Notizie poco chiare

Alcuni post di questo blog sono stati dedicati alla questione degli effetti della variazione dello spread sul bilancio dello Stato.

  1. Ma che dice Scalfari?
  2. Spread e interessi
  3. Spread, rendimenti futuri e i ‘conti della serva’
  4. Ancora conti della serva

Ho cercato, con semplici ragionamenti di buon senso e con calcoli matematici elementari, di ridimensionare l’esagerazione terroristica per cui una variazione 100 dello spread equivalesse a 14 miliardi di maggiori o minori spese in interessi. La mia stima era che l’aggravio in interessi fosse di circa 2 miliardi e non di 16.

Oggi su Repubblica compare in prima pagina un articolo dal titolo  ‘La stangata dello spread è costata 4 miliardi per famiglie ed imprese’. La prima pagina rimanda a pagina 11 in cui  il titolo cambia in ‘Un buco da 4 miliardi …’ ed è affiancato alla pagina 10 in cui si parla dei tafferugli alla Bocconi contro Monti. Ogni associazione mentale è puramente casuale. L’articolo  riferisce di una simulazione di un istituto di ricerca Crif che con metodi piuttosto sofisticati stima il costo dell’aumento dello spread per imprese e famiglie. L’aumento degli interessi sul debito pubblico comporta un trascinamento di tutti i tassi di interesse che imprese e famiglie devono pagare su prestiti e mutui. Complessivamente il ‘danno’ in un anno ammonterebbe a 4 miliardi di maggiori costi sostenuti da chi ha chiesto prestiti o mutui. Confesso di non aver capito benissimo se i 4 miliardi siano solo i maggiori costi degli interessi o se siano anche  i mancati guadagni a causa della recessione causata dai maggiori costi degli interessi.

Ma ho dovuto rileggere due volte le conclusioni per capire bene il senso politico della notizia. In pratica ad una prima lettura sembrava evidente che anche questa perdita fosse dovuta alla politica del governo Monti e che, se le cose fossero andate diversamente, tutto lo scenario sarebbe stato molto più favorevole.

Rileggo con attenzione ‘Se il regime dei tassi di interesse si fosse mantenuto sui valori di inizio 2011  … nel 2012 sarebbero stati rose e fiori …’ che tradotto in messaggio subliminale ‘se ci fossimo tenuti Berlusconi invece di avere la scure di Monti ora non ci troverebbe con le pezze …’. Piccolo particolare che l’articolo non ricorda. Il patatrak c’è stato durante il 2011 e il governo Berlusconi durato fino al novembre 2011 ha sciupato quella situazione favorevole di inizio 2011 arrivando sul ciglio del baratro per schivare il quale Monti ha dovuto dare una frenata energica al convoglio che era così malconcio da tempo da  non riuscire a recuperare e ripartire. Ma Repubblica da che parte sta?

Per approfondire, l’articolo è anche sulla versione online del giornale Repubblica.

Per considerazioni più incisive e nette sulla situazione generale e sul pantano di questi giorni si veda il post Povera Italia.

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