Renzi ha preteso per l’Italia. Renzi ora deve trovare un nuovo ministro degli esteri, certamente avrà la soluzione del rebus, ma questo non è ciò che mi preoccupa, affar suo. Affar nostro è capire se i nuovi commissari europei sono all’altezza di governare processi così gravi come la crisi economica, gli scontri con una super potenza, la nascita di populismi violenti e aggressivi.
Non sappiamo se cinicamente chi comanda veramente abbia ceduto sul nome di una giovane che non avrà altra forza se non quella delle proprie idee, della propria fantasia, del proprio coraggio. L’Europa è senza esercito e un commissario vale come un due di briscola sui tavoli delle cancellerie che spostano carri armati o scatenano masse vocianti.
Mi auguro vivamente che Mogherini sia all’altezza del compito. Sicuramente è meglio lei del candidato polacco che aveva fatto dichiarazioni da guerrafondaio quasi filonazista. La Polonia ha avuto però la presidenza del consiglio d’Europa, una visibilità che rafforza l’asse europeo che non vede l’ora di menar le mani con l’orso russo.
Ma Renzi sta sereno, tutto fila liscio, le riforme procedono passo passo, più lentamente, ha mille giorni … se gli equilibri geopolitici reggono.

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