Riflettendo sulle primarie

Continuo ad interrogarmi sul significato di queste primarie che abbiamo celebrato solo due o tre giorni fa e che già vengono archiviate e classificate entro gli schemi interpretativi consueti, buoni cattivi, giovani anziani, attivi pensionati, destra sinistra, belli  brutti …. .

Nei discorsi tra amici capita di scoprire che persone competenti della mia generazione abbiano scelto Renzi. Quando chiedo le ragioni di questa preferenza mi viene risposto che Bersani sarà schiavo dei condizionamenti del massimalismo di sinistra, del radicalismo di Sel, dei dictat della CGIL e farà la fine di Prodi mentre Renzi ha più probabilità di affrontare la crisi economica e di realizzare un rinnovamento, una modernizzazione  della sinistra.

Bersani non è Prodi, viene da una lunga militanza tutta politica in cui ha fatto esperienze da amministratore locale, di presidente di regione e di ministro, ha una personalità più duttile, più disponibile, con meno ferree certezze, ha già fatto capire che se avesse una maggioranza risicata passerebbe la mano ad altre soluzioni ed altri uomini in grado di gestire la cosa pubblica, non escluso lo stesso Monti, ha tenuto sempre le porte aperte e fatto entrare nel partito energie ed idee nuove senza cooptazioni opportunistiche.

Ha detto a Di Pietro che questa volta non c’è trippa per gatti, nemmeno se strusciano miagolando interno ai piedi. Certo i rischi da affrontare sono molti, credo che Bersani ne sia consapevole ma crede nelle persone, vede in Vendola una persona leale e ricca di esperienza ed idee, vede in Renzi e nella sua generazione di giovani amministratori una ricchezza per un futuro in cui lui non ci sarà perché vorrà godersi da anziano qualche birra in famiglia, è certo che Tabacci non si tirerà indietro se ci sarà da fare scelte impopolari.

Anch’io avrei votato Renzi se non avesse centrato tutto sul cambiamento radicale e sulla palingenesi, se fosse stato meno pronto a dare rapide risposte per qualsiasi problema, se fosse emersa la consapevolezza che il compito è straordinariamente difficile e che non ci saranno scorciatoie per nessuna generazione, se non si fosse comportato come un nuovo leader unto dal Signore perché buca lo schermo.

Continuo a pensare di aver fatto una buona scelta, anche se tengo gli occhi aperti e le orecchie drizzate perché non ho portato il mio voto o la mia testa all’ammasso.

Ad esempio ieri sera a Ballarò ho ascoltato una rappresentante del PD, una giovane donna con gli occhi splendidi, che con molta sicurezza argomentava sul problema della pensioni. Se andremo al potere riapriremo il capitolo delle pensioni rivedendo lo scalone (discorso già sentito) e risolvendo il problema degli esodati. Landini ascoltava compiaciuto. Attenti ragazzi a non promettere la luna. Quest’anno terribile in cui i politici sono riusciti a scaricare su dei cirenei la responsabilità del lavoro sporco che avrebbero dovuto fare loro, non va sprecato riaprendo tutti i fronti come se magicamente il nostro spaventoso debito pubblico fosse sparito.

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