E dopo?

Così il governo Gentiloni cancella i voucher per evitare il referendum CGIL. Una scelta improvvisa maturata dopo che il gran capo Renzi ha decretato che i voucher non c’entrano niente con il Jobsact e che sono sopravvissuti per colpa della sinistra PD.

Mi sento in obbligo di intervenire sul blog per molti motivi, due i principali: a suo tempo scrissi che i voucher lavorativi dovevano essere estesi e perché in questa scelta governativa ci sono molte contraddizioni su cui riflettere.

Alla fine del 2012, più si quattro anni fa, mi divertii a scimmiottare l’agenda di Monti redigendo una agenda RB in cui raccoglievo alcuni post che delineavano i punti di un ipotetico programma di governo per la ripresa economica. Tra questi c’era il potenziamento dei voucher.

Rimango dell’idea che i voucher fossero una buona idea che consentiva di far emergere dal nero ma soprattutto di far nascere tanto lavoro che c’è o ci potrebbe essere e che non contribuisce alla crescita del PIL. Sì perché il nostro problema è che il PIL non rappresenta bene la ricchezza reale del paese perché una parte consistente rimane in ombra, nascosta. Si badi bene, non parlo solo dell’economia illegale o malavitosa, parlo delle innumerevoli attività che vengono svolte senza che determinino gettito fiscale e/o contributivo. Pensate alle lezioni private, alle baby sitter, agli amici della domenica che raccolgono le olive o puliscono parti comuni di condomini. Parlo di tutte quelle attività che vivacchiano e non fioriscono perché un addetto in regola in più sarebbe troppo oneroso e che quindi perdono delle occasioni di sviluppo quando si presentano.

La cura del governo Monti e tante norme europee che gradualmente vengono recepite sono percepite come camìce di forza e vincoli fastidiosi. Tantissime norme richiedono procedure complesse che solo esperti possono attuare senza incorrere in errori sanzionabili. Nel mio post  mi spingevo ad ipotizzare una ulteriore semplificazione dei voucher e dei rapporti di lavoro, l’uso del bancomat o del bonifico che contestualmente invia i contributi previdenziali ed assicurativi e quelli fiscali ai rispettivi enti e che per il datore di lavoro non ci fossero altri adempimenti, denunce, certificazione ed altri ammennicoli di cui si cibano i CAF e i commercialisti.

Il fatto che negli ultimi anni ci sai stata una crescita abnorme dell’uso dei voucher da parte di aziende che avrebbero potuto assumente con contratti meglio tutelati non dimostra che lo strumento in sé fosse inaccettabile, andava forse solo meglio definito e calibrato proprio nel senso di una ulteriore semplificazione come da me descritto. Sarebbe bastato ad esempio decidere che la percentuale di lavoro assegnabile con voucher in azienda non potesse superare una certa soglia del fatturato o del monte ore degli addetti dello stesso livello.

Ma forse la realtà è un’altra, è tutta e solo politica, dei voucher, del lavoro più o meno tutelato, del PIL, dell’INPS a nessuno gliene frega molto, tutti sono concentrati sugli equilibri di potere nuovi che la caduta e forse la resurrezione di Mattia il gradasso, il proporzionale, i sussulti dei vari populismi determineranno nel prossimo futuro.

La CGIL dopo le bastonate renziane, le umiliazioni subite, il crollo degli iscritti attivi rialza la testa e propone un referendum abrogativo di alcune norme del Jobsact e si schiera in parte per il NO al referendum. Renzi è finito bisogna rifondare la sinistra, catalizzare l’attenzione di chi il lavoro lo cerca.

Il governo Gentiloni formalmente è una fotocopia senza capo del governo Renzi ma presenta delle novità significative come sostenevo nel post ‘Governo nuovo?’ La presenza della ministra Fedeli all’istruzione è un chiaro segnale che si vuol recuperare il rapporto con i sindacati, che le correzioni o le integrazioni delle riforme renziane ancora da completare dovevano tener conto delle richieste sindacali che sinora erano state malamente trascurate.

Ma allora la bomba del referendum CGIL innescata contro Renzi sarebbe scoppiata sotto la poltrona di Gentiloni ma conviene a tutti farlo vivacchiare fino alla scadenza del 2018. Un inghippo, uno gnommero inestricabile il cui esito poteva essere letto in modo imprevedibile. In questi casi meglio tagliar corto, abolire tutto, senza tante chiacchiere.

E’ una decisione ostile verso la CGIL? potrebbe essere vero o apparire tale ma … A me sembra un autentico favore alla CGIL: ottiene il risultato cercato senza affrontare il rischio dell’esito referendario. E chi l’ha detto che avrebbe vinto l’abrogazione dei voucher? la destra berlusconiana l’aveva proposto, parte della sinistra era favorevole, i professionisti si sarebbero astenuti, i giovani forse avrebbero capito che si trattava di una opportunità … quindi probabilmente non si raggiungeva il quorum  o addirittura la CGIL avrebbe perso. Vi immaginate gli effetti a livello politico: questa volta sì che la sinistra era definitivamente squagliata e per vent’anni avrebbe prevalso il centrodestra o il razzismo xenofobo. Gentiloni ha fatto un bel regalo alla CGIL e a tutta la sinistra ma soprattutto a se stesso rinforzando il suo carisma quieto e rassicurante di chi alla fine sa decidere in modo chiaro.

Sarebbe un gigante se dicesse subito, ora, come si farà dopo. Come farò io che tre volte all’anno in date incerte mi serve una signora che venga a pulire la casa delle vacanze per una quindicina  di ore in tutto. Vorrà dire che per non sbagliare ci metteremo lì il primo giorno a spolverare e passar lo straccio, ma così il PIL non aumenta e si aggrava lo spread.

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4 thoughts on “E dopo?

  1. Prima lo sbracamento sulla Buona Scuola, poi l’abolizione dei Voucher, nel mezzo il salvataggio di Minzolini. Renzi, dopo aver rottamato D’Alema, ne sta ripercorrendo le furbizie tattiche, strizzando l’occhiolino a destra ed a sinistra, ma farà la stessa fine…

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  2. caro raimondo, hai detto tutto molto bene, e quasi mi faccio riguardo di venire qui a commentare per dirtelo: il senso dell’impossibilita` di agire si va facendo sempre piu` forte.

    non molto diverso era il risultato delle mie analisi sul punto:
    https://corpus15.wordpress.com/?s=voucher

    fammi soltanto dire in modo piu` crudo di te che questa vicenda si comprende bene soltanto come una vittoria del lavoro in nero per i pensionati che costituiscono oramai il fulcro della CGIL, che con la Camusso ha raggiunto il fondo di un degrado senza nome.

    da questo punto di vista Gentiloni, pur se umanamente piu` accettabile o meno rivoltante di Renzi, e` perfino peggiore nelle scelte concrete.

    naturalmente intravvedo che si promettono nuovi strumenti migliori dei voucher al piu` presto, ma ci si guarda bene dal dire quali.

    e scommetto che non li vedremo mai.

    i voucher erano una soluzione semplice e funzionale al problema della regolarizzazione dei lavori occasionali.

    bastava limitarne l’uso a contesti ben definiti e soprattutto compiere qeui controlli sul loro impiego che sono sempre mancati.

    il mancato referendum e` una sconfitta della democrazia.

    abbiamo fatto un pauroso passo indietro, e questo paese vive oramai di leggende e di demagogia senza limiti: destra sinistra o cinquestelle, la gara e` soltano a chi tromboneggia meglio.

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  3. Mi fa piacere sentire che sei d’accordo e sottoscrivo quanto più incisivamente di me dici tu. Gentiloni si conferma un pragmatico, di fronte al grave rischio di un nuovo referendum che avrebbe ulteriormente lacerato il paese ed indebolito proprio la sinistra nel suo complesso ha deciso recidendo il nodo. Ora ha due strade possibili, recepire la proposta della CGIL art 80 e 81 o adottare la mia cioè una ulteriore liberalizzazione che utilizzi le nuove tecnologie semplificando i rapporti di lavoro di qualsiasi tipo. (bonifico o bancomat con tracciabilità dei compensi di lavoro). In ogni caso non si tratta solo di far emergere il lavoro nero ma di consentire che nuovo lavoro sia creato ed attivato. Per questo una definizione troppo stretta e vincolante delle categorie che possono accedere all’uso del voucher è paralizzante. Le tutele si sono tradotte spesso in normative farraginose, in casistiche inestricabili, in burocrazie costose per cui ormai tutte le imprese devono avere un legale specializzato nel diritto del lavoro. Mia moglie passa ore per tenere in regola la signora delle pulizie ed è sempre preoccupata di non aver rispettato i tempi e le procedure. Ti faccio un piccolo esempio che tanto piccolo non è: quando andai in pensione avevo ancora energie, idee e soldi per intraprendere qualcosa di nuovo e alcuni miei docenti di cucina buttarono là l’idea di aprire un ristorante. Incominciai a pensarci e vidi fattibile la possibilità che i miei docenti, tutti chef di qualità, potessero a rotazione animare delle serate gastronomiche in cui la gente oltre che mangiare potesse imparare qualche piccolo trucco di cucina. ero arrivato anche ad immaginare i menu differenziati a seconda delle inclinazioni dello chef della serata. Questa idea che mi sembrò subito luminosa si spense miseramente quando cominciai a pensare ai rapporti di lavoro, alle certificazioni, alle regole, ai permessi, alle competenze formali necessarie. Sparì dal mio orizzonte quando immaginai il brutto ceffo che si poteva presentare a chiedere la mazzetta. Così comprai BTP e cominciai a fare il grafomane. Forse sarei già fallito miseramente visto che non ci si può improvvisare tuttologi, tuttavia se queste remore, queste paure, queste incompetenze indotte da norme scostanti sono diffuse su tutta la popolazione tutto si ferma o stenta a partire anche se Renzi mette 80 euro nella busta paga.

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