Sgretolamento della democrazia

L’esito delle votazioni a Roma dovrebbe farci riflettere, il maggioritario drogato da premi esagerati è un rischio troppo grave per tutti.

Riassumendo, più del 40% dei romani aventi diritto al voto non ha votato. Lascia agli altri decidere, non c’è nessuna proposta che li soddisfa, non si fidano di nessuno, o si fidano di tutti tanto la realtà non può cambiare.

La forza più grande e più coesa il M5S raccoglie il consenso del 20% dei cittadini, tutte le altre forze stanno sotto al 15 reale, la sinistra vera raccoglie il 3% vero, i fascisti circa il 12% ….

Se fossi nella Raggi, ma si sa io sono un po’ un codardo, mi chiederei se non sia temerario prendere le leve del comando da soli contro tutti, avere sin dall’inizio contro l’80% della popolazione, 80% di scettici, di indifferenti, di contrari o addirittura di loschi figuri.

Due giorni fa sono stato per quaranta minuti ad aspettare il 46 a corso Vittorio, una esperienza che vale una indagine sociologica sulla città di Roma e sui suoi abitanti.

Alla fermata ho ascoltato di tutto, una rabbia cinica e disperata condivisa dalla signora bene elegante e dal borgataro grasso e sfatto con la maglietta stretta e puzzolente. Mi chiedevo, ma come farà il nuovo sindaco?

Salito sull’autobus, finalmente, mi è sembrato di stare su un carro ferroviario per deportati, turisti seduti per terra, acqua che entrava dal soffitto in cui la chiusura di emergenza era stata aperta da qualcuno che si sentiva soffocare, turisti esterrefatti ma silenziosi come dovessero espiare i loro peccati, vero erano a Roma per l’anno santo e questo era forse una rito penitenziale … solo a un certo punto l’autista ha creduto bene di accendere l’aria condizionata quando ormai l’ambiente era troppo saturo di puzza e di umidità. Il borgataro grasso, sfatto e piuttosto sporco rivolgendosi al suo vicino dice sottovoce, con un tono dolce e severo, come farà quella povera Raggi, ndo mette le mani? Anche Giachetti è un incosciente temerario, la sua base di consenso è ancora più esigua e il suo partito è ancora meno affidabile della setta di Raggi.

I risultati di Roma dimostrano due cose:

  • c’è un’inerzia dovuta alle matrici identitarie e ai blocchi sociali di appartenenza che si modificano lentamente. Destra e sinistra sopravvivono nonostante tutto, la dimostrazione è la Meloni da un lato e la costanza dell’elettorato PD nonostante tutti i mugugni e le insoddisfazioni contro Renzi,
  • un terzo circa dei votanti si schiera con una forza che non vuole allearsi con le altre.

Questo è vero a Roma ma è vero in tutto l’occidente, il lento superamento del bipolarismo destra e sinistra genera una forza nuova  che impedisce la vecchia alternanza tra due forze principali che oscillano intorno al 50%

Due sole sono le strade possibili:

  1. il proporzionale puro e l’esistenza di una democrazia parlamentare che crea nell’assemblea le maggioranze necessarie alla soluzione dei problemi man a mano che questi si prospettano, gli inciuci secondo la dizione renziana,
  2. premi di maggioranza tipo quelli previsti dall’italicum con tutti i rischi che questo comparta, potere eccessivo ad una sola piccola parte troppo minoritaria e facilmente manipolabile dai poteri forti. In un sistema tripartito con tante forze residuali piccolissime, bastano piccoli spostamenti di voti per ribaltare radicalmente la situazione. Di qui la grande forza dei mass media che non hanno bisogno di spostare le masse ma solo di gestire movimenti residuali.

Il caso spagnolo è emblematico, lo stallo determinato dal potere di interdizione di Podemos non sappiamo se e come si risolverà, non possiamo escludere che alla lunga non possa determinare il definitivo sgretolamento della Spagna come stato nazionale, d’altra parte una terribile guerra civile è storicamente recente.

Più ci penso e più mi convinco che i premi di maggioranza se sono una necessità pratica per decidere e operare dovrebbero essere a tempo, ad esempio 2 anni su 5 di mandato. In pratica gli eletti con premio di maggioranza decadono comunque dopo 2 anni, se nel frattempo nell’assemblea si forma una nuova maggioranza, quella continua a legiferare e tener in piedi il governo altrimenti si torna a votare. Immaginate quanto l’avventura di Renzi sarebbe stata radicalmente diversa con una regola del genere.

Ovviamente l’altro estremo è il modello della democrazia diretta tramite click elettronico secondo il modello 5S. Naturalmente se venisse adottata realmente il nuovo sindaco di Roma, qualsiasi esso sia, camperebbe poche settimane perché la plebaglia che aspetta l’autobus o la metropolitana o subisce lo schizzo della pozzanghera su cui sfreccia la macchina del riccastro di turno tornata a casa si attaccherebbe al proprio personal e invierebbe un click di censura senza remissione. Sarebbe un giacobinismo sistematico.

C’è anche un altro modello, se i problemi sono così gravi e se occorrono cure dolorose, legge marziale e via andare … altro che inciuci e costituzioni e parlamenti. Pensate che risparmio!

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2 thoughts on “Sgretolamento della democrazia

  1. Dobbiamo farcene una ragione questo paese è caduto in mano ai “dilettanti allo sbaraglio”. Ritengo che di questa situazione la responsabilità è anche della scuola, ricordati quando negli anni ’80 e ’90 i professori seri e rigidi erano considerati reazionari e il lassismo era considerato professionalità.

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