L’enigma dell’acciaieria

Rifletto meglio la mattina presto al risveglio, riesco a rovesciare le immagini come accade quando ci si riflette allo specchio. Se penso alla guerra riesco più facilmente ad uscire dal seminato dell’informazione codificate dai media e a pormi delle domande.

Una di queste riguarda la battaglia di Mariupol e la presa delle acciaierie. Perché Putin ha diffuso quel video in cui intimava paternamente a un generale di sospendere l’offensiva sigillando solo le vie di uscita? Ci abbiamo creduto e sperato che avesse suggerito una chiave per risolvere l’enigma della trappola della sua operazione militare speciale: mi serve poter esibire al mio popolo un risultato coerente con gli obiettivi e il prossimo 9 maggio sospenderò tutte le operazioni belliche come previsto e troveremo un accordo perché anche noi siamo esausti. Ma i bombardamenti sull’acciaieria sono continuati senza una chiara ragione visto che ormai tutti coloro che erano dentro potevano essere presi per fame e sete. E’ sembrato che gli ordini del gran capo non fossero rispettati e che ormai l’esercito fosse allo sbando con stupri, uccisioni, torture, stragi da parte di migliaia di giovani reclute abbrutite dall’alcool e da mesi di guerra. Anche questo voluto da Putin per mostrare agli ucraini quanto la situazione potesse peggiorare ancora, dopo che tutti gli obiettivi militari erano stati invano colpiti?

Ma come fanno i resistenti dell’acciaieria a sopravvivere e a difendersi da mesi senza rifornimenti di cibo e munizioni? Avevano forse accumulato nelle viscere dell’impianto una santabarbara e una scorta di acqua e cibo sufficienti per sopravvivere assediati per mesi? E’ facile immaginare che l’ordine di non far passare nemmeno una mosca sia stato disatteso. Quelle catacombe devono avere delle gallerie che portano all’esterno come accade in tutti i racconti di assedi in guerra che si rispettano. Se così fosse, ancora una volta l’ordine del capo non è stato eseguito e molte mosche vanno e vengono oppure quella permeabilità, a questo punto, potrebbe essere sfruttata proprio da Putin.

Pensate quando sarebbe difficile per Putin farsi carico della resa del battaglione Azov, potrebbe sterminarli a freddo dopo che si fossero arresi di fronte ai media mondiali? Meglio accopparli in combattimento oppure molto meglio consentire che se la squaglino gradualmente attraverso le gallerie segrete e ricompaiano in Ucraina come testimoni scomodi della discutibile conduzione della guerra da parte dei giovani politici europeisti che comandano a Kiev. Ho già sostenuto che il pericolo più grave per la vita di Zelensky sono i reduci del battaglione Azov (il reducismo vi ricorda niente?) già in queste ore emergono le prime faglie, le prime crepe dell’eroica ucraina di Zelensky: le donne del battaglione Azov che sfilano per le piazze di Kiev per ricordare che le vite hanno un valore anche quelle dei militari, un’intervista di un ufficiale con le insegne del battaglione Azov. Il giovane barbuto comanda una squadra che ha ripreso in controllo di una cittadina semiabbandonata dai russi: giura di non voler cedere nemmeno un centimetro della terra ucraina proprio mentre Zelensky sembra aprire alla possibilità di accettare la cessione della Crimea alla Russia.

segue



Categorie:Politica, Ucraina

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