Bonaccia?

Sembra che le tempeste a cui siamo ormai abituati si siano dissolte, il vento della storia si è calmato in attesa di nuovi eventi di cui sono fissate le date, l’insediamento di Trump, le elezioni in Francia e Germania, le operazioni militari già pianificate e in corso. Da noi Renzi è sparito dai teleschermi, ci accontentiamo di Di Battista che cinguetta con Paolo Mieli dalla Gruber.

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Nella rete calma piatta, poche invettive, prudenza e buon senso, tante foto di piatti attraenti, cani e gatti a schiovere. Eppure qualcosa si muove.

Assuefazione

In questo clima rilassato e disattento ci stiamo abituando a notizie che un tempo ci avrebbero scosso. Il primo partito italiano, forse il secondo, cambia il suo codice etico e propone tribunali del popolo per stabilire se una notizia giornalistica è vera o falsa. La reazione è stata tiepida, il solito atteggiamento  che assolve un comico per qualsiasi butade visto che è un comico. Lo stesso Mieli ieri sera ha commentato in modo ambiguo i tribunali del popolo dicendo sostanzialmente che quella era poco più di una figura retorica. Alla faccia, è la cosa più nazista che ho sentito dire in questi ultimi tempi. Negli USA l’intelligence denuncia intromissioni della Russia nella campagna elettorale presidenziale, Trump fa spallucce dicendo che la colpa è dei democratici che hanno scheletri nell’armadio poco protetti. La maggior parte dei miei amici afferma che ci sono cose peggiori e che l’America ha sempre interferito nella politica altrui. Penso che questo relativismo sia una deriva pericolosa tanto che alla fine ci troviamo al vertice della più grande potenza nucleare un tycoon quanto meno imprevedibile. C’è bonaccia di vento, è il tempo di riposare e di sonnecchiare.

In Italia

Qui da noi la bonaccia è rappresentata da Gentiloni un signore che non alza mai la voce e che serve la causa con discrezione e nobile aplomb.  Renzi medita sulle nuove mosse  come anche gli altri giocatori di un pocker infinito che ha come posta tutto il cucuzzaro. L’attesa delle decisioni della Consulta rasserena gli animi al punto che ci sfugge una particolare paradossale: i tre giocatori principali non siedono in Parlamento, Renzi, Berlusconi e Grillo non possono fisicamente stare nell’aula dove si deve decidere se e come fare una nuova legge che consenta di andare a votare. Il Parlamento che qualcuno voleva ridimensionare e ristrutturare rimane il luogo vero delle grandi manovre, delle correnti in profondità in grado di alimentare vortici superficiali che possono giocare brutti scherzi anche in presenza di una bonaccia di vento.

Venti dall’Europa

Allora qualcuno si accorge che ventate in grado di cambiare il clima vengono da fuori, dai balcani e si hanno tormente e ghiaccio, da ovest e si ha neve e umidità da Nord da Bruxelles e può portare voti. Chi ha fatto una mossa politica in grado di movimentare il clima di bonaccia è stato proprio Grillo: ha scelto di tenersi il consultellum, sostanzialmente il proporzionale come male minore, potrebbe avere una legge per lui migliore se gli altri partiti si prendono il rischio di concepirne una nuova, ma senza l’Italicum deve cercare nuovi voti per avvicienarsi al 40%. Ha esaurito la sua capacità di attrazione a sinistra, non recupera i non votanti, non può competere con Salvini e Meloni non ha altro che il centro moderato dei liberali, dei radicali dei tecnocrati. Sfrutta l’opportunità delle nuove elezioni del presidente del parlamento europeo e contratta con il gruppo dei liberali europei un ingresso dei suoi in grado di conquistare la presidenza, in cambio la ripartizione dei finaziamenti del gruppo che altrimenti fuori dai gruppi non si possono incassare. Gioca la sua carta con rapidità, è questione di giorni ma deve rispettare certe regole del movimento, mette ai voti la sterzata verso il centro, la base stancamente approva ed in parte si incazza. Ma le cose non vanno come previsto e il gruppo liberale rifiuta l’adesione di una forza che più volte si è dichiarata antieuropea, antieuro, antibanche e che fino a ieri stava con Farange. Difficile dire quali saranno gli effetti immediati sull’elettorato italiano, di certo non tutti sonnecchiano quando c’è bonaccia.

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