Un vaccino perché?

Ieri sera ho seguito Piazza Pulita sulla 7, trasmissione che vedo raramente perché dopo cena preferisco sonnecchiare vedendo un film di cui poi non so ricostruire bene la trama, ma ieri era annunciato il prof. Crisanti e volevo verificare se nei miei post ero stato troppo severo ed aggressivo nei suoi confronti.

La prima parte della trasmissione era stata ben pianificata facendo parlare prima di Crisanti il prof Mantovani che ha esposto con molta signorilità e competenza le ragioni per cui la richiesta di dati pubblici su questa storia dei vaccino fosse pertinente e ben motivata e poi in modo sempre signorile e diplomatico ha detto chiaramente che l’uscita di Crisanti era stata improvvida e inopportuna. Dopo Mantovani, Crisanti, in evidente imbarazzo, ha ammesso che Mantovani aveva ragione e che lui aveva voluto dire esattamente quello che Mantovani aveva detto. Mi sono confermato nell’idea che una persona che ha speso la sua vita nelle aule universitarie e nei laboratori per modificare geneticamente le zanzare non sviluppi quelle accortezze tipiche del politico che gestisce a proprio vantaggio la comunicazione e una ubriacatura mediatica sia nel suo caso molto pericolosa. Ma a parte ciò la discussione mi ha portato a riflettere ulteriormente sulle cose che dicevo nei post precedenti.

Innanzitutto gli esperti hanno detto che i vaccini possono avere una efficacia che dipende dalle caratteristiche del soggetto. Per questo il modello semplicistico del post precedente dovrebbe essere analizzato rispetto a molte variabili ad esempio rispetto al genere. Se consideriamo il genere dovremmo ragionare separatamente sulla metà dei casi, circa 25 se parliamo dei soli maschi o delle sole femmine e allora potrebbe capitare che la percentuale dei successi nei due generi non sia la stessa per cui potremo dire che il vaccino avrebbe una efficacia differenziata rispetto al genere. Stessa analisi andrà fatto rispetto all’età e se considerassimo anche solo 4 o 5 classi di età avremmo una ulteriore suddivisione del gruppo dei contagiati e dei protetti per cui la mia ipotesi di sperimentare solo su 1.000 casi non regge se vogliamo analizzare un numero di casi adeguato rispetto a molte variabili caratteristiche dei soggetti, occorrerebbe cioè formare campioni stratificati ben più numerosi.

Il professore collegato da Washington, il prof. Pani, chiariva che l’approvazione del vaccino sarebbe stata fatta in regime emergenziale e una serie di analisi di dettaglio per approfondire l’efficacia sulle tante tipologie di soggetti da trattare sarebbe stata possibile in progress durante le campagne vaccinali che avrebbero interessato milioni di soggetti. In sostanza una volta che nella fase 1 e 2 della sperimentazione si è provato che il vaccino non provoca danni se non mal di testa, un po’ di febbre e spossatezza, il raggiungimento di un livello medio di efficacia ritenuto accettabile, che, se non ho capito male, dovrebbe essere almeno dell’90%, si potranno avviare le campagne vaccinali anche il giorno successivo alla approvazione degli enti regolatori visto che il vaccino in dosi massicce è già stato prodotto e stoccato in giro per il mondo.

Ma un vaccino perché? Si prospettano due scenari possibili: il virus si comporta come l’influenza stagionale, può essere mitigato ma non si riesce a sradicarlo dalla terra e il pericolo di nuove fiammate sarà sempre incombente oppure in un tempo ragionevole, circa un anno, il virus sparisce dalla circolazione perché le popolazioni umane hanno acquisito una immunità di gregge grazie al vaccino e ai guariti che si sono accumulati nel tempo. Ovviamente il secondo scenario sarebbe possibile se si riuscisse a vaccinare miliardi di persone e se la copertura degli anticorpi fosse sufficientemente lunga. E’ ovvio che se la copertura vaccinale durasse solo due mesi ogni due mesi dovremmo ripetere la somministrazione di miliardi di vaccini e ciò non è possibile.

Nella discussione di Piazza Pulita, che come al solito è confusa dagli interventi un po’ erratici dei giornalisti, queste prospettive sono state solo accennate poiché gli esperti non hanno il tempo di chiarire i punti oscuri di una situazione complessa.

Ciò che ho capito io è che se tutto va bene la campagna vaccinale richiederà tutto il prossimo anno e l’esito non è scontato sia perché una vaccinazione obbligatoria non è tecnicamente ed eticamente possibile sia perché rimane incerta l’estensione nel tempo dell’efficacia del vaccino.

Come scrivevo nel post Invece di festeggiare nonostante tutti questi dubbi e queste difficoltà è proprio il caso di festeggiare e di essere sereni senza ovviamente abbassare la guardia. Dovremo continuare per un altro anno almeno ad usare mascherine, distanziamento ed igiene della mani ma la combinazione dei vaccini e dei tamponi potrà modificare radicalmente la gestione della nostra vita. Ad esempio noi più anziani a rischio appena saremo coperti dal vaccino potremmo generare meno preoccupazioni ai nostri figli e nipoti, poiché attualmente ogni contatto in una famiglia con anziani è un rischio di cui ciascuno si sente responsabile. La disponibilità di tamponi rapidi a poco prezzo potrà consentire spostamenti e riunioni abbastanza sicure. Già ora aziende più organizzate e più ricche sono in grado di assicurare ambienti di lavoro molto sicuri con controlli sistematici e periodici che interessano anche le famiglie dei dipendenti. Sarebbe interessante vedere cosa succede a Maranello dato che la Ferrari garantisce tamponi a tutti i dipendenti e alle loro famiglie. Mio figlio che lavora presso un centro di riabilitazione motoria è al terzo tampone negativo che ha fatto facilmente e rapidamente sul luogo di lavoro non appena qualche suo amico era risultato infettato e lui voleva fugare dubbi e preoccupazioni.

Non appena i numeri dei contagi saranno diminuiti occorrerà riprendere le attività di tracciamento e in particolare rilanciare l’uso diffuso del programma Immuni o suo equivalente.

Ovviamente non posso dimenticare che ci sono rischi gravi legati a questa fase nuova in cui è certa la disponibilità di un vaccino:

  • l’abbassamento della tensione e dell’impegno attuale per l’illusione che il vaccino sia un rimedio magico, una manna caduta dal cielo,
  • il riaccendersi dei movimento no vax che potrebbero polarizzare le tensioni presenti nella società acuite da un anno molto difficile e dalla povertà dilagante,
  • una delusione catastrofica se il vaccino si rivelasse inefficace a livello sistemico cioè non fosse capace di innescare quella immunità di gregge sperata da tutti.

Dal punto di vista sociale e politico si va incontro ad una fase ancora più fluida, piena di contraddizioni e tensioni che richiederebbe una leadership positiva che riunifichi il paese.

Tuttavia io sono più sereno perché l’umanità ha dimostrato di avere gli strumenti per reagire e per vincere una sfida che pochi mesi fa sembrava una apocalisse. Pessimista sull’Italia ma ottimista sull’umanità.



Categorie:Coronavirus, Immuni, Vaccini

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