Mattarellum 2.0

Si torna a discutere sulla legge elettorale. Su questo blog ho dedicato molto spazio a tale questione. Ho raccolto i miei post in un documento pdf che si può scaricare cliccando qui.

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Domenica scorsa in poche ore, il PD, su indicazione del suo segretario, ha scelto come modello quello del Mattarellum, abbandonando definitivamente l’Italicum che, fino al referendum, era la migliore legge elettorale possibile, peccato che fosse stata varata solo per una camera e che sia probabilmente incostituzionale. A stretto giro di posta Salvini ha aderito alla proposta osservando che basterebbe approvare una legge di un solo articolo che ripristini fedelmente la legge detta Mattarellum dal nome del suo relatore. Si lasciano invariati i collegi e le circoscrizioni per cui non è necessario tempo per adeguamenti della struttura del corpo elettorale.

La legge Mattarellum applicata dal 1993, anno del referendum che abolì le preferenze e il sistema proporzionale, fino al 2005, anno in cui fu adottata la legge Calderoli detta Porcellum. (scusate se mi metto a dettagliare queste informazioni ma me lo ha chiesto una fedele lettrice).

Cosa prevede il Mattarellum? Parte del parlamento viene eletto con collegi uninominale ad un solo turno: ogni collegio elettorale elegge come parlamentare il candidato più votato. In questo modo si coprono circa i due terzi del parlamento per l’esattezza:

475 collegi eleggono 475 deputati e

232 circoscrizioni elettorali eleggono 232 senatori.

Per maggior chiarezza, se in un collegio un candidato prende il 30% dei voti ma è il più votato anche per un solo voto lui diventa parlamentare.

I seggi rimanenti, rispettivamente 155 per la camera e 83 per il senato, sono assegnati con il metodo proporzionale dopo aver scorporato per ciascuna lista i voti che collegio per collegio sono serviti ad eleggere il deputato o il senatore che ha già vinto nell’uninominale maggioritario. Non entro nei dettagli perché non sono un tecnico ma vorrei riflettere piuttosto sulle implicazioni politiche di questa impostazione.

Pregi del Mattarellum

Il Mattarellum aveva due pregi, quello di obbligare le forze politiche ad unirsi per sperare di arrivare nei singoli  collegi ad avere la maggioranza relativa e quello di valorizzare i candidati conosciuti e radicati nel collegio e quindi nel territorio. L’obiettivo era di avere un sistema bipolare dell’alternanza che garantisse rappresentatività e stabilità per un’intera legislatura.

Mattarellum alla prova dei fatti

Sia per la destra sia per la sinistra, a posteriori, le coalizioni tra partiti, create per vincere nei singoli collegi, durante la successiva esperienza di governo si sfaldarono progressivamente determinando una precoce interruzione della legislatura poiché la maggioranza vincente alle elezioni si era dissolta e non se ne formava una nuova che non sarebbe stata legittimata dal voto maggioritario. Berlusconi fu silurato da Bossi e Prodi da Bertinotti.

Non si era così ottenuta la stabilità del governo e della legislatura. Si volle allora correggere il Mattarellum con la legge Calderoli, detta Porcellum dallo stesso Calderoli, che prevedeva un premio di maggioranza e le liste bloccate. Le liste bloccate ridimensionavano il protagonismo dei parlamentari radicati sul territorio ridando potere ai partiti che potevano controllare le loro liste con gente fedele ed obbediente mentre il premio di maggioranza assicurava solo ad uno dei contendenti un margine di voti che ridimensionava il potere di ricatto delle piccole formazioni.

Il Porcellum fu dichiarato incostituzionale perché il premio di maggioranza risultava esagerato rispetto alla consistenza effettiva della forza che arrivava prima, ma sopratutto si capì a posteriori che era viziato da una velenosa clausola che danneggiava solo la sinistra.

Il diavolo si nasconde nei dettagli

Per vincolo costituzionale il premio di maggioranza per il solo Senato non era assegnato sulla base dell’esito nazionale ma regione per regione per cui nelle due camere la maggioranza risultante non necessariamente era la stessa, o meglio, se prevaleva la Destra era certo che aveva un buon margine anche al Senato mentre la Sinistra, anche se prevaleva nel voto della Camera, al Senato riusciva ad  avere un margine ridottissimo se non addirittura nullo.

Perché questa dissimmetria? Tutto è legato al fatto che la destra unita tra Berlusconi e la Lega era certamente e largamente vincente nelle regioni del nord e lucrava un premio di maggioranza regionale in Lombardia, Veneto e Piemonte abbastanza grande rispetto alle altre regioni più piccole del centro-sud. Sia Prodi sia Bersani furono penalizzati da questo meccanismo per cui non persero ma non vinsero poiché non avevano una chiara maggioranza nel Senato.

Prodi dovette ricorrere ai voti dei senatori a vita ma continuamente subiva il condizionamento dei piccoli alleati che con pochi voti potevano far mancare la fiducia al governo quando volevano.

Bersani aveva un Senato spaccato in tre parti e non poteva formare il governo senza l’accordo dei 5 stelle o di Berlusconi. Tentò senza successo con i 5 stelle e si rifiutò poi di formare il governo con la destra, consentì che il suo vice nel partito Enrico Letta formasse un governo del presidente con lo scopo di sbrigare le questioni economiche più gravi, riscrivere la legge elettorale e fare la riforma costituzionale. Il Senato, secondo la riforma Boschi Renzi, non avrebbe votato la fiducia del governo. Ciò serviva proprio ad eliminare questa dissimmetria tra destra e sinistra aggravatasi con la tripartizione dell’elettorato in destra, sinistra e 5stelle.

Il referendum costringe ora le forze politiche a pensare ad una nuova legge elettorale o ad accettare l’applicazione di ciò che resterà delle leggi vigenti dopo la sforbiciata della Corte costituzionale.

Renzi frettolosamente ha scelto il ripristino del Mattarellum senza, come al solito, riflettere e senza studiarne preventivamente gli effetti.

Non per nulla Salvini è subito salito sul carro, sa benissimo che la sua forza diventa determinante al nord e Berlusconi deve accettarne  la collaborazione e l’egemonia se non vuole sparire del tutto: con le tre forze principali attestate sul 30% anche piccole variazioni dovute a fatti contingenti, ad esempio l’arresto di un personaggio politico o un attentato disastroso o qualche fallimento di qualche banca, anche un piccolo spostamento di voti a favore di una forza a scapito di un’altra può amplificarsi sensibilmente nei seggi assegnati con l’uninominale secco. Una forza uniformemente distribuita sul territorio con il 35% di elettori potrebbe prendersi tutti i collegi uninominali ed arrivare il 75% dei seggi del Parlamento. Ovviamente è più probabile che tutte le forze siano distribuite a macchia di leopardo e che anche dai collegi venga alla fine fuori la tripartizione dell’elettorato ma allora  ci troveremmo senza una maggioranza precostituita. Dovranno in Parlamento costruire le maggioranze necessarie per governare.

Il mattarellum tripolare

In sostanza il Mattarellum, se nel 2005 non andava più bene, ora è ancora più inadatto ad esprimere una maggioranza coerente con la maggioranza del paese visto che il paese è fortemente diviso in forze che non vogliono collaborare tra loro. Ma è anche una legge rischiosa perché troppo aleatorio è risultato, troppo sensibile a piccoli spostamenti emotivi per cui, a parte gli astenuti che rischierebbero di essere il vero partito maggiore, forze o gruppi sociali che oscillano sul 15 % non avrebbero una rappresentanza in Parlamento.

È per questo che la minoranza PD nel luglio scorso fece una proposta sostitutiva dell’italicum denominata Bersanellum o Mattarellum 2.0 cioè una correzione del Mattarellum che tiene conto della questione della governabilità.

Il bulletto che ha dato della facciacomeilculo a Speranza non aveva attentamente letto la proposta Speranza, Fornaro, Giorgis, se l’avesse fatto si sarebbe accorto che Speranza aveva una sua coerenza nel ritornare al Mattarellum dopo che l’aveva osteggiato quando era capogruppo del PD. Avrebbe capito  che la minoranza cercava di evitare che si andasse a quello scontro  che alla fine ha determinato la sconfitta al referendum. Il bulletto di cui parlo è Giachetti, per chi non avesse già letto il post sull’argomento.

Il seguito alla prossima puntata.

2 thoughts on “Mattarellum 2.0

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