Per il sindaco di Roma 2

Riporto in primo piano i commenti del post precedente poiché purtroppo difficilmente si leggono ma questi meritano attenzione.

Una lettrice mi scrive:

Non sono di destra, non lo sono mai stata, né lo sarò mai!
Non sono nemmeno grillina, però cerco una “sinistra” che sia prima di tutto un ‘faro’ culturale (e, di conseguenza, politico. Grande e irrinunciabile sogno…)

Conosciamo la serietà del prof.Gualtieri ma, il ricordo di come fu trattato il sindaco Marino, è ancora molto pesante; anche lui era una brava persona (oltre che bravissimo medico) per cui non credo che ce la farò votare PD – che prenderà, penso, ugualmente tanti voti…

Mi resta la sindaca Raggi. Forse si potrebbe riprovare… Io poi ho anche il sospetto che la si voglia far fuori perché donna, come è successo con la sindaca di Torino, che ha pagato ingiustamente. Sappiamo la storia … Grazie.

Io rispondo.

Nel mio post ho assunto due criteri di scelta del sindaco: la sua personalità, la sua immagine e la squadra di riferimento. Nel caso della sindaca uscente Raggi entrambi i criteri sono deboli. Ai miei occhi Raggi si è dimostrata inconsistente, non ho ascoltato un suo discorso o una sua analisi che non fossero le solite invettive contro quelli di prima, i soliti luoghi comuni dei ni-tutto. Squadra e programma sono evaporati e la sensazione è che la sua sia una impresa disperata e solitaria di una persona molto caparbia. Tu sollevi la questione del genere ma il fatto che fosse una giovane donna ha già giocato un ruolo nella sua elezione ma quel credito ora le gioca contro come un debito che non ha risarcito. Le donne della ‘Casa delle donne’ potrebbero raccontarti molto del tipo di femminismo portato avanti dalla sindaca Raggi. Tralascio qui le considerazioni sullo stato della città dopo la cura Raggi: stiamo molto peggio di prima, non è tutta colpa sua ma non riesco a vedere nulla che assolva le tante incertezze nella gestione amministrativa, il carosello degli assessori e dei dirigenti. Ma la cosa più grave che le imputo e lo segnalerei a chiunque altro sarà eletto sindaco è la gestione del personale capitolino: blanditi e coccolati sono spariti dalle strade, evanescenti negli uffici sanno solo, quando ci sono, controllare e reprimere trattando cittadini, negozianti, automobilisti come poco di buono da sanzionare. Il nuovo sindaco si troverà subito contro i dipendenti del Comune come accadde a Marino se vorrà stanare qualche seppur piccola sacca di privilegio e di imboscamento. E’ per questo che la rete di consenso, si ci sarà nell’urna, che ha come perno un partito come il PD rende Gualtieri per me il candidato da votare. E il PD che fece saltare Marino non c’è più, molta acqua è passata sotto i ponti.

La lettrice risponde

Grazie Raimondo, molte cose che tu hai scritto mi sono ritornate alla memoria purtroppo! Certo l’ombra del vecchio PD è molto forte, ma visto come stanno le cose ho poca scelta, anzi ho una scelta d’obbligo, quella di votare Gualtieri, ma confesso che ho difficoltà. In questi giorni sto seguendo tutti gli incontri relativi alle votazioni per cercare di capire qualcosa in più.
La situazione in cui si trova Roma mi sembra sempre più seria (trasporti pubblici molto trascurati e super affollati. Chissà se mai riusciranno a migliorarli…)
Penso cmq, ripensandoci ancora, che seguirò il tuo punto di vista. Grazie, ciao, rosalba

Sto seguendo anche l’urbanista Paolo Berdini, ma ho l’impressione che venga un po ‘oscurato’ dai media.

Io rispondo

Non ho considerato nel mio post Paolo Berdini perché non è della partita per diventare sindaco, se gli va bene entrerà in consiglio comunale e potrebbe contrattare posizioni in giunta alleandosi con lo sfidante di sinistra al ballottaggio. Ha avuto un ruolo credo importante nella elezione della Raggi perché era la persona più competente sulle questioni urbanistiche con posizioni limpidamente di sinistra. Ebbe un ruolo nei primi mesi della sindacatura della Raggi ma gettò la spugna, se ricordo bene, sulla questione del nuovo stadio della Roma in cui si rese conto che una cosa sono le battaglie di principio ed altra è la gestione del potere con una squadra eterogenea ed incompetente come era quella della Raggi. Purtroppo con questa candidatura la sua immagine si deteriora ulteriormente ai miei occhi: correre da solo sapendo che il suo elettorato è di sinistra (ex sessantottini) significa danneggiare lo schieramento di sinistra in particolare il tentativo di Gualtieri che a destra non convince la borghesia illuminata progressista che preferisce Calenda ma nemmeno gli idealisti di sinistra che sono sedotti dalle parole d’ordine della moralizzazione grillina e dell’immaginazione al potere di quelli della mia generazione (Berdini). Scusa lo schematismo ma ho usato solo la memoria.



Categorie:Politica

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