Amaro in bocca, delusione e rabbia

Continuo ad appuntare i sentimenti e le riflessioni legati alla batosta di domenica scorso, sì perché più ci penso e più mi sembra che sia stata proprio una batosta per chi la pensa come me.

Come in tutti gli stati post traumatici, la mia razionalità funziona male, prevale la reazione emotiva. Mi sforzo quindi di mettere nero su bianco dei ragionamenti e delle previsioni che riducano la delusione e la rabbia che inevitabilmente attanagliano la bocca dello stomaco quando penso agli scenari futuri.

Anticipo la conclusione del mio ragionamento: il vero vincitore delle elezioni europee è Berlusconi. Se vi sembra un paradosso dovete sorbirvi la lettura di tutto il mio pezzo.

Ruolo dei media

Parto da un commento della trasmissione Di Martedì di Floris dedicata ai risultati elettorali delle europee 2019. Da tanto tempo non seguo più Floris come non seguo mai le continue chiacchiere dei talk show televisivi. Il mio televisore durante il giorno è spento e la sera lo accendo alle 8,30 per la Gruber e dopo seguo delle serie TV online. Durante la trasmissione 8,30 della Gruber, Severgnini fa un assist per Letta come possibile commissario europeo per la quota italiana. Penso che molte novità della politica italiana siano state lanciate nella rubrica di Gruber in particolare ricordo sempre il lancio mediatico del prof. Monti in vista del governo di salvezza nazionale che ci evitò il default imminente nel 2011. Ebbene quando Severgnini ha buttato là come per caso il nome di Enrico Letta mi sono risvegliato dal mio torpore postprandiale e ho deciso di seguire la trasmissione di Floris nella quale proprio Letta era intervistato.

Bene, l’operazione mediatica di rilancio di Letta era partita e Floris doveva servirlo su un piatto d’argento. Una lunga intervista probabilmente registrata e pianificata con un Letta presentato come rettore di una prestigiosa università francese, ex presidente del consiglio italiano, conosciuto e stimato in mezzo mondo. L’analisi della situazione post elettorale è stata molto abile da parte sua, nessuna polemica diretta, se non contro la Lega, mai una citazione negativa del ruolo dei 5 stelle che apparivano alla fine vittime più che carnefici. Non so dire quale possa essere l’effetto ma certamente la collocazione oraria e la modalità dell’intervista hanno messo Letta su un piedistallo e gli hanno ridato una visibilità per cui potrebbe essere una personalità utile se la tempesta dovesse scatenarsi oppure se il governo italiano decidesse di non fare carachiri e volesse ricostruire con l’Europa un rapporto più duttile e costruttivo.

La trasmissione ha proseguito con Zingaretti ed è terminata con Calenda. Insomma si è parlato soprattutto dei problemi della sinistra e delle sue dinamiche interne, solo tangenzialmente dei vincitori, delle sorti del governo e dei problemi dell’economia. D’altra parte l’audience della trasmissione di Floris probabilmente è focalizzata sui problemi della sinistra, sulle polemiche tra le sue anime, sulla sinistra che non vota, sulla sparizione degli operai, sulle periferie che vanno a destra, sul fascismo incombente.

I giornalisti intervistatori erano i soliti, persone che forse hanno una contratto aperto con la rete per assicurare certi interventi secondo una logica da par condicio per cui le principali forze politiche sono sempre direttamente rappresentate. Peccato che i giornalisti di sinistra pensino sempre di far le pulci soprattutto alla sinistra per cui di fatto si è trattato di un processo alla sinistra, a Zingaretti, a Bonino e allo stesso Calenda. Lo script era: gli italiani hanno sbagliato a votare Salvini e la colpa è di coloro che li hanno portati a votare così. Cioè anche in questo caso la colpa è del PD, se il fascismo risorge la colpa è del PD, se l’Italia va a destra la colpa è del PD … è la tiritera di migliaia di commenti sulla rete di commentatori che professandosi di sinistra dice che la colpa del fascismo e della crisi economica è del PD. Mai succede che colpa e meriti siano degli individui che compiono delle scelte consapevoli, siamo tutti adolescenti.

Ruolo dei giornalisti

Fermo restando che noi della sinistra abbiamo molte colpe, che il sistema educativo ha molte colpe, che la Chiesa ha molte colpe, sono convinto che una responsabilità grande di questa situazione politica priva di logica sia dei giornalisti, delle persone che stanno nel sistema informativo e mediatico e che per le più varie ragioni personali e di casta hanno deformato e impoverito la qualità della loro funzione. Il popolo non riesce a leggere i fatti per quel che sono perché molti fatti non li conosce bene e perché i fatti non sono mediati da una onesta e coerente interpretazione che sia alla portata del livello culturale del popolo.

I giornalisti che ormai scrivono poco e parlano tanto in televisione accreditano le peggio cose quando polemizzano inutilmente con il politico oppure lo accreditano consentendo al politico di dire delle sciocchezze in loro presenza senza replicare subito dicendo che sono delle sciocchezze o delle falsità. Per essere più chiaro prendo ad esempio l’intervista Di Salvini da Vespa di Lunedì scorso. Mentre Salvini diceva che lo spread era manovrato dell’Europa e che ora si poteva derogare dai vincoli di bilancio fissati del trattato di Maastricht, due eminenti e potenti direttori di due grandi giornali nazionali ascoltavano attoniti senza proferir parola lasciando allo spettatore la sensazione che effettivamente il capitano stesse dicendo cose sensate e prive di conseguenze dannose.

La trasmissione di Floris, essendo condotta prevalentemente con interviste di ospiti qualificati, lascia agli intervistatori, che assumono il ruolo di opinionisti di parte, la possibilità di rinforzare i pregiudizi di ciascuno senza attivare realmente una riflessione critica che aumenti la consapevolezza e la conoscenza. Tra le interviste Floris frappone piccole clip di pochi minuti in cui, con l’ausilio di altre interviste esterne, rinforza o demolisce posizioni a volte complesse non riducibili a piccoli slogan. Nella puntata di cui parlo ci sono state almeno due servizi sullo spread in cui si vedevano due giovani operatori di borsa che stavano speculando al ribasso sul valore dei titoli italiani. Ecco, Floris ha portato acqua al mulino dei leghisti e della destra sovranista che ritiene che lo spread sia un artefatto della finanza giudaico massone che vuol danneggiare gli italiani. Ah, dimenticavo Floris ha portato acqua anche al mulino dei sinistri-sinistri che sono sempre più convinti che se eliminassimo il capitalismo tutti questi problemi non ci sarebbero. Quindi o il giornalismo permette ai cittadini di capire e di sapere (se si parla di spread e di speculazione ribassista si dovrebbe dire anche che il valore dei titoli cresce o scende perché, come accade al mercato rionale ai cavolfiori, il prezzo varia in ragione della domanda e dell’offerta e se ci sono troppi titoli di debito circolanti il prezzo scende) altrimenti il giornalismo alimenta sentimenti di invidia e di odio che prima o poi scoppiano in rabbia e ribellione. I giornalisti possono benissimo puntare sull’eccitazione dei sentimenti, basta che non si atteggino poi a paladini della democrazia.

Calenda stanco

Ed arriviamo così in tarda serata a Calenda, il volto un po’ provato sia da settimane di campagna elettorale, sia dall’attesa in studio a seguire il dibattito che aveva messo in rilievo tutte le ragioni di una generale insoddisfazione perché gli spostamenti degli elettori non avevano semplificato nessuno dei problemi incombenti. La sua vicenda personale apparentemente vittoriosa e gratificante lo metteva di fronte a scelte impegnative che non aveva forse preventivato. Rispondendo alle stesse domande che erano aleggiate per tutta la serata, di fronte alle ovvietà che Floris ripeteva a nome dei leghisti come fossero verità da confutare, ha adottato la retorica usata da Renzi: va bene lo facessero, vediamo cosa succede. E’ apparso appannato come se anche lui avesse un po’ di amaro in bocca.

Se Calenda non era del tutto felice è forse perché, a parte lui, pochi candidati suoi sono passati, il suo apporto non è stato decisivo per arrivare a quel 25 % sognato e previsto da lui stesso e perché il fuoco di fila dei tanti sinistri di provata fede era subito partito per qualificarlo come liberale, un po’ di destra, filo renziano, un corpo estraneo di cui diffidare. Tutto ciò dopo che con entusiasmo si era buttato nella mischia con generosità ed un pizzico di ingenuità. Infatti subito nella rete sono ripartite le nostre chiacchiere malevole verso tutti, Zingaretti è loffio, D’Alema un radical chic, Calenda un liberale, di Renzi meglio non parlare, la Bonino una traditrice, Rizzo chi è costui, … il veleno delle recriminazione ha ricominciato a diffondersi nel corpaccione della sinistra come una tossina mortale.

Missione compiuta

Due parole sui 5 stelle. Nessuno di loro era presente alla trasmissione di Floris ma di loro si è parlato molto. Come ho più volte scritto su questo blog i 5 stelle sono in parte una creatura di Berlusconi o almeno sono stati indirettamente aiutati dai media posseduti da Berlusconi. La ragione è semplice tolgono credibilità alla sinistra e conseguentemente voti che non sono programmaticamente disponibili per alleanze. In presenza dei 5 stelli la sinistra non potrà tornare al potere perché la destra è duttile, varia e vince la manovra realizzata da Berlusconi di quasi trent’anni fa di aggregare un maggioranza costituita da moderati, cattolici integralisti, craxiani, liberali, leghisti e ex missini. La sinistra è nevrotizzata dai vaffa di Grillo, dalla propaganda di social, è depotenziata dalla dispersione dei voti in tanti rivoli e dalle proprie contraddizioni moralistiche e perbeniste.

Ora i grillini sono in difficoltà ma nonostante tutte le sciocchezze, nonostante la cattiva prova dei sindaci e degli amministratori un 20% di fedeli resiste ed è quanto basta per tornare a giocare il ruolo dei moralisti all’opposizione di una destra che stravince. Ma il loro primo obiettivo l’hanno raggiunto: aprire il parlamento come una scatola di tonno. Hanno sbrindellato il parlamento e le istituzioni modificando le basi della democrazia rappresentativa e liberale, hanno fatto vincere il giacobinismo, la democrazia diretta dei sondaggi, l’autoritarismo del capo assoluto. In fondo potrebbero festeggiare mandando a casa Di Maio e rimettendo al suo posto un capopolo come Di battista e per un altro decennio le cose rimangono così, una destra maggioritaria.

Vincitori?

Insomma se così stanno le cose chi ha vinto? Temo che il vincitore sia proprio Berlusconi e il suo anatema contro i grillini e contro il governo Conte. Un suo uomo, Salvini, ha stravinto, la sua alleanza di destra potrebbe stravincere se ci fossero elezioni anticipate ma soprattutto si potrebbe a breve realizzare quanto aveva proposto lui all’inizio dei questa crisi: l’alleanza di centro-destra di questo parlamento aveva vinto le elezioni ma non aveva la maggioranza assoluta. Sarebbe bastato comprare un po’ di voti in giro e il governo si poteva fare. Fai pure caro Matteo vai avanti tu, firma un contratto con i grillini, mi raccomando almeno la metà degli obiettivi deve venire dal nostro programma e poi si vedrà.

E’ bastato un anno e il contratto innaturale tra due forze antitetiche è fallito miseramente a vantaggio di Matteo ed ora la crisi verticale del Movimento potrebbe produrre una cinquantina di parlamentari transfughi disposti ad appoggiare un presidente del consiglio del centro destra, ad esempio Salvini senza dover andare alle elezioni. Il barone di Arcore ha comprato una casa a Bruxelles e da là sorveglierà le sorti europee.

Matteo è molto furbo ma non è coraggioso e difficilmente vorrà le lezioni anticipate subito, soprattutto tornerà a baciare la mano del barone perché senza di lui e della sua armata di giornalisti lui sbraiterebbe nelle piazze inutilmente. Finché il barone di Arcore vive dovrà fare i conti con lui e con il suo potere mediatico ed economico … per caso la grazia che chiede alla madonna riguarda la vita del barone? Lunga vita a Berlusconi.

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