Già visto

Questa mattina leggendo un bell’articolo sulla rete che riguarda la situazione venezuelana e che consiglio vivamente di leggere con molta attenzione, ho pensato che noi che abbiamo più di sessant’anni abbiamo già vissuto in parte quella situazione ed è per questo che non siamo sedotti dalle prediche di Grillo né dalle giravolte opportunistiche e populiste dei nuovi antieuropei del centrodestra.

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Tanti nuovi economisti variamente legati al dirigismo fascista o al socialismo reale della economia pianificata ci stanno convincendo che il nostro problema sia l’euro. Con una moneta e una banca nazionali sarebbe possibile finanziare il deficit: si stampa moneta e l’economia riparte pompando i consumi. Non entro in questa disputa che lascio ai competenti ma, oltre a raccomandare di leggere l’articolo citato, vorrei aggiungere alcune  considerazioni legate all’esperienza personale.

Chi si ricorda i tempi in cui per andare all’estero la quantità di valuta estera acquistabile era contingentata annualmente? chi si ricorda quando i dollari o le sterline si accumulavano per potersele portare liquide nascoste opportunamente per non esaurire la propria assegnazione personale? Vi ricordate quando andando nei paesi dell’est venivamo avvicinati da persone misere che offrivano valuta locale ad un cambio stracciato diverso da quello ufficiale? Vi ricordate quando per fermare l’inflazione c’era il blocco legale dei prezzi e a volte alcune merci evaporavano dagli sportelli? Vi ricordate quando con l’inflazione a due cifre le case rimanevano chiuse perché la loro rivalutazione monetaria era superiore al reddito dell’affitto? Vi ricordate quando le aziende rallentavano la produzione perché le merci in magazzino aumentano di valore da sole garantivano gli utili? Vi ricordate quando il ministero del tesoro si mise a stampare le 500 lire che non avevano più il simbolo della banca d’Italia. Per alcuni fu un’epoca d’oro e di arricchimento, la barca grosso modo andava perché centinaia di migliaia di lavoratori italiani, molti del sud, si spaccavano la schiena nei paesi ricchi del nord, nelle miniere o nelle fabbriche e mandavano preziosa valuta a casa. Alla fine si capì che di svalutazioni competitive si può anche morire e il paese in ritardo e con un debito mostruoso cercò la salvezza nell’integrazione europea e nella moneta unica. In questi ultimi vent’anni si poteva fare meglio? E’ sicuro. Ora ha senso tornare all’epoca dell’inflazione a due cifre con questo debito e con questa struttura produttiva? Chi non ha nulla da perdere dice di sì senza sapere che anche se non ha lavoro per il momento l’acqua gli arriva nel rubinetto, le scuole sono aperte, gli ospedali hanno le garze, le strade sono illuminate. Poi ci sono i ricchi furbi che messa una bella maschera da anonimo gridano alla ribellione perché sanno di potere nel momento della distruzione lucrare ancora incrementando il vantaggio che già hanno.

Io queste cose le ho viste e vissute ed è per questo che mi tengo caro questo euro, questa unione sgangherata, questa Europa che rischia altrimenti un nuovo buio medioevo.

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