Blog, comunità, partiti, movimenti, social. 3

Questa lunga riflessione sulla connettività elettronica in realtà nasce da uno spezzone della prima uscita pubblica di Obama dopo la fine della sua presidenza in una conversazione con un pubblico di studenti universitari di Chicago. Chi ha tempo e voglia dovrebbe  ascoltare tutta la registrazione del seminario diffuso dalla CNN. Bello riuscire almeno per un attimo a dimenticare l’immagine di Trump associata agli Stati Uniti.

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L’affermazione di Obama, che mi ha colpito e che è all’origine di questa riflessione, sostiene che  le Nuove Tecnologie della Comunicazione ci forniscano molte informazione e molti dati ma non ci danno la possibilità di confrontarci in una vera comunità in cui le opinioni sono diverse ma si rispettano. L’attenzione di Obama è centrata sulle varie comunità di Chicago che sono state il contesto in cui lui si è formato politicamente e alle quali rimanda i giovani che lo ascoltano e che sono studenti di scienze sociali e di management.

In quanto former President non può più militare nel suo partito ma spera di poter svolgere un ruolo positivo all’interno di comunità di giovani che studiano per diventare la classe dirigente di domani.

Nel post precedente avevo sostenuto che molti processi sociali sono lenti e tendenzialmente stabili nel tempo ma che una rete di connessione quasi neuronale che collega il mondo intero in tempo reale ci sta nevrotizzando portandoci ad una progressiva lacerazione dei rapporti umani per cui l’eroe solitario, il leader unico, la persona chiusa nella sua stanza piena di schermi ma isolata in un bozzolo molto confortevole  comunica con la propria immagine quasi fosse un nuovo narciso.

In effetti un romanzo distopico l’ho letto tanto tempo fa Fahrenheit 451 di Ray Bradbury in cui viene descritta una società in cui i libri si dovevano bruciare e le pareti delle stanze erano schermi per collegamenti diretti con altre persone … esattamente come sta accadendo ora.

Ma torniamo al tema. Sostenevo che la lacerazione, lo sgretolamento dei rapporti e dei legami porta a divisioni che consentono a chi ha il potere di imperare, divide et impera. Se la sinistra non fosse stata così miseramente divisa in Francia avrebbe  il primo candidato al ballottaggio, così in America le diffidenze e i pregiudizi variamente ingigantite dal mass media hanno portato un miliardario alla casa Bianca per difendere il popolo, in Italia Renzi starebbe a casa se la frantumazione sistematica delle forze progressiste di sinistra non avesse generato una congerie di formazioni politiche che forse non supereranno la soglia di sbarramento. In casa nostra la tecnica dei mass media è evidente: sistematica sovraesposizioni di personalità emergenti che però alla prova dei fatti non riescono a quagliare un seguito numericamente rilevante né sanno dire con chiarezza ciò che li distingue dal competitore della porta accanto.

segue

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